2° Pellegrinaggio a piedi al monte di Viggiano

ACCETTURA  La prima domenica di maggio e di settembre era pratica devozionale diffusa, sino alla metà degli anni ’60 del 1900, recarsi a piedi in pellegrinaggio al santuario di Viggiano, luogo simbolo del culto mariano in Basilicata. Il santuario è dedicato alla Madonna nera del sacro monte, incoronata e proclamata Regina della Basilicata il 1892 dal papa Leone XIII. Secondo uno schema classico, la leggenda vuole che un pastore di Caggiano vide un gran fuoco levarsi sulla cima del monte. Il vescovo di Grumento, venuto a conoscenza del portento, esortò il clero e il popolo a recarsi  sul monte per pregare e scavare nel punto in cui erano apparse le fiamme. Così sarebbe venuta alla luce una statua lignea di fattura bizantina, che era stata sotterrata  per nasconderla ai Saraceni. La notizia del miracoloso ritrovamento si diffuse rapidamente anche nelle regioni confinanti e due volte l’anno torme di pellegrini si recavano al santuario costruito sulla sommità del monte, sorrette dalla fede e dal bisogno di evasione. Benessere e consumismo hanno sostituito il pellegrinaggio a piedi con un comodo viaggio in automobile, che in poche ore concilia i bisogni dello spirito con i ritmi della vita moderna. Ma come nei cicli dei corsi e ricorsi storici, talvolta irrompe l’esigenza di una vita a dimensione umana, senza la tirannia del tempo, scandita dalle stagioni e dalle tradizioni. Da questo bisogno e dal piacere di ripristinare antiche consuetudini, che attizzano l’interesse per la grande piccola Italia, è germogliato il pellegrinaggio a piedi al sacro monte di Viggiano, organizzato da un gruppo di accetturesi. Un lungo e difficoltoso percorso, che impegna due giorni. La partenza è prevista il venerdì mattina; pernottamento all’aperto sulle serre di Caperrino; arrivo alle pendici del monte il sabato sera, aspettando l’alba “nelle vigne di Viggiano”, come si diceva una volta. La domenica, dopo la partecipazione alla processione di trasferimento della Madonna nella Basilica cattedrale, i pellegrini ritorneranno in paese, con la consapevolezza, come ammonisce il medievalista Franco Cardini, che “Quando si scioglieranno i cortei dell’ultimo pellegrinaggio, noi ci accorgeremo forse di aver perduto per sempre ogni identità”.
Angelo Labbate

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