Un Accetturese: Domenico Dimilta
27 novembre 2010 | 20:09 | Commenta questo articolo
Domenico Dimilta nato ad Accettura il 2 marzo 1949 da Dimilta Pasquale e Perretti Caterina, lascia Accettura nel 1960 per Monsummano Terme (PT), dove vi abita dal 1960 al 1968.
Dal 1968 vive a Pistoia, mantenendo costanti relazioni con la folta comunità di accetturesi che già dagli anni sessanta popola la cittadina di Monsummano, distante appena undici chilometri dal capoluogo Pistoia.
Negli anni settanta inizia l’attività di insegnante nella scuola media. Attualmente docente titolare presso la Scuola Media “Frank-Marconi” di Pistoia.
Fin dalla metà degli anni settanta si dedica all’attività sindacale in ambito scolastico, divenendo uno dei principali animatori dello SNALS, il forte sindacato della scuola. Nel 1991 assume la carica di Segretario Provinciale dello SNALS di Pistoia.In seguito, nella prima metà degli anni novanta, entra a far parte della struttura nazionale del
sindacato, con l’elezione a membro del Consiglio Nazionale dello SNALS .
Assume ulteriori impegni negli organi nazionali del sindacato, con l’elezione a componente del Comitato Centrale, organo direttivo dello SNALS .
Dal 2001 fa parte del Consiglio Generale della CONFSAL, la Confederazione sindacale nazionale alla quale lo SNALS appartiene. Dallo stesso anno svolge, per metà della
settimana, l’attività sindacale a Roma, quale componente della Segreteria Nazionale della CONFSAL, nella quale si occupa del giornale della confederazione, anche in qualità di
membro del Comitato di redazione del periodico della CONFSAL.
Oltre che a Pistoia e a Roma, svolge una parte dell’impegno sindacale a Firenze, ove ricopre il ruolo di Segretario Regionale CONFSAL della Toscana.










Erano attesi anche i fotografi, che allineavano lungo la rotabile le macchine montate sul treppiedi e scattavano la foto ricordo del matrimonio celebrato qualche mese prima e le foto-tessera per il passaporto. Il preferito era il tarantino don Attilio Tagliente, alto e secco, con due baffetti alla Savador Dalì.
Pittore, scrittore e uomo di scuola, Vincenzo Digilio è nato ad Accettura al Borghetto, l’attuale via Marconi, il 14.09.1903, da Girolamo, sarto, e da Domenica Ferri, casalinga. Nel corso di una vita lunga e laboriosa ha prodotto un imponente numero di opere pittoriche, ha pubblicato diversi libri di vario soggetto, ha collaborato per oltre trent’anni (1940-1976) con scritti e riproduzioni di suoi paesaggi romani alla prestigiosa “Strenna dei Romanisti”, di cui è stato uno dei fondatori; ha collaborato inoltre a numerose riviste di pedagogia e a quotidiani. Sue opere fanno parte, oltre che di numerose collezioni private, delle collezioni della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio, del Ministero della Pubblica Istruzione, di Comuni, dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma (Facoltà di Magistero), dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Ha pubblicato volumi di poesie, di fiabe e narrativa per l’infanzia, di scritti dedicati ai problemi dell’educazione dei fanciulli all’arte: Storie divertenti (Fiabe lucane), Ed. Giglio, Roma 1949; Scrittori e libri per fanciulli, Ed, La Bodoniana, Palermo 1953; L’arte figurativa nella scuola elementare, Ed. F. Le Monnier, Firenze 1959; Avevo due cervelli?, Ed. Fratelli Palombi, Roma 1959; Otto poesie del mio diario in versi, Tip. Rotatori, Roma 1982. Ha collaborato a Il Giornale d’Italia, Lazio ieri e oggi, Riforma della Scuola, L’Educazione Nazionale, I diritti della Scuola, I Problemi della Scuola, Corriere delle Maestre, La Scuola, Puer, Indice d’oro, Scuola di base, Tecnica e Didattica. Ha tradotto, per le Edizioni Il Cisalpino, Le Confessioni di G. G. Rousseau. Per i suoi meriti di educatore gli è stata conferita la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione e la Medaglia d’oro della Croce Rossa Italiana. Si è spento a Roma il 28.10.1988. (red.)






La razza Podolica origina dal Bos Primigenius Podolicus, un bovino di grande mole e dalle corna lunghe che si suppone sia stato addomesticato in Medio Oriente nel IV millennio a. C. Sulla provenienza del bovino Podolico esistono due teorie: secondo una di queste la Podolica deriva da bestiame venuto in Italia nel 452 d. C. al seguito degli Unni, provenienti dalla Mongolia e poi passati attraverso le steppe ucraine della regione Podolia, che possono essere considerate la vera culla della razza.
All ’origine del fenomeno Daklen c’è il felice incontro tra una naturale predisposizione alla musica e una solida tradizione familiare. Il nonno paterno, Antonio Difato, già da adolescente divide i suoi interessi tra la bottega di falegname e la scuola serale di musica. Tra le due passioni prevale il mal di pentagramma.










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