Intervista a Don Giuseppe Filardi e al prof. Vincenzo Spera
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A tutti gli accetturesi sarà capitato almeno una volta di dover spiegare a qualche altro il significato della festa del Maggio di Accettura e, molto probabilmente, avranno iniziato dicendo “è un matrimonio fra alberi“.
Una festa antica come quella di Accettura ha delle radici molto profonde e molti studiosi hanno cercato, e cercano tuttora, di dare la propria spiegazione sulla genesi di questo rito.
Uno di questi è Vincenzo Maria Spera, antropologo presente ad Accettura nella prima spedizione assieme a Bronzini e autore dei testi introduttivi del primo documento sul Maggio ( 1974) assieme al giornalista fotografo Domenico Notarangelo; componente del Senato Accademico dell’università del Molise, ha proseguito ricerche sulle tradizioni popolari e anche sui culti arborei presenti nell’ Italia del Sud e del Centro.
Nel 2014 ha pubblicato un lavoro in francese chiamato “L’ambiguë et séduisante « inventio » de l’origine archaïque des fêtes populaires. Le cas du Mai d’Accettura” che tradotto vuol dire “L’ambigua e seducente inventio dell’origine arcaica delle feste popolari. Il caso del “Maggio di Accettura“ inserito negli Atti di un convegno tenutosi nel 2013 all’Università di Belgrado. (QUI testo completo con riferimenti bibliografici)
L’abbiamo contattato telefonicamente per farci spiegare quale sia il suo punto di vista sulla interpretazione da dare al nostro Maggio.
➡️ Intervista a Vincenzo Spera
<<La festa del “Maggio di Accettura”, – dice – assunta come campione delle altre feste simili rilevate in Basilicata e Calabria, è analizzata da un’angolazione demologica e storica con cui intendo dimostrare che si tratta di un Leggi tutto