Anfiteatro Live Show VIII. I sognatori seriali lucani si danno appuntamento ad Accettura

C’è fermento ad Accettura, dove la piccola cittadina, nota come Paese del Maggio, si prepara ad accogliere i numerosi artisti che dal 7 al 16 agosto vivranno il paese, riuniti tutti insieme in una residenza artistica per preparare l’VIII edizione di “Anfiteatro Live Show”. Lo spettacolo, con ingresso gratuito, andrà in scena proprio il 16 agosto alle 21,30 nell’Anfiteatro del comune materano.
“Io solo tranne me” è il titolo dello show di questa nuova edizione, scritto e diretto da Francesco Siggillino: in un’atmosfera molto favolistica, attori, musici e artisti di strada, si alterneranno sul palcoscenico in un vortice continuo. Il pubblico potrà entrare nello spettacolo come in un sogno shakespeariano durante il quale si divertirà, si emozionerà e rifletterà, entrando in una sorta di mondo parallelo. Mondo parallelo e al contempo mondo reale, simile a quello che vivono i bambini nel loro immaginario.

Il filo conduttore dello show è il sogno, rifugio della nostra infanzia, luogo spesso dimenticato dagli adulti. Sogno come tema ma anche forma teatrale attraverso cui parlare al pubblico di Lucania, di territorio, dei fenomeni migratori, di arte . . . e di Storie, vissute, da vivere, sognate e realizzate.
Veri e propri quadri teatrali saranno l’occasione per entrare in un’esperienza intima tutta personale, che ognuno vivrà in sé e con sé, e magari sentendo quella voce che dal profondo ti dice: io solo tranne me.
Ad affiancare Francesco Siggillino, che muoverà le fila dello spettacolo, saranno presenti, insieme agli artisti locali già protagonisti delle precedenti edizioni, molte altre realtà lucane tra cui, i Parranda Grove Factory e i 2 elementi con le loro rispettive peculiarità musicali, la ballerina Francesca Laino, l’attrice Francesca Ambrosio e gli artisti di strada della compagnia di Robert Po.
Durante lo spettacolo sarà dedicato uno spazio al Cinema Indipendente della Basilicata con la proiezione del mediometraggio “Tereza” girato dal regista Antonio Petruccelli tra le campagne della Capitanata e il Comune di Accettura.

Ci ha lasciato Francesco Varvarito

Parlare di Francesco Varvarito è un po’ come parlare di un grande libro: piano piano che se ne sfogli le pagine, diventa sempre più appassionante ed interessante la ricerca.

E’ una persona che ti colpisce subito per la sua grande simpatia e  quell’innata curiosità che è l’agente motore di tutta la sua storia e crescita professionale. E’ una persona schietta, sincera, leale e ampiamente disponibile con chi lo circonda. La carica vitale si trasmette in tutto ciò che è profondamente “vissuto”.

Incontrarlo è sempre un grande piacere per quella sua sana capacità di creare un clima caldo e distensivo nei luoghi in cui opera. E’ possibile affermare che questa profonda umanità rappresenta il segreto del suo successo.

Francesco nasce ad Accettura. E’ il 1954, l’anno in cui iniziano le trasmissioni televisive, in cui l’attrice Marylin Monroe sposa il campione Joe Di Maggio, William Wyler gira “Vacanze Romane” e la RAI trasmette, per la prima volta, un’intera partita di pallone. Certo non mancano i presupposti e le buone influenze su un ragazzo, che dopo aver terminato il suo percorso scolastico presso l’I.P.S.I.A. di Stigliano, inizia a maturare la scelta decisiva dell’impegno culturale, sportivo e sociale per il proprio paese.

Nel panorama calcistico inizia la sua carriera nel 1973 quando, in modo personale, estroso, inizia a dare i primi calci ad un pallone nella gloriosa Polisportiva Accettura; società ancora attiva nel panorama dilettantistico lucano.

Il forte impegno e il gioco di squadra che riesce a creare intorno a sè, lo porta ben presto ad abbandonare il ruolo di calciatore e trasmettere il suo sapere ai giovani, conseguendo il patentino di allenatore portando, nel 1991, l’Accettura Calcio in 1a categoria. Passa poi ad allenare il Garaguso Calcio: ben quattro stagioni alle vette delle classifiche; una positiva esperienza ricordata ancora da tutti con profonda riconoscenza. Tra le ultime formazioni allenate anche il SSC Grottole Calcio, campionato di promozione lucana con il quale riceve un importante riconoscimento per le sue capacità tecniche di Mister, sviluppando innate possibilità di misurarsi con l’èlite del calcio regionale.

Nel 2002 con Pierino D., Giuseppe N. Nunzia L., Salvatore F. e Antonietta P. è promotore di un progetto sperimentale: “Correre nella Natura”, in qualità di preparatore atletico. Con 30 persone a seduta, senza distinzione di sesso ed età, svolge attività fisica nei boschi e nelle contrade del paese cercando di indurre a ripensare all’antico rapporto uomo-natura, placando il senso di inquietudine, di ansia, di depressione che quotidianamente ci pervade, rivivendo i luoghi e atmosfere care alle nostre comunità. Leggi tutto

La Valmiletta come albergo diffuso

Valmiletta – foto d’archivio

L’idea è del neolaureato Michele Benedetto che ha svolto la sua tesi in Architettura ed eredità del costruito dal titolo “Recupero e valorizzazione del borgo medievale Valmiletta come albergo diffuso nel Parco di Gallipoli Cognato”.

Il progetto si fonda su una attenta indagine storica da cui emerge che il borgo è di origine medievale (post rivolta ghibellina avvenuta nel 1262) quando Carlo I° d’Angiò, cacciando la fazione ghibellina dalla Lucania, fondo 160 nuovi feudi uno dei quali fu assegnato al capitano angioino Pietro di Buomont ossia Pietro di Belmonte. Questo insediatosi con le sue milizie diede origine al borgo. L’ indagine si è spostata sul’ aspetto urbanistico elaborando un masterplan dove il borgo è stato inserito al centro di una rete di servizi (parchi avventura, siti archeologici e il parco con le sue attrattive turistiche come il volo dell angelo in linea d’ aria a pochi km dal borgo) e di collegamenti da potenziare quindi la strada che porta alla valmiletta e la costruzione della bretella che continui il fondo valle salandrella e si congiunga allo scalo. Questi studi sono rivolti alla sostenibilità in termini di flussi turistici ed economici.
Sono stati poi eseguiti studi sullo stato dei manufatti quindi indagini tecnologiche e patologiche sulle murature e successivamente sono stati eseguiti elaborati architettonici ossia 3D e render di interni ed esterni dove è stato adottata la politica del bio: utilizzo di materiali del posto come pietra (cave di Gorgoglione o Cirigliano) e legno. La destinazione d’ uso è l’albergo diffuso ossia una serie di mini appartamenti pensati come degli alloggi indipendenti utili sia ai pochi abitanti del posto che ai visitatori che decidessero di albergare. Gli alloggi sono muniti di spazi collettivi per cucinare quindi del tutto indipendenti e la cosa al giorno d’oggi molto importante è che è stata effettuata la verifica sismica sui manufatti esaminati sia per lo stato di fatto che post intervento. Il tutto è stato restituito graficamente su 15 Tavole A1 e la descrizione del progetto in 315 pagine.

<<La mia speranza è che il nostro paese e i nostri posti possano essere visitati e visibili a tutti e questo arduo compito di rilancio territoriale è stato affidato all’Architettura.>> ci ha detto MIchele Benedetto.

 

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