Ad un mese dalla scomparsa del professor Vito Digilio

Foto La Provincia Pavese

Vito Digilio, originario di Accettura, è venuto a mancare lo scorso novembre. Molti ricorderanno che il dottor Digilio qualche anno fa ha visitato gratuitamente decine di accetturesi nell’hotel San Giuliano.

 

PAVIA. La chiesa era gremita. Di parenti e di amici. Ma anche dei tanti pazienti di Vito Digilio, 84 anni, traumatologo del San Matteo, scomparso per un’infezione polmonare che si è aggiunta ad una carenza cardiocircolatoria. La chiesa di San Lanfranco non riusciva ad accogliere tutti, in tanti sono stati costretti a rimanere sul sagrato.

Ad officiare l’omelia il parroco don Emilio Carrera che del professor Digilio era molto amico. «Lo conoscevo bene e non solo perché era un mio parrocchiano. Ero andato in ospedale, dove era ricoverato, e sono riuscito a parlargli un’ultima volta e ad impartirgli l’estrema unzione. Mi aveva risposto “grazie”- racconta il sacerdote -. Era riuscito a colpirmi per la sua serenità, la sua consapevolezza che era arrivato per lui il momento di lasciare la vita terrena e per la sua grande fede che è riuscita ad accompagnarlo anche in quest’ultimo viaggio». Una fede che non lo ha mai abbandonato e che ha segnato profondamente la sua vita. «Tutto quello che ha realizzato non è mai stato esente da questo grande amore per il Signore. La sua umanità e la sua professionalità ne sono l’espressione», sottolinea don Emilio che ne ricorda «la schiettezza e la lealtà», ma anche «la semplicità e la sua grande disponibilità». «Tratti del carattere che lo hanno sempre accompagnato». Poi la testimonianza di un altro suo grande amico, il professor Giorgio Rondini, allora primario di Neonatologia al San Matteo, che ne ha sottolineato «le grandi doti professionali». «Era un ortopedico e un traumatologo di alto livello».

Fonte La Provincia Pavese

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