
di Enzo Labbate
Si potrebbe definire a dir poco drammatico lo stato della rete viaria della montagna materana. Non vi è tratto del nastro d’asfalto dell’ex 277 che non sia interessato da frana, avvallamento o assenza di barriere protettive. Tale degrado interessa anche altre strade che collegano i centri della montana materana. La fondovalle del fiume Salandrella è seriamente interessata da due cedimenti che ne rendono rischioso l’attraversamento; la Accettura – ponte di Balzano, che porta verso Potenza passando dalla sede del parco di Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti lucane, è compomessa in più punti sempre da frane, buche, smottamenti e alberi pericolanti. Non certamente meglio è messo il tratto dell’ex 277 che, attraversando la maestosa cerreta di Montepiano, va verso Stigliano. Qui il manto stradale è disseminato di buche profondissime e lo stesso, è in più punti franato restringendo il transito ad una sola carreggiata; la discontinua presenza della linea bianca, che dovrebbe delimitare la carreggiata, rende soprattutto nelle giornate di nebbia e di scarsa visibilità il transito su questa strada una gincana e un avventura rischiosa.
Frequentato da molti studenti e pendolari che si recano a Stigliano quotidianamente, il tratto in questione è un tratto montano che valica a 1044mt interessato nel periodo invernale da depositi di neve e ghiaccio, sul manto stradale, non di breve entità e durata e per questo richiederebbe una manutenzione più intensa. Ormai, risiedere nei comuni interni della provincia, è diventato, visto lo spopolamento e la spoliazione di molti servizi ai citadini, una impresa sempre più difficile.
Viverci e muoversi rischiando incidenti stradali non può essere accettato come un inesorabile segno del declino delle aree interne.
Fonte Gazzetta del Mezzogiorno
