Piazza G.B. Bronzini – 19 Maggio 2012
16 maggio 2012 | 14:25 | Commenta questo articolo
Bronzini e la dotta civiltà contadina nella sua Basilicata (R. Nigro Gazzetta del M. 18.5.2012)
Accettura dedica la piazza teatro dell’incontro tra la Cima e il Maggio a Giovanni Battista Bronzini, nel decennale della Sua scomparsa. Insigne antropologo e professore di Storia delle Tradizioni Popolari nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari per oltre quarant’anni.
Bronzini osservò e studiò per la prima volta nel 1969 il Maggio, cui rimase sempre profondamente legato come ricercatore e come uomo.
Giovanni Battista Bronzini, nato a Matera il 4 settembre 1925 e scomparso a Bari il 17 marzo 2002, si laureò in Lettere all’Università di Roma nel 1947.
Allievo di Paolo Toschi e Angelo Monteverdi, con cui si era diplomato alla Scuola Vaticana Internazionale di Biblioteconomia, completò la sua formazione filologica in Francia e conseguì poi la libera docenza nel 1956, insegnando come incaricato nelle Università di Roma e di Bari. Dal 1962, come vincitore del concorso a cattedra, fu professore ordinario di Storia delle Tradizioni Popolari nell’Università di Bari,
fondatore e Direttore del Dipartimento di Lingue e Tradizioni Culturali Europee. Insegnò anche nelle Università di Lecce e di Foggia e fu tra i fondatori dell’Università della Basilicata, dove per i primi due
trienni presiedette la Facoltà di Lettere e Filosofia.
Membro di prestigiose accademie scientifiche italiane e straniere, ricevette nel novembre 2001 il titolo
di Professore Emerito dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Fu direttore della rivista
«Lares» dal 1974 agli ultimi istanti della sua intensa e appassionata vita di studioso.
Associare ad Accettura e alla sua … Leggi il resto dell’articolo »
Ricordo di Angelo Labbate
25 aprile 2012 | 16:30 | Commenta questo articolo
LABBATE,UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’INTERA BASILICATA
(Vincenzo de Lillo, Gazzetta del M. 25.4.12)
Nell’ambito delle manifestazioni della XIV Settimana della cultura voluta dal Ministero per i beni e le attività culturali, il Comune di Accettura ha ricordato la figura dello studioso e giornalista Angelo Labbate, recentemente scomparso. “La settimana della cultura è un’iniziativa che serve ad avvicinare alla cultura, al patrimonio artistico le comunità”, ha detto Marta Ragozzino, sovrintendente per i Beni storici della Basilicata nella sala consiliare del Municipio accetturese, gremitissima. Ad Accettura l’incontro è servito a fare riavvicinare gli amici di Angelo Labbate, i suoi estimatori. Il sindaco Nicola Buonanova lo ha ricordato come promotore degli eventi del paese volti a promuovere la cultura e le tradizioni accetturesi al di fuori del territorio comunale. Labbate sin da piccolo aveva mostrato interesse per la lettura e per le cose della sua terra. Lo ha sottolineato il parroco don Peppino Filardi : “Quando aveva appena 8 anni, volle leggere Cristo si è fermato a Eboli, perchè dal suo maestro aveva sentito che in quel libro si parlava anche di Accettura. La curiosità e l’amore per il paese natìo sono state le direttrici che hanno caratterizzato il percorso culturale di Angelo”. Studi di scuola media nel convitto di Tricarico; poi liceo classico a Matera, dove Labbate conobbe lo storico e critico letterario Giovanni Caserta. All’Università di Bari, dove si laureò in Lettere, incrociò Giovanni Battista Bronzini, che lo stimolò a interessarsi di antropologia. Con Bronzini fu simbiosi: il 24 maggio del 1969, in occasione del Maggio, Labbate invitò l’equipe del professor Bronzini ad Accettura; da quel momento lo hanno ricordato anche il figlio Marco Bronzini e Ferdinando Mirizzi della stessa scuola gli studi antropologici di Giovanni Battista Bronzini conobbero altra direzione. Non più studi compiuti a tavolino, ma sul territorio, a contatto con la gente. Da allora, Angelo Labbate è diventato punto di riferimento per gli antropologi che arrivavano ad Accettura, alla scoperta dell’entroterra lucano. Dipendente comunale, con incarico di direzione della biblioteca, ad un certo punto Labbate ha sentito il bisogno di comunicare. Corrispondente de La Gazzetta da Accettura, si è interessato anche ai fatti del territorio circostante. “Aveva un approccio particolare nei confronti della notizia ha detto Pasquale Doria, giornalista de La Gazzetta . Non prediligeva la notizia secca. Il suo doveva essere uno spazio creativo. Preferiva la la cronaca raccontata, narrata attraverso le parole e le frasi che raccontavano il territorio, le persone: quelle in vista, ma soprattutto gli umili, la gente con cui parlava. Un giudizio sul suo lavoro? Quello di uno spirito libero, ma intriso di grande senso di responsabilità”. Dopo le testimonianze di Caserta, Gilberto Marselli, Rocco De Fina presidente della Pro loco, Rocco Lombardi presidente del Parco di Gallipoli e del magistrato Carlo Spagna, è stata Julia Stefania Labbate a tratteggiare la figura del padre: “Uomo silenzioso. Ci ha trasmesso valori semplici. Soprattutto, un grande insegnamento: la non esistenza delle differenze; siamo tutti uguali. Comunista vero, il suo era un comunismo di comunione, di condivisione”.
Interventi audio dell’incontro Leggi il resto dell’articolo »
Buona Pasqua
7 aprile 2012 | 18:51 | Commenta questo articolo“La rappresentazione della Via Crucis è un modo per far comprendere ai fedeli che noi al presente facciamo ‘memoria’ del Mistero Pasquale di Cristo: non è un semplice ricordo ma un rivivere nella propria persona quanto Gesù ha vissuto nel Suo Mistero Pasquale. Il Giovedì Santo ci richiama l’impegno a ‘lavarci i piedi l’un l’altro’, amare il prossimo COME LUI CI HA AMATI, è sempre presente in mezzo a noi con i sacramenti amministrati dai sacerdoti da Lui scelti; il Venerdi Santo ci richiama che non non siamo mai soli ma CRISTO VIVE IN NOI dal momento del Battesimo: perdonare come Gesù ha perdonato, offrire le sofferenze fisiche e morali, sopportare l’abbandono degli amici nei momenti di bisogno, mettere la propria vita nelle mani di Dio Padre. Un silenzio e una partecipazione alla Via Crucis da parte di bambini, ragazzi e adulti non riscontrabile da vario tempo. Avvenga una vera Resurrezione per ogni singola persona e per la nostra comunità. Augurio e preghiere per tutti.”
Don Giuseppe Filardi













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