Chiedo scusa, se mio malgrado, ritorno sulla vicenda della rimozione della Fontana Giliberti.
La questione sollevata dalla minoranza consiliare con più lettere ufficiali al Sindaco e poi con nota pubblicata su AccetturaOnline, è successiva ad un’approfondita fase di accertamento e raccolta d’informazioni. Fino allora, abbiamo parlato di mandante, perché non ancora identificato, che ha agito maldestramente e senza uno straccio di carta giustificativa. Il documento pubblicato, a firma del Sindaco è una confessione! E’ stato lui il mandante! Il responsabile principale di un qualcosa che in italiano chiamasi: reato.
Il curatore del comunicato non ha brillato per fantasia. E’ ricorso a giustificazioni appiccicaticce, per altro già anticipate dalla minoranza, con l’aggiunta di un’originale trovata. Questa sì da suggerire al futuro “Sindaco di Roma”, che finalmente risolverebbe il problema dei ratti che fuoriescono dai sotterranei del Colosseo. Altro che derattizzazione!
I cittadini hanno capito fin troppo bene come sono andate le cose e come sarebbero proseguite senza l’intervento della minoranza.
L’estensore, si è poi dilungato con elucubrazioni non attinenti, ma funzionali all’insulto, piuttosto che riconoscere l’errore e impegnarsi a ripristinare la Fontana restaurata e restituirla agli antichi fasti. Così facendo, avrebbe ricevuto il plauso della minoranza e della Comunità. Sarebbe stata roba da “grandi”.
E’ arcinoto che a furor di popolo il Sig. Vespe è stato eletto Sindaco. Com’è altrettanto noto che a furor di popolo, Dimilta è stato designato a fare l’opposizione. Nel rispetto dei ruoli e quindi della volontà popolare, la minoranza svolge compiti propositivi (che ha tentato e tenta di assolvere, nonostante l’ostracismo del Sindaco. Lo documenteremo in altra occasione), ma anche di verifica e di controllo, così come per legge. Se avesse taciuto sulla vicenda di cui trattiamo, si sarebbe resa corresponsabile dell’illecito (vi sono diverse sentenze a riguardo).
I cittadini sanno bene che prima di muovere una pietra di una parete esterna della loro abitazione, che magari non è né storica, né di pregio architettonico, devono pagare un tecnico, produrre copie e copie di progetti, acquisire pareri, nulla-osta regionali/statali e permessi. Nel programma amministrativo del Sindaco, non si parla di restauro di fontane storiche, però si parla di legalità (Il sindaco, paladino, organizza convegni un mese sì e l’altro pure sul tema), di rispetto delle regole, di etica pubblica, di lotta all’abusivismo in tutte le sue forme, etc…. E’ come se il Sindaco, chiamato a far la “guardia”, facesse il “ladro”, per giunta rancoroso e violento nelle offese.
Lo scrivente, nel secolo scorso, è stato Sindaco per otto anni. Se avesse risolto tutti i problemi di Accettura, non ci sarebbe stato bisogno di votare plebiscitariamente il Sig. Vespe! Della qual cosa, non perde occasione per vantarsene. Molti personaggi storici famosi furono votati in maniera plebiscitaria. Dopo, però, si rivelarono per quello che erano. Qualcuno riferisca al Sindaco che fine hanno fatto.
Per concludere, aggiungo che a furor di popolo è stato votato e a furor di popolo è palese un’altra verità: il sottoscritto, scrive ciò che pensa e con le sue mani. Il Sindaco, dal noto eloquio aulico, sottoscrive ciò che altri, ripetutamente, scrivono e pensano per suo conto.
P.S. Mi piacciono i film, però non saprei girarli, né ho i mezzi per produrli. Ciò che ho scritto è semmai un documentario (si fonda su documenti). Chissà se agli amici del Movimento Civico piace il film cui, loro malgrado, stanno assistendo? Sempre più simile a quelli della nota serie cinematografica che vedeva protagonista un ragioniere.
Il capogruppo consiliare di minoranza, Vincenzo Dimilta
