Abbattimento del Maggio 2012


Il Maggio si conclude con il rito dell’abbattimento
Accettura torna a riunirsi sotto il suo simbolo
di VINCENZO DE LILLO

Oggi, giornata che la Chiesa riserva alla celebrazione del Corpus Domini, ad Accettura si svolge il rito conclusivo di quell’in sieme di manifestazioni che costituiscono il “Maggio di Accettura”, il più importante rito arboreo dell’Italia meridionale, dedicato al patrono San Giuliano. E’ la giornata dell’abbattimento del Maggio, rimasto in piedi nel Largo San Vito per una quindicina di giorni. Qui, infatti, fu issato, nel rispetto della tradizione, il martedì dopo Pentecoste ed è stato oggetto di visite e ammirazione dei tanti curiosi e degli appassionati di questo tipo di riti. Non si sono contate, in questi giorni, le macchine fotografiche e le telecamere che hanno fissato le immagini del Maggio. Oltre agli immancabili turisti per caso, anche stranieri, sono arrivati ad Accettura fotografi e giornalisti da tutte le parti Italia. Chi non era qui nel giorno dell’innalzamento, e quindi non si è potuto rendere conto delle acrobazie fatte dagli “scalatori” per mettere in verticale quel grande cerro (lo sposo) con in cima innestata la pianta di agrifoglio (la sposa), potrà farlo o ggi. Gli scalatori, infatti, torneranno in cima alla croccia principale; qualcuno scalerà il maggio e si rimetteranno le funi che servirono per innalzarlo. Soltanto che ora si precederà all’operazione inversa: si dovrà abbatterlo. Si tratta, ovviamente, di una operazione delicata quanto la prima, perchè Largo San Vito è circondata da abitazioni e bisogna muoversi con grande attenzione, per fare in modo che il maggio non cada su qualche casa: considerando che il suo peso è sui quaranta quintali, è chiaro che una evenienza del genere potrebbero fare più d’un danno. Per questo motivo, una delle corde, la più robusta, serve a indirizzare il grande albero nella direzione giusta, la stessa lungo la quale il cerro è stato elevato. Quando il maggio è giù, si procede all’asta: altro momento notevole della tradizione. Viene indetta dal Comitato San Giuliano e negli anni passati la cifra spesa dal vincitore si è aggirata tra i 600 e gli 800 Euro. Si procede quindi al taglio dell’enorme cerro servendosi di un’antica sega, che i boscaioli usavano per ottenere traverse per binari, “u str’ngon’ “. Vengono abbattute anche le crocce che sono servite per issare e poi abbattere il maggio: tutte tranne una, la più alta, che rimane issata in Largo San Vito fino alla prossima edizione. Quasi a conservare il posto.

E a Musummano Monsummano gli Accetturesi tengono viva la tradizione

Il giornalista fiorentino Andrea Semplici ha scoperto la festa di Accettura a Musummano Monsummano, un paese toscano vicino a Montecatini. “Qui vive una comunità significativa di accetturesi, che ripete il rito del Maggio accetturese  dice . Due anni fa questi accetturesi hanno cominciato ad innalzare un albero in un campo. Ovviamente lo fanno in data diversa da quella che il loro paese natale dedica alla festa di San Giuliano, perchè la maggior parte di essi a maggio vuole tornare ad Accettura per prendere parte alla festa madre. Insomma, si riesce a fare il maggio anche in terra di Toscana. Personalmente sono rimasto talmente colpito da essere spinto a venire qui per rendermi conto di una realtà che non immaginavo potesse esistere. Ci sono tanti riti arborei nel mondo, ma questo di Accettura è particolarissimo”. Semplici è stato talmente coinvolto dal rito di Accettura, che l’abbiamo visto collaborare alle operazioni per l’innalza mento del maggio: trasportava pietre che servivano a stabilizzare l’enorme cerro.

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