Il Maggio di Accettura – Articoli di giornale e Video

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:arrow: Maggio di Accettura si rinnova in paese l’antico rito degli alberi (Gazzetta del Mezzogiorno – 19.05.2013)

di Enzo Labbate
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«Basilicata bella scoperta». È quanto recita uno dei più noti spot pubblicitari dell’APT di Basilicata alludendo ad un territorio affascinante ma sconosciuto al grande flusso di turisti. La Basilicata delle quattro “M” (Matera, Maratea, Metapontino e Melfese ), la Basilicata dei quattro fiumi, la Basilicata del volo dell’angelo e dei grandi attrattori turistici. Affianco ad una Lucania monumentale e paesaggistica c’è una regione che conserva e tramanda un patrimonio immateriale fatto di tradizioni popolari. I nostri piccoli centri sono scrigno di tesori gastronomici, artigianali e devozionali. Ad Accettura e in almeno altri sette centri lucani, da tempo immemorabile ogni anno, al risvegliarsi della natura, si inscenano riti arborei emozionanti, feste popolari che ripropongono attraverso gli elementi naturali i passaggi simbolo della vicenda umana come il matrimonio e la procreazione.

I riti arborei lucani trascinano l’ignaro ospite, in una esperienza sensoriale singolare, un unicum di storia, fede e tradizione. Antichi culti propiziatori che risultano essere, in una civiltà secolarizzata come quella in cui viviamo, un rinnovato attrattore di flussi turistici e conseguentemente di economia per il territorio. Sarebbe opportuno riporre su di essi maggiore attenzione data l’esclusività di simili eventi tenendo conto di quanto si sia investito su giostre volanti e voli di angeli. Le feste degli alberi sono, in Basilicata, disseminate sul territorio, investono un largo arco temporale e coinvolgono intere comunità.

Qualche anno fa la BBC ha girato ad Accettura, durante il rito del Maggio, un interessate documentario intrecciando temi quali il paesaggio, la gastronomia e la festa. Anche l’Unesco, in una pubblicazione del 2001, les fetes du soleil, ha incluso la festa del Maggio di San Giuliano tra le 47 feste più belle del Mediterraneo. Lo scorso anno l’americana Cnn, l’ha annoverata tra le dieci più bizzarre del mondo offrendo una vetrina mondiale che purtroppo non ha raccolto le dovute attenzioni presso gli enti turistici regionali . Intanto, proprio in questi giorni, si svolge il più noto e studiato dei culti arborei lucani, quello di Accettura. Qui, oggi Domenica di Pentecoste, oltre cinquanta coppie di buoi trascinano in paese dal bosco di Montepiano un fusto di cerro lungo quasi trenta metri. Contemporaneamente dalla foresta di Gallipoli-Cognato si muove, dopo aver tagliato la Cima, il corteo che a spalle, porta questo agrifoglio per un tragitto di 20 chilometri. All’imbrunire, i due cortei si incontrano in paese. È un’esplosione collettiva di gioia che coinvolge tutta la comunità e i numerosi turisti e studiosi di tradizioni popolari.
L’indomani si preparano le strutture che serviranno per innalzare il grande tronco composto dall’unione del Maggio e della Cima. Il Martedì è il giorno dedicato alla festa religiosa in onore del patrono, San Giuliano, giovane martire originario della Dalmazia qui molto venerato dal 1797, anno in cui giunse una reliquia da Sora. Il grande albero innestato, viene innalzato a forza di braccia mentre la solenne processione gira per le vie del centro abitato. Al cospetto del simulacro, il rito viene compiuto con il completamento dell’alzata e lo scioglimento delle corde. Al tramonto conclude la festa la spettacolare scalata.

Alcuni giovani del posto, col solo aiuto di una corda, affrontano il grande albero che svetta altissimo tra i tetti ai piedi del quale tutta la comunità è riunita. Emozionanti acrobazie e lancio del bouquet di rose concludono la festa di quest’anno. Puntare dunque sui riti arborei e sulla splendida cornice naturale di questi posti può dare nuovo slancio allo sviluppo economico delle aree interne. Risorse generose e inesauribili che i turisti della società moderna ricercano in ogni dove nel miraggio del raggiungimento della qualità della vita. Potrebbero trovare qui tutto questo, nei nostri paesi, che vivono cerimonie e usanze dal fascino eterno da cento,mille anni e chissà per quanto tempo ancora.

:arrow:  Spazio ai riti arborei Accettura celebra il suo omaggio alla natura (Anna Giammetta, Il quotidiano della Basilicata – 18.05.13)
481006_10151578545920141_781478873_nACCETTURA – La Festa del Maggio è un arcaico inno alla fertilità della terra e alla vita che si rinnova attraverso il tradizionale matrimonio tra due alberi, un tronco (lo sposo) e una cima (la sposa). E’ tra le feste più conosciute e seguite della Basilicata. Un culto arboreo che di anno in anno si ripete in tutta la sua complessità, sempre con le stesse modalità. Forse risiede proprio nella genuinità il segreto del suo successo, mai scheggiato da turbolenze metereologiche o economiche che sia. Un rituale che negli anni è diventato un “naturale” attrattore turistico di quella “Lucus” (bosco sacro) dai boschi folti, da cui trae il suo nome d’origine. Migliaia, ogni anno, i partecipanti alla festa, variegati tra veterani, emigranti che per l’occasione tornano in paese, nuove generazioni lontane alla riscoperta della terra dei nonni, ma anche studiosi, antropologi, operatori della comunicazione. Una festa che da rito popolare si è qualificato come un eccellente attrattore turistico. Insomma, come si direbbe in gergo, è una festa che “si vende da sola” . Tanto sola da essere, paradossalmente, dimenticata nella distribuzione di possibili finanziamenti o della comunicazione istituzionale che potrebbero regalare alla manifestazione un ulteriore livello di crescita. “Gli enti cercano, a ragione, di trovare nuovi attrattori che portino in Basilicata sempre più turisti, come “Il volo dell’angelo”, la “Grancia” di Brindisi di Montagna, la “Città dell’utopia” a Campomaggiore vecchio ecc, ma questa attenzione per i nuovi attrattori turistici ha fatto dimenticare i “vecchi” attrattori: i culti arborei. Questi iniziano la domenica dopo Pasqua e terminano con la festa di Castelmezzano intorno al 10 settembre. Quindi un arco di tempo di oltre 5 mesi. Un particolare, questo, che secondo noi non viene tenuto in debita considerazione. Eppure alla processione del Santo ormai la presenza di sindaci e presidenti di tanti enti è un dato consolidato, che si traduce, però, in una mera sfilata”. Questo lo sfogo dell comitato feste cheanche se orgoglioso di riuscire a fronteggiare il peso anche economico della intera manifestazione grazie alle offerte spontanee date al Santo protettore, avrebbe il piacere, in caso di aiuto, di poter devolvere quei soldi in atti di solidarietà, magari verso i bisognosi locali. Ma anche questa nota critica non scheggia l’entourage della festa che come da tradizione entrerà nel vivo domenica mattina alle 7,00 con una santa messa, in contrada San Nicola che darà il via al taglio della Cima nella foresta di Gallipoli Cognato. E proprio da qui, fino a sera, un gruppo di ragazzi (i cimaioli) trasporteranno a spalla l’albero di agrifoglio fino a Piazzetta San Vito, di Accettura. Contempo raneamente un grosso fusto di cerro, “il maggio” sarà trasportato da numerose coppie di buoi di razza podolica, dal bosco di Montepiano verso il paese, dove, nel tardo pomeriggio si incontrerà con “la sua cima”. L’arrivo in paese è previsto per le ore 18,00. La serata di domenica sarà allietata, a partire dalle ore 22,00, dal concerto musicale in Piazza del Popolo de ” I Scettabann”. Nella giornata di lunedì, si svolgeranno due processioni; una dei SS. Giovanni e Paolo, la mattina alle 9,00 che partirà da contrada Valdienne e l’altra che vedrà girare per le strade del paese, la piccola statua di San Giulianicchio. Anche in questo caso la serata sarà conclusa in musica dal concerto dell’orchestra “Armonia” . La giornata di Martedì 21 Maggio, inizia, invece, con l’innesto della “cima” sul “maggio”ed il relativo innalzamento, in largo San Vito. Si procederà con la santa messa e la processione di San Giuliano per le vie del paese A concludere la serata il concerto di Pierdavide Carone ed il tradizionale spettacolo di fuochi pirotecnici.

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