di Maria Grazia Trivigno
“Oh, Italy!”. L’esclamazione scapperà per forza, quasi a tutti. Qualcuno addirittura farà una faccia deliziata, chiuderà gli occhi e sospirerà. Non aspetteranno nemmeno che tu glielo chieda, inizieranno subito a raccontarti di tutte le città visitate, delle piazze e del sole. Poi inizierà l’amarcord del cibo superbo, e a parlarne saranno soprattutto quelli che socchiudono gli occhi, ci puoi giurare.
Gira che ti rigira, verrà fuori che tutti hanno un parente italiano, un grand-father, o un grand-grand-father emigrato in New Jersey o in America Latina almeno una decina di lustri fa, perlopiù dal Sud, manco a dirlo. E quando te lo chiederanno, t’avventurerai in improbabili descrizioni più antropomorfiche che geografiche per far capire che regione è, la Basilicata, ultima vertebra d’Appennino in fondo allo stivale. Gongolerai, quando perfino figli del Sol Levante ti diranno che il loro migliore amico è italiano, che gli italiani sono uno spettacolo. E alle feste troverai sempre del buon Chianti, Montepulciano o Barbera. E gli ospiti in visita dagli amici porteranno con sé amaretti made in Italy da far resuscitare i morti.
Pochissimi quelli che, … curiosi e provocatori, tireranno ancora in ballo nella conversazione imbarazzanti nomi della politica italiana: del resto, sarà davvero arrivato il tempo di cambiare.
Riderai di te stesso quando nel carrello della spesa vedrai olio De Cecco, pennette tricolore Barilla e caffè Lavazza, ma resisterai alla bestemmia di mangiare in un ristorante ‘italiano’.
Spiegare la Festa del Maggio, e farlo in inglese, sarà davvero comico, perché penseranno chiaramente per un attimo di aver frainteso e capito tutt’altro, e invece no, rispiegherai ripetendo esattamente lo stesso, anzi con dovizia di particolari. Sicché anche da queste parti ne avranno sentito parlare.
Ciao, signorina, buonasera!Di conoscere qualcuna delle tue parole te lo mostreranno tutti, ogni tanto a sorpresa qualcuno tirerà fuori addirittura frasi complete. Parlando di parole, la cosa più struggente, però, te la dirà una sera sinceramente dispiaciuta Ines, mediterranea pure lei, trapiantata dal Portogallo a studiare in North Carolina. “L’italiano è una bellissima lingua, ha solo un difetto: la parlano solo in Italia”.


Complimenti a Maria Grazia Trivigno!!
Continua a scrivere e a farci leggere le tue bellissime parole!
Maria Grazia raccoglie impressioni, si pone domande, vive, mostra, raffigura, dà nome alle cose, analizza. Il suo è un realismo oggettivo che filtra l’esperienza e di esperienza si gonfia. E quando il ricordo, l’umano, la voglia di dire prendono il sopravvento, rispecchiano il segno e il sogno dell’altro. Ci rende parte della sua arte scrittoria.