Ci ha lasciato Francesco Varvarito

Parlare di Francesco Varvarito è un po’ come parlare di un grande libro: piano piano che se ne sfogli le pagine, diventa sempre più appassionante ed interessante la ricerca.

E’ una persona che ti colpisce subito per la sua grande simpatia e  quell’innata curiosità che è l’agente motore di tutta la sua storia e crescita professionale. E’ una persona schietta, sincera, leale e ampiamente disponibile con chi lo circonda. La carica vitale si trasmette in tutto ciò che è profondamente “vissuto”.

Incontrarlo è sempre un grande piacere per quella sua sana capacità di creare un clima caldo e distensivo nei luoghi in cui opera. E’ possibile affermare che questa profonda umanità rappresenta il segreto del suo successo.

Francesco nasce ad Accettura. E’ il 1954, l’anno in cui iniziano le trasmissioni televisive, in cui l’attrice Marylin Monroe sposa il campione Joe Di Maggio, William Wyler gira “Vacanze Romane” e la RAI trasmette, per la prima volta, un’intera partita di pallone. Certo non mancano i presupposti e le buone influenze su un ragazzo, che dopo aver terminato il suo percorso scolastico presso l’I.P.S.I.A. di Stigliano, inizia a maturare la scelta decisiva dell’impegno culturale, sportivo e sociale per il proprio paese.

Nel panorama calcistico inizia la sua carriera nel 1973 quando, in modo personale, estroso, inizia a dare i primi calci ad un pallone nella gloriosa Polisportiva Accettura; società ancora attiva nel panorama dilettantistico lucano.

Il forte impegno e il gioco di squadra che riesce a creare intorno a sè, lo porta ben presto ad abbandonare il ruolo di calciatore e trasmettere il suo sapere ai giovani, conseguendo il patentino di allenatore portando, nel 1991, l’Accettura Calcio in 1a categoria. Passa poi ad allenare il Garaguso Calcio: ben quattro stagioni alle vette delle classifiche; una positiva esperienza ricordata ancora da tutti con profonda riconoscenza. Tra le ultime formazioni allenate anche il SSC Grottole Calcio, campionato di promozione lucana con il quale riceve un importante riconoscimento per le sue capacità tecniche di Mister, sviluppando innate possibilità di misurarsi con l’èlite del calcio regionale.

Nel 2002 con Pierino D., Giuseppe N. Nunzia L., Salvatore F. e Antonietta P. è promotore di un progetto sperimentale: “Correre nella Natura”, in qualità di preparatore atletico. Con 30 persone a seduta, senza distinzione di sesso ed età, svolge attività fisica nei boschi e nelle contrade del paese cercando di indurre a ripensare all’antico rapporto uomo-natura, placando il senso di inquietudine, di ansia, di depressione che quotidianamente ci pervade, rivivendo i luoghi e atmosfere care alle nostre comunità.

La sua forte vena artistica che da sempre lo contraddistingue, maturata in un ambiente culturale idoneo, lo porta a fondare, con un gruppo di amici, il complesso vocale e strumentale “La Nuova Società”. Questa esperienza si dimostrerà presto una fertile vetrina, ideale per sperimentare le sue composizioni in italiano e dialetto accetturese, facendo acquisire notorietà al gruppo con le sue numerose esibizioni.

L’esperienza maturata lo porta nel 2001 in collaborazione con l’ANSPI, a fondare il Gruppo folk “I Maggiaioli”. Francesco con la sua voce calda riesce a portare nelle sagre, nelle piazze italiane e europee “la cultura ancestrale dei cafoni con i calzoni di velluto e gli scarponi chiodati” come lui stesso ama definirla. Lui è la voce e l’anima del gruppo perchè scrive i testi e le musiche che nascono da una profonda ricerca, ampiamente documentata, su quella che è la cultura del mondo contadino attraverso i secoli, svolta per i sentieri della storia, della letteratura, della scrittura, della musica popolare e della gastronomia riuscendo a tradurla in coreografie appropriate a seconda della tipologia delle danze e dei balli.

E’ da qui che nasce un CD dal titolo “Minz a chiazz”, una raccolta di alcune delle sue canzoni tra le quali emerge la bellissima nenia “Ninna nanna ndà nach” nelle cui parole si riversa tutta la dolcezza di una madre nel cullare il suo bimbo.

Sentimenti primitivi, a volte dimenticati nella corsa quotidiana del vivere, a cui Francesco Varvarito cerca di ridare quel ruolo di prim’ordine che dovrebbero avere.

Nel 2010 grazie ai successi ottenuti e alla sua competenza collabora alla nascita del Gruppo Folk Basilicata di Rosario in Argentina, il corrispondente latino del gruppo folk de “I Maggiaioli”. Davvero un grande risultato per la sua carriera artistica.

Ha collaborato negli anni, inoltre, con articoli sportivi e sociali con diverse riviste come “La voce lucana”, “Paese” e il “Calcio lucano”. Ha composto due raccolte di poesie e brevi racconti dal titolo “Finch’è mattino” e “Parlavamo di fatti vissuti”.

I suoi scritti gli hanno permesso di raggiungere importanti traguardi collocandosi tra i finalisti del concorso nazionale di poesia indetto dall’Associazione Culturale Elementi Dinamici e al secondo posto nel concorso nazionale di poesia  e brevi racconti dell’Associazione Presepistica “Stella Cometa”.

Francesco Varvarito: penna, chitarra e … colpi di testa!

Dott.ssa Katya Madio
Giornalista e critico d’arte

Dal libro La nostra Primavera “racconti brevi” di Francesco Varvarito.

Un commento

  1. L’amicizia non si perde è spirito che non si cancella ,che resta come arricchimento,che vive nei ricordi e nelle emozioni
    La nostra è stata un’amicizia fatta di entusiasmo generoso di grande e disinteressata disponibilità ,di appassionata condivisione ,senza inutili fronzoli.
    Dopo lo sgomento di ieri mi ritrovavo in un percorso a ritroso il primo ricordo di Franco risale alla nostra infanzia:
    il campicello , tu pur essendo di qualche anno più grande non disdegnavi mai una partita con noi ci obbligavi a fare dei cross per i tuoi proverbiali colpi di testa (ormai era risaputo anche nei paesi limitrofi che le tue testate avevano una precisione e sensibilità superiore a piedi di molti.

    Poi tu militare che finita la licenza dovevi rientrare in caserma e lì sul muretto in piazza della fermata Sita noi ragazzi più piccoli a farti da corollario…
    Che bel ragazzo zio Monaco.
    Davanti agli occhi mi scorre il film del passato:
    di una Accettura popolosa piena di ragazzi poveri ma vispi, intelligenti, scugnizzi con le toppe ai pantaloni.
    Rivedo tre ragazzi alti tu Andrea “Ciucclater”, Dino “U’ Cernes”… sembravate i tre piedi di una “Chiang”.
    …Una sera tantissimo tempo fa… approfittando della tua casa liberata da tua madre che era a Tolve da tua sorella io tu e Giuliano ” U’ Ministr” ,organizzare una cena indimenticabile a base di uova al tegamino innaffiate da litri di vino paesano.
    A zio Monaco. .zio Monaco perché? perché?
    La tua vena polemica mitica, mai repressa..
    La fondazione di una seconda squadra di calcio di Accettura il Real nella quale tu facevi esordire improbabili calciatori, ricordo uno su tutti il povero”Ncugn e Scugn”.
    Il mio ricordo non vuole essere un trattato di prosa elegante o scorrevole voglio solo dare uno sfogo allo strazio che c’è in me.
    Mi piace immaginare un lembo di cielo su Accettura con una entrata ad arco e con una musica soffusa dei Beatles e con tutti gli angeli di Accettura che ti danno il benvenuto.
    Che Dio ti benedica e ti accolga come meriti .
    Ciao Frà❤

    Thumb up 8

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