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	<title>AccetturaOnLine.it &#187; edicola</title>
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	<description>notizie, eventi &#38; immagini da Accettura</description>
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		<title>Giuseppe De Rosa &#8211; Quanto Basta e anche di più</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se tra gli ingredienti del piatto ci sono i peperoni cruschi di Senise, lo chef è lucano. Non è una deduzione alla Sherlock Holmes, basta un minimo d’esperienza. Infatti Giuseppe De Rosa è di Accettura (Matera). di GIANNI MURA Ha 30 anni, per un anno è stato chef de partie con Heinz Beck alla Pergola: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Se tra gli ingredienti del piatto ci sono i peperoni cruschi di Senise, lo chef è lucano. Non è una deduzione alla Sherlock Holmes, basta un minimo d’esperienza. Infatti <strong>Giuseppe De Rosa è di Accettura</strong> (Matera).</em></p>
<p>di GIANNI MURA</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong></strong></em>Ha 30 anni, per un anno è stato chef de partie con Heinz Beck alla Pergola: come biglietto da visita, già saremmo oltre il «qb», nel senso di quanto basta. Altr<em><strong></strong></em>e e<em><strong></strong></em>sperien<em><strong></strong></em>ze  <em><strong></strong></em>romane: Sofitel, Ducati Caffè, Brò. Ci piace la sua cucina perché <em><strong><a class="highslide img_2" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/gderosa_ilvenerdi.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-full wp-image-2431 alignright" style="margin: 3px;" title="gderosa_ilvenerdi" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/gderosa_ilvenerdi.jpg" alt="" width="293" height="359" /></a></strong></em>ha una logica, oltre che sapori ben definiti. Una vena mediterranea, una mano sicura sui piatti di mare come di terra, su quelli della tradizione come su quelli più innovativi. Contemporanea, ecco cos’è, ma senza rinunciare al passato e molto attenta ai passi audaci. Qb è    aperto dal settembre dell’anno scorso. Patron è Guido Marini, che di materie prime ne capisce: dal 1967 la sua famiglia gestisce banchi di frutta e verdura al<em><strong></strong></em> mercato di  piazza Crati, in più Guido è sommelier con la passione di formaggi e salumi. Due menùdegustazione: di carne a 45 euro, di mare a 55. La chiusura domenicale salta   nell’ultima festività del mese, quando la vicina piazza Verdi ospita il mercatino dell’antiquariato. A pranzo piatti più semplici e veloci, spesa dimezzata. Dalle 18,30 aperitivo (bollicine, in larga parte) con finger food. Spazi chiari, sala principale al primo piano. A livello strada la cucina a vista e due soli tavoli (i più richiesti). Piccolo de<em><strong></strong></em>hors (25  coperti) per la bella stagione. Per cominciare: filetto di baccalà in tempura con gelatina al Nero d’Avola, tagliata di tonno con maionese allo zafferano, trippa alla romana, animelle arrosto. Tra i primi: spaghetti all’astice e peperoni cruschi (tocco plebeo e saporito), tagliolini di grano arso con asparagina di mare e vongole veraci, fagottello di cozz<em><strong></strong></em>e e Pecorino, tortellini di fassone con crema di Parmigiano e tartufo nero. Tra i secondi: spigola con puntarelle, trancio di baccalà con peperoni cruschi, guancia di  manzo brasata, piccione biologico, coda alla vaccinara, spalla di maialino da latte. Buoni i dolci e la carta dei vini.</p>
<p>Tratto da <em><strong>Il Venerdì di Repubblica</strong></em></p>
<p><em><strong>QB</strong></em><br />
VIA SCARLATTI 11-13, ROMA<br />
INFO TEL. 06-85352010<br />
CHIUSO DOMENICA<br />
FERIE DAL 10 AL 25 AGOSTO<br />
CARTE DI CREDITO TUTTE<br />
COSTO DI UN PASTO-TIPO<br />
(VINO ESCLUSO) EURO 45</p>
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		<title>Oggi a Corato l&#8217;ultimo saluto al Comandante Patruno</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 20:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[edicola]]></category>

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		<description><![CDATA[Se qualcuno ha foto del Maresciallo può inviarle come commento o dal modulo contatti Lutto nella caserma dei Carabinieri di Molfetta.  Si è spento ieri mattina il luogotenente Nicola Patruno. Il militare, originario di Corato, ricopriva l’incarico di comandante della stazione di Molfetta. Era in servizio dal 1981. Nel 1985 aveva superato il concorso per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide img_4" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/patruno.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-medium wp-image-2261 alignright" style="margin: 2px;" title="patruno" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/patruno-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a> <img src='http://www.accetturaonline.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_exclaim.gif' alt=':!:' class='wp-smiley' /> <span style="text-decoration: underline;">Se qualcuno ha foto del Maresciallo può inviarle come commento o dal modulo contatti</span></p>
<p style="text-align: justify;">Lutto nella caserma dei <strong>Carabinieri </strong>di Molfetta.  Si è spento ieri mattina il luogotenente <strong>Nicola Patruno</strong>.<br />
Il militare, originario di Corato, ricopriva l’incarico di <strong>comandante della stazione di Molfetta</strong>. Era in servizio dal 1981. Nel 1985 aveva superato il concorso per la scuola sottufficiali, frequentata prima a Velletri poi a Vicenza.<br />
Fino al 1991 in servizio nei comuni del Salernitano, era stato poi destinato al comando della stazione di <strong>Accettura</strong>, in provincia di Matera. Nel 1995 il comando della stazione di Capurso, nel Barese. L’anno successivo l’incarico nell’ambito della polizia giudiziaria nel tribunale dei minori di Bari.<br />
Un incarico, quest’ultimo, durato ben nove anni. Fino al 13 luglio 2005, con la nomina a comandante della stazione dei Carabinieri di Molfetta.<br />
Patruno è scomparso all’età di 52 anni. Lascia una moglie e due figli.<br />
La redazione si unisce al cordoglio di familiari e colleghi dell’Arma. Le esequie si terranno questo pomeriggio alle 16 nella chiesa dell&#8217;Incoronata di Corato.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo <em><strong>molfettalive.it</strong></em><br />
Foto <em><strong>laltramolfetta.it</strong></em></p>
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		<title>Alla ricerca delle mie origini in Italia, Jim Ferri</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 16:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[edicola]]></category>

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		<description><![CDATA[Traduzione dell&#8217;articolo a cura di Andrea Labbate Era mattina quando io e mia moglie Marjorie abbiamo lasciato mio cugino Nicola e siamo partiti per Accettura, un paesino della Basilicata, nel sud Italia, appollaiato su una montagna. Per tanto tempo avevamo intitolato il nostro viaggio “Alla ricerca di Pasquale”, riferendoci al mio bisnonno che era emigrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Traduzione <a href="http://www.neverstoptraveling.com/the-search-for-my-family-roots-in-italy-%e2%80%93-part-2" target="_blank">dell&#8217;articolo</a> a cura di Andrea Labbate</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide img_6" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/via-roma.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-medium wp-image-2241 alignright" style="margin: 2px;" title="via roma" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/via-roma-300x225.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Era mattina quando io e mia moglie Marjorie abbiamo lasciato mio cugino Nicola e siamo partiti per Accettura, un paesino della Basilicata, nel sud Italia, appollaiato su una montagna. Per tanto tempo avevamo intitolato il nostro viaggio “Alla ricerca di Pasquale”, riferendoci al mio bisnonno che era emigrato bambino da Accettura per gli Stati Uniti 125 anni fa.<br />
Abbiamo impiegato tre ore per arrivare, circa la metà del tempo su strade tortuose attraverso montagne boscose, quando dai boschi all’uscita di una curva, ci è apparsa Accettura, posta sulla cima di una collina, completamente isolata, come tanti paesi di montagna italiani.<span id="more-2240"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
E’ un paesino di circa 1800 abitanti con una sola strada principale, via Roma che attraversa il paese e dalla quale si snodano delle stradine secondarie. E’ un posto tranquillo, senza semafori e suoni di clacson anche se quasi tutti passeggiano per strada.<br />
E’ anche un luogo dove per tutto il giorno si possono vedere uomini che giocano ossessivamente a carte dalla mattina o alla sera, o si limitano a camminare per strada e parlare al punto che ad un certo punto mi sono  chiesto se qualcuno lavorasse.<br />
Appena siamo arrivati in paese, ci siamo recati in chiesa, nella speranza che il parroco potesse aiutarci nella ricerca dei miei progenitori. La chiesa era chiusa, ma ci siamo imbattuti in due operai, uno dei quali parlava un perfetto inglese avendo vissuto a Newcastle per alcuni anni, che ci ha detto che sarebbe stato meglio se fossimo ripassati più tardi.<br />
Gli ho chiesto la strada per il cimitero, posto alla periferia del paese, perché pensavo sarebbe stato il posto giusto per scoprire qualche indizio sulla storia della mia famiglia. Dopo aver passato circa un’ora tra tombe e  mausolei, ci siamo ritrovati a mani vuote. Non c’era nessuna lapide che recasse il nome dei Ferri.<br />
Abbiamo lasciato la vetta della collina diretti verso il municipio, al centro del paese. Avevo contattato alcuni mesi prima via mail il comune, richiedendo informazioni su alcuni dei miei antenati, ed ho ricevuto riposte straordinariamente celeri con copie dei certificati di nascita di quattro dei miei progenitori.  Grazie a Marjorie e al suo spagnolo, così simile all’italiano che i nostri interlocutori erano in grado di capire molte parole,  siamo riusciti ad  indurre l’impiegata a fare della ricerche più approfondite, ma quando ci siamo imbattuti in un vicolo cieco, la donna ci ha suggerito di chiedere aiuto al “professore”, uno che conosce la storia locale dei Ferri.<br />
Il “professore” era  Angelo Labbate che ci ha detto  che sua moglie era parente  lontana dei Ferri. Per i successivi due giorni, mentre continuavo a sentire molti nomi dal passato – nomi di famiglia che mio padre aveva menzionato nel corso degli anni, nomi che avevo letto nei registri dei funerali dei membri della mia famiglia ecc – ho cominciato a chiedermi se non fossi parente alla lontana di quasi tutti gli abitanti del paese.<br />
Angelo ha una casa proprio di fronte al nostro albergo e dal piccolo balcone ci ha visti arrivare.<br />
Credeva che il mio aspetto gli sarebbe stato famigliare ed aveva ragione; Nicola, il mio cugino appena trovato, a cui assomigliavo, era il dentista di Angelo.<br />
Abbiamo pernottato all’hotel San Giuliano, un posto che non accetta carte di credito posto in una stradina lastricata nel centro del paese. L’ho scelto perché era menzionato un libro che avevo appena letto sulla Basilicata e su Accettura (sfortunatamente avevo saputo del libro solo due giorni prima della nostra partenza dagli Stati Uniti, e la spedizione veloce del libro mi è costata il doppio del prezzo del libro stesso). D’altro canto il San Giuliano avrebbe anche potuto essere l’unico albergo del paese.<br />
Angelo parlava solo italiano, ma ci ha presentato il figlio Andrea, un insegnante che parla un perfetto inglese, e abbiamo appreso che il fratello del mio trisavolo Luigi (l’anello di congiunzione con il mio “nuovo”cugino) era partito per gli Stati Uniti con la sua famiglia, ma era ritornato e aveva comprato due edifici, uno dei quali era il bar dove incontravamo Angelo per bere un caffè e per parlare ogni giorno.<br />
Le prime registrazioni ufficiali in Italia risalgono alla metà del ‘700 – quando Napoleone ha costretto gli italiani a registrare nascite, morti e matrimoni – perciò Angelo ci ha presentati al parroco, Giuseppe Filardi per farci aiutare nelle ricerche. Filardi e Domenica, la moglie di Angelo, sono stati compagni di scuola alle elementari.<br />
Il giorno successivo abbiamo incontrato padre Filardi nell’ufficio della sua parrocchia.  Ci siamo spaventati quando abbiamo visto la dozzina di libri rilegati in pelle nella sua libreria – le registrazioni ecclesiastiche scritte su  pergamena con un pennino rigo per rigo di matrimoni e battesimi a partire dal XIX secolo, ……………………..<br />
Marjorie (che non è nemmeno cattolica) si è innamorata di padre Filardi; lei  crede che sia fantastico…… colto, caloroso e assolutamente informato di tutto quel che accadeva in paese. Determinato ad aiutarci, sfogliava febbrilmente le pagine dei registri alla ricerca dei nomi giusti.<br />
All’inizio non ne ha trovato nessuno, ma in seguito si è imbattuto su un nome e ipotizzando che i due genitori avessero circa 21 anni alla nascita del primo figlio, e ritornato a ritroso negli anni alla ricerca dell’altro.  Ogni volta che si imbatteva nel nome di un nostro parente urlava “A-ha”, e sbatteva un pugno sul tavolo.<br />
Ma la ricerca è terminata quando, circa un’ora dopo, abbiamo scoperto che il nostro parente più anziano, Nicola, si era trasferito ad Accettura da un paese ancora più piccolo, che distava circa 50 km.  Sebbene fossimo riusciti a portare le ricerche della famiglia indietro di più di 100 anni eravamo ora consapevoli di aver completato la nostra ricerca ad  Accettura.<br />
Quella sera abbiamo invitato a cena Angelo, Domenica, padre Filardi, Andrea e la sua fidanzata Antonella. Angelo ci ha suggerito il Ristorante Pezzolla di Isabella Romano, nel centro del paese ed abbiamo fatto una cena deliziosa a base di piatti tipici preparati dalla più che ottantenne Isabella.<br />
E’ stata un’altra di quelle esperienze memorabili che si vivono spesso quando si è lontani da casa.<br />
Dopo cena abbiamo fatto <em>passeggiata, </em>lo struscio serale che è così importante nella vita in Italia e mentre passeggiavo a fianco al prete – al centro della strada, ovviamente – mi sono reso conto  che conosceva tutti in paese, dal momento che tutti lo salutavano oppure lui si spostava per salutare qualcuno.<br />
Mi sono sentito parte di quel posto perché stavo facendo quello che probabilmente i miei progenitori avevano fatto su quella stessa strada più di un secolo prima. Era un sentimento fantastico e surreale che non avevo mai provato da nessun altra parte.<br />
Alla fine di tutto rimane solo un piccolo neo nella nostra “Ricerca di Pasquale”: non lo abbiamo trovato.<br />
Sebbene abbiamo comunque  trovato  altri membri  della famiglia, è probabile che la famiglia si sia trasferita in un altro paese, dove Pasquale è  nato, prima di partire per gli Stati Uniti. Così è la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"> <img src='http://www.accetturaonline.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_arrow.gif' alt=':arrow:' class='wp-smiley' /> Vedi anche <a title="Un Accetturese: Jim Ferri" href="http://www.accetturaonline.it/blog/un-accetturese-jim-ferri/">Un Accetturese: Jim Ferri</a></p>
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		<title>Daklen Difato nominato Alfiere della Repubblica</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 15:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[angelo labbate]]></category>
		<category><![CDATA[avvenimenti da segnalare]]></category>
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		<description><![CDATA[di Angelo Labbate Prestigioso riconoscimento per Daklen Di Fato, straordinario talento musicale, nato 11 anni fa a Matera, da padre di San Mauro Forte e da madre di Accettura. Il Presidente della Repubbica, Giorgio Napolitano, ha conferito al giovane Daklen il titolo di Alfiere della Repubblica per meriti musicali, onoreficenza riservata ai giovani italiani che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/OXJ87nv7MqE" frameborder="0" width="600" height="365"></iframe></p>
<p><em>di Angelo Labbate</em><br />
Prestigioso riconoscimento per Daklen Di Fato, straordinario talento musicale, nato 11 anni fa a Matera, da padre di San Mauro Forte e da madre di Accettura. Il Presidente della Repubbica, Giorgio Napolitano, ha conferito al giovane Daklen il titolo di Alfiere della Repubblica per meriti musicali, onoreficenza riservata ai giovani italiani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato e in singoli atti o comportamenti ispirati ad altruismo e solidarietà.<br />
All’origine del fenomeno Daklen c’è un felice incontro tra un’innata predisposizione alla musica e una solida tradizione familiare. Il padre e il nonno sono entrambi suonatori e maestri di musica. In tenera età si manifesta la passione per il pentagramma. A 7 anni, sotto la guida del maestro Vincenzo De Filpo, Daklen inizia lo studio del pianoforte e in poco tempo consegue ineguagliati risultati, cimentandosi in difficili brani di Bach, Beethoven e Mozart.<br />
Ammesso a frequentare la classe di pianoforte del Conservatorio “Duni” di Matera, risulta il primo nella graduatoria finale e consegue il primo posto in tre concorsi europei di pianoforte. Lo scorso settembre, il Presidente Napolitano ha concesso il titolo di Alfiere della Repubblica a un altro giovane talento lucano, la poetessa tredicenne Martina Marotta, originaria di Trecchina.</p>
<p><a class="highslide img_10" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/Alfiere-della-repubblica-il-Quotidiano-17-11-2011.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2247" title="Alfiere della repubblica il Quotidiano 17 11 2011" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/Alfiere-della-repubblica-il-Quotidiano-17-11-2011-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a class="highslide img_11" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/DSCN0200.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2249" title="DSCN0200" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/DSCN0200-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a class="highslide img_12" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/daklen_alfiere_napolitano1.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2248" title="daklen_alfiere_napolitano" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/daklen_alfiere_napolitano1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Più fragile Gallipoli-Cognato quando chiuderà la caserma</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 18:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[angelo labbate]]></category>
		<category><![CDATA[edicola]]></category>

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		<description><![CDATA[SENZA LA STAZIONE FORESTALE DI PALAZZO DIVENTERA’ TERRA DI NESSUNO di ANGELO LABBATE ACCETTURA  Lo  spettro della soppressione incombe sulla storica stazione forestale di Palazzo, l’unico presidio rimasto a tutela della foresta di Gallipoli-Cognato, dopo la chiusura delle caserme di San Nicola, Pian di Giglio e Cognato.  La prospettiva preoccupa il presidente dell’Ente parco, Rocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><em>SENZA LA STAZIONE FORESTALE DI PALAZZO DIVENTERA’ TERRA DI NESSUNO</em></p>
<p><em><strong>di ANGELO LABBATE</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a class="highslide img_14" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Caserma-Gallipoli-e1318845143512.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-medium wp-image-2216 alignright" style="margin: 4px;" title="Caserma-Gallipoli" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Caserma-Gallipoli-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>ACCETTURA </strong> Lo  spettro della soppressione incombe sulla storica stazione forestale di Palazzo, l’unico presidio rimasto a tutela della foresta di Gallipoli-Cognato, dopo la chiusura delle caserme di San Nicola, Pian di Giglio e Cognato.  La prospettiva preoccupa il presidente dell’Ente parco, Rocco Lombardi. “Con la partenza delle guardie, la foresta diventerebbe terra di nessuno,  totalmente esposta ai bracconieri e agli abusivi di ogni genere,  allevatori, raccoglitori di prodotti del sottobosco e tagliatori di alberi. Occorre mobilitarsi  per scongiurare  i danni  irreversibili che la chiusura del presidio provocherebbe”. La foresta di Gallipoli-Cognato, oltre 4.200 ettari, già di pertinenza delle Clarisse di Tricarico, fu acquisita al patrimonio pubblico con la soppressione dei  beni ecclesiastici  e con legge n°283 del 20 giugno 1871 fu compresa fra i beni inalienabili dello Stato, per frustrare le mire della borghesia terriera, che prosperava con le usurpazioni e gli acquisti a prezzi stracciati.  Oltre che di rare specie animali e vegetali, la foresta è ricca di testimonianze storico- monumentali. Alla sommità del monte Croccia sono visibili gli imponenti resti della cinta muraria di un’antica città lucana del V-IV secolo avanti Cristo, scoperti sul finire del 1884 dall’archeologo lucano Vittorio De Cicco;  nel 1128 San Guglielmo da Vercelli  scelse come eremitaggio il monte Cognato e vi fondò un monastero;  durante la prima guerra mondiale il complesso di Palazzo ospitò i prigionieri austriaci. In tempi più recenti è stato teatro delle battaglie contadine per l’occupazione delle terre. A vigilare su questo straordinario patrimonio della natura e edella storia, sito di interesse comunitario  e riserva antropologica,  un territorio che, secondo la definizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, “per peculiarità  di caratteri naturali esige la più gelosa tutela dell’ambiente e della spontanea evoluzione, soprattutto a fini  educativi e di  ricerca scientifica” sono rimasti tre uomini, in attesa di nuova destinazione. E’  l’ultimo ridotto a difesa della foresta, significativamente  intitolato alla guardia scelta Canio Loguercio, colpito mortalmente da una fucilata il 1° febbraio 1976, in circostanze rimaste misteriose, mentre era in servizio di perlustrazione .</p>
<p>LA  GAZZETTA del MEZZOGIORNO, 16 ottobre 2011</p>
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		<title>Allarme carbonchio ematico</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 22:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ACCETTURA CONTROMISURE DOPO IL CONTAGIO DI UNA VACCA E UNA GIUMENTA Carbonchio, istituita una zona infetta ed annullata la fiera di ANGELO LABBATE ACCETTURA Allarme carbonchio ematico e preoccupazione per il cospicuo patrimonio zootecnico, componente essenziale dell’economia locale e fonte di sostentamento di numerose famiglie. A seguito della segnalazione da parte del servizio veterinario del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ACCETTURA CONTROMISURE DOPO IL CONTAGIO DI UNA VACCA E UNA GIUMENTA</p>
<p><strong>Carbonchio, istituita una zona infetta ed annullata la fiera</strong></p>
<p><object width="600" height="365" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ihep9PAPzuU?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="600" height="365" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ihep9PAPzuU?fs=1&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><em><strong>di ANGELO LABBATE</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ACCETTURA</strong> Allarme carbonchio ematico e preoccupazione per il cospicuo patrimonio zootecnico, componente essenziale dell’economia locale e fonte di sostentamento di numerose famiglie. A seguito della segnalazione da parte del servizio veterinario del decesso di una vacca e di una giumenta, il sindaco Nicola Buonanova ha ordinato l’istituzione di una zona infetta  per carbonchio ematico nel territorio comunale. Il provvedimento riguarda le aziende agricole e gli allevamenti di bestiame ricadenti nelle contrade Rovignano, Valdienne, Valmiletta, Matine, Valle cupa, Pulice, Porticella, Gennarella, Piano columbro, Pietra del corvo, Neviera, San Giovanni, Pastine, Serra del Garbo, Valle fico, Tratturo, Caruso, Trignola, Fornace, Monacella, Scazzariello, Cannavale, San Pietro, Petrizzi, Casorino, Palmentieri, Minera e Lago.  Tutti gli animali di specie bovina, equina ed ovi-caprina  di stanza nelle zone dichiarate infette saranno censiti. E’ fatto divieto di abbeverare gli animali in corsi d’acqua o in vasche comunicanti con gli <strong><a class="highslide img_16" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/vacche-podoliche-Foto-Trivigno-e1317422943803.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-medium wp-image-2207 alignleft" style="margin: 3px;" title="vacche podoliche (Foto Trivigno)" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/vacche-podoliche-Foto-Trivigno-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></strong>stessi o di trasferirli fuori dalla zona infetta. E’ vietato, inoltre, introdurre nella zona animali sensibili al contagio.  Per ragioni di sicurezza, sono sospesi i mercati di bestiame, compresa<strong></strong> la tradizionale fiera  dell’1, 2 e 3 ottobre.  L’ordinanza sindacale, ovviamente, non chiude la caccia e vieta la raccolta dei frutti del sottobosco, perché le due attività sono bandite “ope legis”, trattandosi di zone comprese nell’area protetta del Parco di Gallipoli Cognato-Piccole Dolomiti Lucane.  Volgarmente conosciuto come antrace,una parola che incute paura, perché evoca minacce e azioni di guerra biologica,  il carbonchio ematico è causato dal “Bacillus antrhacis”, germe produttore di spore resistenti agli agenti fisici e chimici. Colpisce prevalentemente bovini, equini, ovini e caprini , con esiti quasi sempre mortali. Si trasmette all’uomo per contatto diretto con animali infetti o con prodotti industriali di origine animale.  E’ malattia professionale di macellai, pastori e conciatori, molto diffusa nel passato, quando le cautele igieniche e profilattiche erano scarsissime.  Nelle forme più gravi comporta compromissione renale e del sistema nervoso e provoca difficoltà di respiro, violente coliche addominali e diarrea ematica.</p>
<p><em>La gazzetta del Mezzogiorno, 30.09.2011</em></p>
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		<title>Tre bianconi in volo per l’Africa “seguiti” dal satellite</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 13:13:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di ANGELO LABBATE Tre magnifici esemplari di biancone, ribattezzati con i nomignoli di Federico, Pilar e Crocco, dotati di ricetrasmittenti satellitari, hanno iniziato il lungo viaggio che dalla foresta di Gallipoli Cognato li porterà a svernare nell’Africa tropicale. “Il progetto biancone –spiega Egidio Mallìa, veterinario dell’Ente Parco Gallipoli Cognato- finanziato dall’Osservatorio faunistico della Regione Basilicata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di ANGELO LABBATE</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide img_18" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/biancone.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-medium wp-image-2197 alignright" style="margin: 5px;" title="biancone" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/biancone-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Tre magnifici esemplari di biancone, ribattezzati con i nomignoli di Federico, Pilar e Crocco, dotati di ricetrasmittenti satellitari, hanno iniziato il lungo viaggio che dalla foresta di Gallipoli Cognato li porterà a svernare nell’Africa tropicale. “Il progetto biancone –spiega Egidio Mallìa, veterinario dell’Ente Parco Gallipoli Cognato- finanziato dall’Osservatorio faunistico della Regione Basilicata, nasce da una sinergia tra l’Ente e l’Università spagnola di Alicante, con l’obiettivo di monitorare la strategia migratoria di questa specie rara di rapaci. Nella foresta di Gallipoli sono state censite 5-6 coppie nidificanti. Si tratta di uccelli che arricchiscono la biodiversità animale e testimoniano l’integrità dell’habitat. Quindi, per il nostro territorio sono una presenza importante”. Il biancone (circaetus galligus)deve il suo nome alla colorazione molto chiara delle parti inferiori. Nell’areale italiano, la presenza del biancone, volgarmente aquila dei serpenti,poiché si nutre principalmente di rettili, è attestata nella Maremma tosco-laziale, nell’Appennino ligure e nella dorsale appenninica lucana, dove stanzia nelle aree boscate, soprattutto in cerrete e querceti. Tra agosto e ottobre si trasferisce nelle regioni a sud del Sahara e rientra a marzo. Poiché teme le grandi distese marine, per l’assenza di correnti ascensionali, che facilitano il volo, si è ipotizzato, e i primi esperimenti l’hanno confermato, che il biancone per raggiungere il continente africano risalga la penisola, lambisca la Francia meridionale, voli sulla Spagna e raggiunga la meta attraverso lo stretto di Gibilterra. La ricerca avviata è la prima realizzata in Italia mediante tecnologia GPS Global Positioning System) e consente di localizzare i soggetti e di svolgere analisi dettagliate sui movimenti, utili per l’applicazione di giuste misure di conservazione e tutela per una specie a rischio di estinzione. La migrazione di Federico, Pilar e Crocco può essere seguita su internet (<a href="http://www.parcogallipolicognato.it/ita/web/nav.asp?nav=130" target="_blank">www.parcogallipolicognato.it</a>).</p>
<p><em>La Gazzetta del Mezzogiorno, 29.09.2011</em></p>
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		<title>San Rocco degli Spagna</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[eventi religiosi]]></category>

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		<description><![CDATA[ACCETTURA IL RITO RISALE AL 1800 GRAZIE AD UNA FAMIGLIA DELLA BORGHESIA RURALE L’ultima domenica di settembre si rinnova la tradizione di ANGELO LABBATE ACCETTURA Nella Piccola Italia, scrigno di tesori nascosti, si svolgono ancora antiche manifestazioni di religiosità popolare, miracolosamente sopravvissute alle tumultuose trasformazioni economiche e sociali.  Accade anche nel paese del “maggio”, dove,l’ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">ACCETTURA IL RITO RISALE AL 1800 GRAZIE AD UNA FAMIGLIA DELLA BORGHESIA RURALE<br />
<em> L’ultima domenica di settembre si rinnova la tradizione</em></p>
<p><a class="highslide img_20" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Rocco_di-spagna-e1317044072231.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-medium wp-image-2190 alignleft" style="margin: 2px;" title="Rocco_di spagna" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Rocco_di-spagna-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><strong>di ANGELO LABBATE</strong></p>
<p><strong>ACCETTURA</strong> Nella Piccola Italia, scrigno di tesori nascosti, si svolgono ancora antiche manifestazioni di religiosità popolare, miracolosamente sopravvissute alle tumultuose trasformazioni economiche e sociali.  Accade anche nel paese del “maggio”, dove,l’ultima domenica di settembre, in aggiunta alla festa ufficiale del 16 agosto, si festeggia San Rocco degli Spagna, a cura dell’omonima famiglia. Una tradizione che risale agli inizi del 1800, quando gli Spagna, un’intraprendente famiglia della borghesia rurale, che ha accumulato un cospicuo patrimonio immobiliare, acquistando gli ex beni feudali ed ecclesiastici, ottengono da monsignor Fortunato Pinto, vescovo di Tricarico, il privilegio di  organizzare i festeggiamenti in onore del Pellegrino di Montpellier. Prerogativa confermata dal successore Pietro Paolo Presicce, in occasione della visita “ad limina” del 1823. La tradizione orale vuole che gli Spagna avrebbero traslato la statua del Santo da una chiesetta rurale di località Manca grande, in territorio di San Mauro Forte, nella cappella incorporata nel palazzo di famiglia di Accettura. Contro i presunti usurpatori, i sammauresi promossero un giudizio, dal quale uscirono soccombenti. La scelta dell’ultima domenica di settembre non è casuale. La data coincide, infatti, con la conclusione dell’annata agraria, un’importante scadenza festeggiata con la processione di san Rocco, un avvenimento di famiglia, allargato al popolo dei subalterni. Un’usanza diffusa nel 1800, come annota Ludovico Zorzi, studioso di storia dello spettacolo. “Da una parte c’erano i promotori e i comprimari, ovvero l’èlite degli invitati padroni, con il loro corteggio di dame, di ospiti, di famigli; dall’altra la massa anonima degli invitati servi chiamata ai mmargini della piazza esclusivamente per sublimarsi in un illusorio coinvolgimento visivo”. Massari, guardiani e pastori indossano il vestito buono e dalle campagne accorrono in paese con mogli e figli, alla testa di asini e muli carichi di granaglie e formaggi. E’ il giorno del conferimento del raccolto, ma è anche la festa dei padroni, della quale si sentono partecipi. Negli anni 1950, con la scomparsa di don Nicola, l’ultimo patriarca, la grande famiglia va in crisi. I discendenti hanno scelto le professioni liberali e si sono sparsi per l’Italia. I latifondi sono divisi fra gli eredi e i lavoratori della terra riprendono le vie dell’emigrazione di massa. Solo san Rocco non molla. Confessa Carlo Spagna, magistrato a Napoli, “continuare a fare la festa è il rispetto di un impegno morale nei riguardi del bisnonno Nicola, ma anche un modo per mantenere viva una tradizione difficile da interrompere, anche se sono venute meno le motivazioni originarie. Oggi la festa per noi è come una cerniera all’interno della famiglia. Ognuno di noi una volta l’anno si ricorda della famiglia e tiene aperto il conto con il passato. Ed è una gran bella cosa, perché attualmente si vive molto il presente e di dimentica il passato, con inevitabili crisi di identità”.</p>
<p>La Gazzetta del Mezzogiorno, 25.09.2011</p>
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		<title>Un Accetturese: Jim Ferri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 21:54:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[angelo labbate]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ritorno alle origini del direttore della rivista «Neverstop Traveling» L&#8217;ITALO-AMERICANO JIM FERRI E&#8217; APPRODATO PER UNA BREVE VACANZA NEL PAESE DA DOVE IL BISNONNO GIUSEPPE PARTI&#8217;  IL 1892 ___ANGELO LABBATE____ ACCETTURA. Jim Ferri. italo-ame­ricano di quarta generazione, oriundo di Accettura, è approdato per una breve vacanza nel paese d&#8217;origine, da dove il bisnonno Giuseppe, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Il ritorno alle origini del direttore della rivista «Neverstop Traveling»</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><em>L&#8217;ITALO-AMERICANO JIM FERRI E&#8217; APPRODATO PER UNA BREVE VACANZA NEL PAESE DA DOVE IL BISNONNO GIUSEPPE PARTI&#8217;  IL 1892</em></p>
<p style="text-align: left;" align="center">___<span style="text-decoration: underline;"><strong>ANGELO LABBATE</strong></span>____</p>
<p><strong></strong><strong>ACCETTURA. </strong>Jim Fe<a class="highslide img_22" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/101_9998-e1316039504991.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-medium wp-image-2162 alignright" style="margin: 2px;" title="IN VACANZA Jim Ferri, già direttore della divisione viaggi della Cendant Corporation, membro del consiglio di amministrazione della Società Pubbliche Relazioni d'America, editore e uno dei massimi esperti americani di turismo [foto Labbate]" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/101_9998-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a>rri. italo-ame­ricano di quarta generazione, oriundo di Accettura, è approdato per una breve vacanza nel paese d&#8217;origine, da dove il bisnonno Giuseppe, insieme con il fra­tello Luigi, è partito, senza farvi più ritorno, il 1892. Come centinaia di pae­sani, i fratelli Ferri inseguivano il so­gno americano, che per loro, anche se per strade diverse, ben presto si tra­sformò in realtà. Luigi, accumulata una discreta fortuna, decise di rimpatriare. In paese aprì un caffè, acquistò il più bel palazzo della strada principale e man­tenne agli studi il figlio Nicola, che, laureatosi in medicina con specializ­zazione in odontoiatria, divenne il ca­postipite di una famiglia di dentisti, tut­tora operanti a Potenza. Giuseppe de­cise di stabilirsi definitivamente a New York, dove in breve tempo diventò un banchiere molto popolare fra gli im­migrati italiani. Il figlio Pasquale in­vesti in terreni e appartamenti gli utili ricavati dalla gestione della famosa bir­reria &#8220;Lions&#8217;s Brewery&#8221;. Il figlio Nicola, invece, ha esercitato con successo la professione di avvocato. Gente ricca che non ha mai avvertito il bisogno di un viaggio in Italia, per non<sub>.</sub> dire ad Ac­cettura. &#8220;Anche in America &#8211; commenta Jim &#8211; c&#8217;è il proverbio che dice &#8216;l&#8217;erba del vicino è sempre più verde&#8217;; certamente ad Accettura ci sono giovani, come i miei antenati , che la pensano in questo modo e si sono trasferiti altrove. Nem­meno mio padre è venuto In Italia. Ep­pure qui ho vissuto un&#8217;esperienza uni­ca, Accettura è come un&#8217;isola in un ma­ re di alberi. Sono davvero pochi al mon­do i posti che hanno questi doni. E ad Accettura ho mangiato la migliore piz­za. Più buona anche di quella mangiata a Napoli&#8221;. Jim Ferri non è uno sprov­veduto che esalta acriticamente il paese d&#8217;origine. Non è venuto nè per nostalgia e nemmeno alla ricerca delle radici, per­chè è ben radicato nella cultura ame­ricana. Il suo viaggio è dettato dalla curiosità intellettuale e da motivi pro­fessionali. Già direttore della divisione viaggi della Cendant Corporation, membro del consiglio di amministra­zione della Società Pubbliche Relazioni d&#8217;America, e uno dei massimi esperti americani di turismo , editore e diret­tore di Neverstop Traveling (Mai smet­tere di viaggiare), sito/blog/newsletter Ma anche per una persona navigata co­me Jim il sangue non si fa acqua, pur coniugando l&#8217;affare con il sentimento. &#8220;La ricerca delle proprie origini &#8211; dice -in America, terra del multiculturali­smo e del melting pot, è un tema molto sentito e anche un grande business. Un modo per scoprire se stessi è viaggiare, visitare i luoghi da cui provengono i nostri antenati per scoprire un gesto, uno sguardo, un modo di dire della gen­te del posto, qualcosa che abbiamo visto fare ai nostri padri e ai nostri nonni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> <img src='http://www.accetturaonline.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_arrow.gif' alt=':arrow:' class='wp-smiley' /> <a href="http://www.neverstoptraveling.com/" target="_blank">www.neverstoptraveling.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"> <img src='http://www.accetturaonline.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_arrow.gif' alt=':arrow:' class='wp-smiley' /> <a href="http://www.neverstoptraveling.com/ferri-family-accettura-italy" target="_blank">Foto Accettura di Jim Ferri</a></p>
<p style="text-align: justify;"> <img src='http://www.accetturaonline.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_arrow.gif' alt=':arrow:' class='wp-smiley' /> <a href="https://www.facebook.com/pages/NeverStopTraveling/137290676338719" target="_blank">Pagina Facebook</a></p>
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		<title>Un Accetturese: Nino Ferri</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 22:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[angelo labbate]]></category>
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		<description><![CDATA[Le radici del presidentissimo Ferri. Ieri l&#8217;intitolazione di uno slargo all&#8217;uomo che portò il Potenza Calcio in Serie B Sarebbe riduttivo pensare che l&#8217;intitolazione di una piazza a Giovan­ni Ferri, Nino per gli amici e i parenti, sia solo un doveroso riconoscimento per l&#8217;artefice delle glorie calcistiche potentine di una lontana stagione. E anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le radici del presidentissimo Ferri.</strong><br />
<em> Ieri l&#8217;intitolazione di uno slargo all&#8217;uomo che portò il Potenza Calcio in Serie B</em></p>
<p><a class="highslide img_25" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/ferri.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1924" style="margin: 1px;" title="ferri" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/ferri-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sarebbe riduttivo pensare che l&#8217;intitolazione di una piazza a Giovan­ni Ferri, Nino per gli amici e i parenti, sia solo un doveroso riconoscimento per l&#8217;artefice delle glorie calcistiche potentine di una lontana stagione. E anche un atto di gratitudine per il pro­fessionista valente e scrupoloso e per l&#8217;uomo politico dalle mani pulite, coe­rente con i costumi di una famiglia, esemplare per onestà e laboriosità. Le radici di Nino Ferri, sia paterne che materne, affondano ad Accettura. Il nonno, Luigi Ferri, era nel pieno della maturità, quando, il 1903, si imbarcò per le Americhe, per inseguire &#8220;l&#8217;ame­rican dream&#8221;, innata aspirazione all&#8217;ascesa sociale e alla progettazione di un futuro diverse e migliore peril figlio Nicola. Progetti, oggi, non più attuali e nemmeno attuabili. Il<strong> </strong>pa­triarca fece fortuna con i commerci ad Astoria, sobborgo di New York, la &lt;&lt;Litile Italy&gt;&gt; degli immigrati meridio­nali. Rimpatriato, aprì una caffette­ria, acquistò il bel palazzo che affaccia<a class="highslide img_26" href="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/nino-ferri-presidente-potenza-miracolo.jpg" onclick="return hs.expand(this)"><img class="size-thumbnail wp-image-1925 alignright" style="margin: 1px;" title="nino-ferri-presidente-potenza-miracolo" src="http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/nino-ferri-presidente-potenza-miracolo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>sul corso e mantenne agli studi di me­dicina all&#8217;università di Napoli il figlio Nicola. Laureatosi e specializzatosi in odontoiatria, Nicola si rese conto che la piccola e povera Accettura non of­friva prospettive alla sua profession. Intanto aveva sposato Emanuela, &lt;&lt;Manueluccia&gt;&gt; Labbate, anch&#8217;essa ac­cetturese, figlia dell&#8217;avvocato don Gio­vanni, membro della ricca borghesia del paese e presidente della deputa­zione provinciale. Trasferitosi a Po­tenza, aprì uno dei primi e piu accor­sati studi dentistici della città.</p>
<p><em>Angelo Labbate</em></p>
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