Angelo Labbate, un impegno riconosciuto da tutti speso per la comunità

ACCETTURA RICORDO DI UN UOMO DI CULTURA DI CUI SI SENTE LA MANCANZA

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LABBATE Foto nello studio di Mario Dondero

Un anno senza Angelo…un anno senza Sciab’lon. Era questo il nomignolo col quale, qui, era da tutti conosciuto. Sciabola, grande sciabola. Forse a voler metaforicamente ricordare la sua statura giovanile di quando era alto e magro ma poi negli anni, quel nomignolo ha mutato significato e riferimento, rifacendosi ai tratti della sua penna…precisa e tagliente. Sono trascorsi 365 giorni da quando improvvisamente all’età di 67 anni si spense, in una clinica romana, Angelo Labbate. Una dipartita improvvisa da lasciare basita tutta la comunità di Accettura, a cui lui era profondamente legato. Orfano di un personaggio che difficilmente si dimentica, il paese del Maggio, ma potremmo ben dire tutta la collina materana, avverte quotidianamente l’assenza di un promotore culturale di rara finezza. Da decenni punto di riferimento della Gazzetta, responsabile dei servizi sociali del Comune di Accettura e soprattutto responsabile della biblioteca comunale il suo impegno negl’anni qui profuso rimane un lascito di altissimo valore simbolico e civile. La propensione di curioso e attento cronista, si sposava inoltre, con la qualità del narratore di vicende legate alla sua realtà. “Non sarà cancellata dalle nostre memorie la qualità della scrittura di Labbate. Limpida nell’esposizione. Soprattutto gli argomenti non strettamente di cronaca erano dei veri e propri racconti brevi di evidente qualità letteraria”, così lo ricordava un anno fa Pasquale Doria, della Gazzetta del Mezzogiorno. Angelo ha, dal 1995, fondato e poi diretto il trimestrale di cultura locale Paese, opera immediatamente tangibile della sua profonda cultura e intelligenza messa a servizio della comunità. Tra i primi a capire quale valore avesse per gli accetturesi e per gli studiosi la festa del Maggio, si è sempre prodigato presso gli ambienti universitari e non, per la promozione del rituale arboreo più noto in Italia. Labbate ha messo a frutto le sue conoscenze, nel mondo della fotografia, (Dondero, Vaia, ecc..), dell’antropologia (Lanternari, Mirizzi e Bronzini) ma in generale in tutti i campi della cultura, per il bene di Accettura. La stessa, in una affollata manifestazione, lo scorso 24 Aprile, nell’ambito delle manifestazioni della XIV Settimana della cultura voluta dal Ministero per i beni e le attività culturali, ne ha ricordato la sua figura. Presenti Marta Ragozzino, sovrintendente per i Beni storici della Basilicata, il figlio del compianto prof. Bronzini, Marco, il prof. Ferdinando Mirizzi, dell’Università della Basilicata, Doria per la Gazzetta, il parroco e il sindaco, è stata delineata la sua grande figura di studioso e giornalista.

Enzo Labbate

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