Più fragile Gallipoli-Cognato quando chiuderà la caserma
17 ottobre 2011 | 20:00 | Commenta questo articoloSENZA LA STAZIONE FORESTALE DI PALAZZO DIVENTERA’ TERRA DI NESSUNO
di ANGELO LABBATE
ACCETTURA Lo spettro della soppressione incombe sulla storica stazione forestale di Palazzo, l’unico presidio rimasto a tutela della foresta di Gallipoli-Cognato, dopo la chiusura delle caserme di San Nicola, Pian di Giglio e Cognato. La prospettiva preoccupa il presidente dell’Ente parco, Rocco Lombardi. “Con la partenza delle guardie, la foresta diventerebbe terra di nessuno, totalmente esposta ai bracconieri e agli abusivi di ogni genere, allevatori, raccoglitori di prodotti del sottobosco e tagliatori di alberi. Occorre mobilitarsi per scongiurare i danni irreversibili che la chiusura del presidio provocherebbe”. La foresta di Gallipoli-Cognato, oltre 4.200 ettari, già di pertinenza delle Clarisse di Tricarico, fu acquisita al patrimonio pubblico con la soppressione dei beni ecclesiastici e con legge n°283 del 20 giugno 1871 fu compresa fra i beni inalienabili dello Stato, per frustrare le mire della borghesia terriera, che prosperava con le usurpazioni e gli acquisti a prezzi stracciati. Oltre che di rare specie animali e vegetali, la foresta è ricca di testimonianze storico- monumentali. Alla sommità del monte Croccia sono visibili gli imponenti resti della cinta muraria di un’antica città lucana del V-IV secolo avanti Cristo, scoperti sul finire del 1884 dall’archeologo lucano Vittorio De Cicco; nel 1128 San Guglielmo da Vercelli scelse come eremitaggio il monte Cognato e vi fondò un monastero; durante la prima guerra mondiale il complesso di Palazzo ospitò i prigionieri austriaci. In tempi più recenti è stato teatro delle battaglie contadine per l’occupazione delle terre. A vigilare su questo straordinario patrimonio della natura e edella storia, sito di interesse comunitario e riserva antropologica, un territorio che, secondo la definizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, “per peculiarità di caratteri naturali esige la più gelosa tutela dell’ambiente e della spontanea evoluzione, soprattutto a fini educativi e di ricerca scientifica” sono rimasti tre uomini, in attesa di nuova destinazione. E’ l’ultimo ridotto a difesa della foresta, significativamente intitolato alla guardia scelta Canio Loguercio, colpito mortalmente da una fucilata il 1° febbraio 1976, in circostanze rimaste misteriose, mentre era in servizio di perlustrazione .
LA GAZZETTA del MEZZOGIORNO, 16 ottobre 2011





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