Perché l’attrice Stefanucci ha scelto la fresca Accettura
17 agosto 2010 | 21:52Per motivi professionali e anche affettivi
ACCETTURA . Buone le presenze anche nell’alta collina materana. Ferragosto non è solo mare. Ne è convinta anche l’attrice napoletana nota al grande pubblico come l’interprete di Rossella, che nella fiction “Capri ” sposa un uomo di colore per fargli ottenere il permesso di soggiorno e alla fine se ne innamora. Antonella Stefanucci ha scelto Accettura per trascorrere il ferragosto. La incontriamo ai bordi della piscina comunale, incastonata nel verde. «Scegliere Accettura non è per caso – precisa ai bordi della piscina comunale con sorriso ironico e disarmante – con la Basilicata ho un antico rapporto professionale». Si tratta dei lavori che l’hanno vista impegnata in Basilicata. Ma ci sono anche motivi affettivi che legano alla montagna materana, in particolare. Il compagno è originario di Stigliano. «Ci incontriamo nella grande casa degli antenati dei due rami della famiglia Ciruzzi, uno trasferito a Napoli e un altro a Lecce. Ma abbiamo amici anche ad Accettura, gli Spagna e i Giliberti. Così ho iniziato ad amare questa terra incontaminata, dalle forti tradizioni. I lucani sono persone ordinate e serie. E poi, qui si potrebbero girare grandi film. È un set naturale. Non capisco perché la Rai vada a girare le fiction in Argentina. Forse per non pagare le tasse?» [a.l.]

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C’è ritornato l’anno scorso. «Quando Rocco Papaleo mi ha offerto una parte nel film, non ho esitato. Stavo facendo un concerto; fu tanto l’entusiasmo che lo invitai a salire sul palco e a cantare insieme a me. Non conosceva le parole della canzone e ripeteva sempre la stessa frase, trasformando una situazione imbarazzante in un momento di grande comicità e ilarità». Momenti di spensieratezza che si sono ripetuti mentre si girava il film. «Ormai, con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Paolo Briguglia e Rocco Papaleo abbiamo formato un gruppo affiatato di amici, che si è divertito un mondo durante l’attraversamento da versante all’altro della Basilicata, una regione che ci è apparsa in tutta la sua selvaggia bellezza, un territorio fantastico da percorrere, che in poco spazio racchiude una cangiante varietà di paesaggi unici, laghi, boschi, calanchi, fiumi, monti. Ieri, attraversando la foresta di Gallipoli, sono stato tentato dalla voglia di fermarmi per sempre. Per non dire della gastronomia: a Stigliano, dopo il concerto, con gli amici del comitato feste, ho mangiato “gnumarielli ” e peperoni “cruschi” straordinari » . Si direbbe quasi che sia diventato lucano. «Non sono mai stato a Potenza; a Matera sono stato una sola volta e sono rimasto colpito dalla straordinarietà della sua struttura urbana. Comunque, mi sento legato più alle tradizioni rurali, che a quelle urbane. Per questo, diversamente da molti miei colleghi, non snobbo i concerti di piazza delle feste patronali. Mi affascinano l’eterogeneità del pubblico, l’euforia, il clima festivo, la sospensione della quotidianità. Il mio cervello funziona ancora a legna, mi piace cogliere i sapori e gli odori nei miei continui viaggi, altrimenti sarei la valigia di me stesso. Vivo di percezioni, più che di ricerche, cerco l’antica dimensione della vita, che in questa sconosciuta provincia italiana è ancora facile trovare». Ci sarà un’altra Basilicata coast to coast? «So che riattraverseremo un’altra volta la Basilicata con Rocco e gli altri amici e che molti amanti della natura e della scoperta tenteranno l’avventura di percorrere a piedi questa fantastica terra, da Maratea a Scanzano».















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