Monte Croccia – Il calendario astronomico dell’età del bronzo

:arrow: Servizio del TG2 del 14 Febbraio 2016

ACCETTURA Da una parte è una cosa ovvia, viviamo su multistrato di epoche e civiltà, dall’altra è sempre stupefacente imbattersi in un luogo concreto in cui si scopre la presenza e l’attività dei nostri lontani antenati. Nella Lucania dolomitica, sì esistono le Dolomiti Lucane, magnetiche, c’è uno di questi luoghi magici che molti chiamano “la Stonehenge italiana”. Ma ce n’è più d’uno nel nostro Paese che rivendica lo stesso titolo di quella meta turistica mondiale di Inghilterra peraltro riassettata con il calcestruzzo agli inizi del 900. E’ naturale che in un tempo in cui l’unica mappa disponibile agli uomini per organizzarsi nello spazio e nel tempo era la volta celeste, si siano costruiti un po’ ovunque dei calendari astronomici con delle pietre giganti, dei megaliti. In provincia di Matera, alla sommità del monte Croccia, nella omonima riserva naturalistica antropologica protetta e valorizzata dal Corpo Forestale dello Stato, c’è una di queste rudimentali ma ingegnose attrezzature. Ma cosa fa a dire a voi e alle due famose università straniere che indagano su questo luogo che non si tratta di un ammasso casuale di rocce?
“L’indizio principale è la parte sovrastante – afferma Giovanni Adinolfi responsabile dell’Ufficio Territoriale biodiversità di Potenza – perché mentre i due fianchi nella roccia potrebbero risultare anche da una crepacciatura naturale, dovuto all’assestamento geologicho del terreno, quello che sicuramente non è naturale è il posizionamento di questa sorta di cappello che determina il futuro attraverso il quale si genera l’allineamento solare. Poi c’è un fenomeno strano su questa roccia segnata da linee, c’è una deviazione netta, di quello che è l’indicazione del nord dell’ago della bussola, che sembra “impazzire” posizionato su quella pietra.”
A poche decine di metri tracce dell’Acropoli, di una vera e propria città che doveva avere una certa dominanza visto che siamo a 1200 metri di altezza,si controllava da qui l’intera valle del Basento allora navigabile. Un posto battuto anche dai tombaroli, altro indizio potente, e d’altro canto se qui hanno trovato reperti come questo si comprende l’attrazione. Adesso a monte Croccia nei giorni del solstizio, quando l’ allineamento solare è perfetto, si raduna sempre più gente per osservare il fenomeno che nei secoli precristiani, quando il tempo era considerato solo circolare e non anche lineare, dava il la alle pratiche agricole, alle campagne militari virgola alle feste sacre, alla vita insomma. Un luogo che nasconde ancora chissà quanti segreti e il cui pieno recupero oggi rischia a causa di un allineamento negativo, una sfortunata congiunzione di eventi, lo scioglimento annunciato del Corpo Forestale, della Provincia e la rivoluzione delle Sovrintendenze. Chi si occuperà domani di Monte Croccia, la nostra Stonehenge?

:arrow: Documento video “il sacro è tenace”
Realizzato da HyperBros.com il 21 dicembre 2013 alla ricerca di prove che il complesso megalitico di Monte Croccia era un santuario dell’età del bronzo

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