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30 ottobre 2009 | 23:01 | Commenta questo articolo
Interrogazione Gruppo Consiliare “per Accettura”

Trovi giusta la decisione di tagliare il pino in Piazza?
No: 88%
Si: 12%
Voti totali: 101
Interrogazione Gruppo Consiliare “per Accettura”

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Pagina Wikipedia
Articolo Corriere della Sera

Il mio nome è Carestia,
ma il lusso è il mio mestiere
Il 26 febbraio 1942, in piena guerra, nella caserma di San Nicola, dispersa nella foresta di Gallipoli, al tempo collegata ad Accettura da un’impervia mulattiera, dal milite forestale Giovanni e dalla moglie Rosina D’Eramo, casalinga,venne alla luce una bambina con l’aiuto della mammana praticona Annuzza l’olivetese. All’anagrafe fu registrata col nome Concetta e il cognome Carestia.
Allora la località San Nicola, priva di di luce e di acqua corrente, oltre che dalla guardia forestale Filippo Bianco, dalla moglie Ersilia, anch’essi, come i Carestia, di origini abruzzesi, e il figlio Silvino, era popolata solo da bovari e carbonari.
Unico sprazzo di vita, in quella terra di boschi, era una scuola pluriclasse, distante qualche chilometro e ospitata in una baracca di legno.
Chi, con queste premesse, avrebbe potuto preconizzare per la piccola Concetta un destino non comune?
Con il peso di un cognome come il suo, Carestia, che cosa le avrebbe riservato il futuro?
La saggezza degli antichi insegna che il nome è un destino: nomina omina sunt e che nessuno è profeta in patria. Leggi il resto dell’articolo »

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