“Piano del Parco”: spunto di dibattito

di Totonno Barbarito

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Accogliendo l’invito di AccetturaOnline ad entrare nel merito del Piano del Parco di Gallipoli Cognato piccole Dolomiti Lucane, documento complesso e articolato sotto molti aspetti, mi limiterò ad evidenziare, in sintesi, solo alcuni punti che ritengo essenziali. Spero che siano utili e di stimolo per avviare l’auspicato dibattito e diffondere conoscenza e consapevolezza degli obiettivi, delle modalità, del sistema normativo ispiratori del Piano.

E’ essenziale, infatti, tenere presente che le scelte effettuate determinano le prospettive future del territorio anche in considerazione che il Piano del Parco è uno strumento di pianificazione sovracomunale a cui i piani comunali devono adeguarsi appena approvato. Essendo state individuate le aree di riserva integrale e orientate, aree di protezione e aree di promozione ed essendo le popolazioni residenti i veri destinatari e attori-protagonisti delle scelte operate dal Piano, si pone la necessità di una conoscenza e di un diffuso interesse, purtroppo non adeguatamente riscontrati nell’opinione pubblica. A tal fine cercherò di evidenziare degli aspetti più significativi,  stralciandoli  dal PIANO DEL PARCO (tutto il piano su www.parcogallipolicognato.it) già adottato ed in attesa di approvazione da parte del Consiglio Regionale.

Il Piano viene inteso


come strumento propulsivo di valorizzazione e di sviluppo del territorio: fare emergere le potenzialità e rendere possibili azioni e usi orientati.
Obiettivi: conservazione e restauro dei valori naturali e culturali dell’area protetta; sviluppo economico e sociale delle comunità residenti.
Modalità: attività integrata di gestione della Natura, del Paesaggio, degli usi del suolo, delle attività di fruizione.

Strutturazione del Piano:
– analisi delle risorse ambientali da valorizzare;
– proposte progettuali;
– sistema normativo, prescrittivo e di indirizzo in rapporto alle principali politiche del Piano
– indirizzi generali: condivisione delle scelte da parte delle Comunità;
– visione integrata delle risorse e attività propulsive di sviluppo sia nel contesto dell’area Parco che nel contesto della montagna interna e delle propaggini dell’area collinare.
– sviluppare azioni capaci di contenere gli squilibri esistenti tra il nucleo centrale del Parco ed il territorio ad esso circostante, squilibri dovuti essenzialmente alle difficoltà della viabilità di accesso al Parco e alla scarsa conoscenza delle risorse e delle funzioni delle aree protette;
– ricomporre l’identità unitaria del territorio del Parco attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle singole componenti e delle relazioni tra loro intercorrenti;
– miglioramento dell’accessibilità dall’esterno; rete stradale interna verso specifici contesti territoriali (emergenze puntuali architettoniche, monumentali e archeologiche, aree a vocazione agricole e zootecnica);
– progetti strategici specifici destinati a sovrapporsi al territorio classificato per “zone”
– azioni anche immateriali di connessione e promozione territoriale nel quadro del “Sistema Parchi Lucani”.

Il Piano del Parco, adottato dall’Ente e trasmesso alla Regione per l’approvazione, ha suddiviso il territorio nelle seguenti zone omogenee in base al diverso grado di protezione:

Riserva Integrale

Zona A : L’ambiente è conservato nella sua integrità e nel prioritario rispetto dei suoi caratteri naturali – comprende l’intero sviluppo dei pennacoli delle “Dolomiti Lucane”.

Riserva generale orientata 

Zone B:  Aree caratterizzate da comunità vegetali naturali e semi-naturali di interesse conservativo e quelle funzionali a garantire le connessioni ecologiche. Sono divise in due sottozone:

Tipo A: “mantenimento e conservazione degli equilibri ambientali”. Si tratta dei siti SIC e ZPS Foresta Gallipoli Cognato – Dolomiti di Pietrapertosa – Bosco di Montepiano- Valle del Basento Grassano Scalo.

Tipo B:  “miglioramento degli equilibri ambientali”. Comprende aree boscate e fasce fluviali lungo gli alvei del torrente Salandrella, Fiume Basento, i boschi di Santa Domenica di Calciano, Serra Antica di Oliveto, Montepiano, Costa Raja, Monacelle in agro di Accettura, Versante destro della Camastra e l’area boscata di Caperrino, fino alla cresta del rilievo per quote superiori a 1400 metri.

Aree di protezione

Zone C:  aree in cui sono esercitate attività agricole tradizionali e agro-silvo-pastorali

Nella pianificazione proposta sono suddivise in tre sottozone:

Tipo A: “aree di protezione di ambiti agricoli di valore ecologico”   versanti e vallecole fino all’alveo della Misegna in agro di Accettura, nella parte alta della fiumara di Pietrapertosa compresa tra masseria Trifoggio, fontana Frusci,Masseria Cavuoti, versante occidentale montagna Caperrino tra masseria Fabi di Pietrapertosa e acque del Cerro di Castemezzano, zona prospiciente Tempa Moliano in agro di Castelmezzano e la valle della Rossa in agro di Pietrapertosa.

Tipo B:  “aree di protezione degli ambiti di valore ecologico per presenza di mosaico vegetazionale”. In agro di Accettura comprende il territorio che dalla valle a sud del crinale di Serra della Russia raggiunge la contrada San Giovanni, per svilupparsi lungo il torrente Salandrella fino alle pendici di Monte Cortaglia; poi verso Tempa Fica e Case Frassino, fino a case Gennariello.

Tipo C: “ aree di protezione dei corridoi ecologici e fasce ecotonali”, che si sviluppano sostanzialmente lungo il perimetro dei siti di interesse comunitario

Aree di promozione economica e sociale

Zone D: In queste aree saranno principalmente localizzate le iniziative a cura dell’Ente o da esso autorizzate che possono svilupparsi in armonia con le finalità di tutela dell’area protetta, per migliorare la vita sociale e culturale delle collettività locali ed il godimento dell’area stessa da parte dei visitatori. Comprende le aree urbane dei centri abitati, la fascia di territorio che da Calciano degrada verso lo scalo di Grassano e si sviluppa fino al confine amministrativo di Garaguso, in agro di Castelmezzano che da case San Giuliano raggiunge il Torrente Camastra; in agro di Accettura è prevista un’area che a partire da località Fazzano raggiunge il confine amministrativo di San Mauro Forte.

Da evidenziare che tale area per Accettura è completamente marginale rispetto all’intero territorio che rimane del tutto vincolato.

Da rilevare che il Piano comprende numerosi altri articoli come quelli relativi all’edilizia rurale anche in rapporto alle attività produttive e zootecniche, ben evidenziate nelle schede allegate delle  diverse “zone”; alle attività ricreative, alle norme di indirizzo urbanistico, di tutela della flora, di raccolta dei funghi e di norme generali di carattere agro-silvo-pastorale:

Si richiama nuovamente l’attenzione che il Piano andrà in vigore appena approvato dal Consiglio Regionale, che esso, nella gestione del territorio è sovraordinato rispetto ai piani comunali e di settore che ad esso devono conformarsi, e deve recepire le prescrizioni e previsioni del Piano Paesistico Regionale riguarda alla risorsa paesaggio.

Proposta di integrazione al Piano

Prima di concludere questa breve sintesi, che vuole solamente sollecitare un approfondimento delle varie parti del Piano, da parte di coloro coinvolti sia come cittadini che portatori di interessi oggettivi, esprimo due personali considerazioni in merito alle scelte effettuate:

a)  Nelle zona di promozione sarebbe stato opportuno inserire l’area antropizzata di Caruso e Trignole, in continuazione di Fazzano e Cambri da una parte e di collegamento con il versante del Sauro dall’altra. E’ da rilevare che l’area è anche di grande interesse archeologico. Tale area potrebbe risultare di facile accesso da San Mauro lungo la Misegna come nel passato.

b)  La relazione archeologica individua dettagliatamente le numerose emergenze archeologiche di tutto il territorio del Parco e la struttura del sistema viario lungo il bacino della Salandrella. In particolare viene evidenziata la centralità di Tempa Cortaglia e Croccia come nodo viario di accesso, dai tempi arcaici, dal versante ionio verso l’interno e la valle del Bradano, l’intreccio dei tratturi della transumanza. Dalla sua analisi il relatore deduce: ”Considerando l’alto valore archeologico ed architettonico delle evidenze segnalate è opportuno sottolineare da parte di chi scrive la necessità di considerare nell’elaborazione del Piano del Parco tutta una serie di premure mirate oltre che alla naturale tutela del patrimonio forestale di cui il Parco gode, anche e soprattutto alla tutela, valorizzazione e lì dove possibile fruizione, delle evidenze archeologiche note, secondo la normativa ministeriale vigente in materia di beni culturali ed archeologici e relativa alle vie armentizie”. Indicazione questa non raccolta nel Piano del Parco

Sarebbe stato opportuno, invece, prospettare la costruzione di un parco archeologico dentro l’area protetta e dare maggiore risalto nelle cartine delle varie schede, anche ai fini di una tutela più puntuale, ai siti, tra altri, di Gallipolis, Pietra della Mola, Tempa Cortaglia, Casale di Coste Raja.

Tanto ai fini di un contributo, nell’aspettativa che la Regione possa accogliere osservazioni pervenute dal basso.

Totonno Barbarito

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5 commenti

  1. Propongo che il gestore del blog Accetturaonline organizzi un convegno-dibattito sul Parco .
    Sia per parlare di questo nuovo Piano del parco e sia per parlare di questi ultimi argomenti importanti.

  2. Nel silenzio generale delle Comunità del Parco, la voce di Giovanni ci giunge gradita come nota solitaria di attenzione. Sia pure da un punto di vista che a me sembra riduttivo, rispetto alla complessità delle tematiche inerenti le aree protette, evidenzia due problemi di particolare rilevanza:
    1) Scarsi rapporti da parte dei cittadini con l’Ente di gestione del Parco e disattenzione nei riguardi delle decisioni assunte; da parte degli organismi dirigenti e funzionali una gestione puramente burocratica a prescindere dal consenso e da una necessaria e adeguata informazione.
    Su questi aspetti una delle cause, io credo come già evidenziato anni addietro, sia dovuta anche all’isolamento della sede del Parco nella foresta di Gallipoli. La decisione infelice di non ubicarla nel centro urbano non agevola anzi rende difficili le relazione tra l’Ente e le Comunità, tra le stesse comunità dei cinque comuni, tra le popolazioni dell’area protetta e gli “esterni” in rapporti con l’Ente. Essendo i paesi i veri centri del Parco, una saggia politica dovrebbe agevolare innanzitutto i rappoti tra i paesi, le popolazioni, tra le istituzioni e associazioni del territorio. Il trasferimento degli uffici nel centro abitato va posto pertanto con la massima determinazione.
    2) Bando per impianti minieolici nelle aree limitrofe al Parco: costituisce una ulteriore dimostrazione come l’Ente intende operare, ancor prima dell’approvazione del Piano del Parco e di un apposito regolamento, senza adeguata informazione sulle finalità, sulle modalità ( a quale distanza, per esempio, dai confini dell’area protetta ?), sulle motivazioni che hanno spinto l’Ente di un’area protetta ad incentivare impianti eolici di forte impatto ambientale in territori limitrofi.
    E qui si pone un interrogativo: Perché nel Piano del Parco non è stata individuata una fascia di protezione limitrofa ai confini del territorio? Il previsto cosiddetto “Preparco”? Non vorremmo vedere nel futuro un territorio soggetto a vincoli con una corona di pale eoliche e altre strutture ai suoi confini di forte impatto ambientale.
    E’ compito della “classe dirigente” e del'”intelligentia” locale senibilizzare e suscitare interesse e partecipazione delle popolazioni; vigilare per la costruzione di un’area protetta funzionale allo sviluppo dei nostri paesi (anche a compensazione dei vincoli imposti).

  3. Invito voi accetturesi ad andare sul sito del parco di Gallipoli Cognato.
    Mentre noi discutiamo , stanno infilando altri colpi bassi.
    – pubblicazione di graduatorie di assunzione di 2 unità ( nessun accetturese nemmeno fra i concorrenti)
    – pubblicazione di un Bando per sistemare un impianto minieolico fuori dai Comuni del parco ( per esempio cirigliano , San Mauro Forte ecc.).
    E tutti in silenzio.

  4. Caro Direttore delorenzo,

    Prendo atto della precisazione di trovarci ancora nella fase di adozione del Piano del Parco. Il termine ultimo del 16 agosto entro cui era possibile far pervenire, a codesto Ufficio dell’Ente Parco di Gallipoli, eventuali osservazioni, mi aveva indotto a ritenere che il Piano fosse stato inoltrato agli Uffici Regionali per l’approvazione definitiva. Molto meglio così: si potranno apportare eventuali modifiche in rapporto alle osservazioni da parte delle Comunità del territorio e di singoli cittadini direttamente coinvolti per interessi e diritti soggettivi. Molto oppurtune pertanto le pubbliche audzioni che auspico siano organizzate anche per settori di attività e di interesse.
    Auspico, inoltre, che giovani studenti, intellettuali, associazioni, operatori economici dei paesi del Parco si organizzino per approfondire adeguatamente i contenuti del Piano e proporre eventuali istanze. A loro soprattutto spetta il compito di sensibilizzare le Comunità sulle finalità delle aree protette e sulle funzioni dell’Ente Parco; di diffondere conoscenza, coscienza e adesione convinta sulle modalità e gli obiettivi del Piano. Esso, in ultima analisi, costituisce il progetto di sviluppo del territorio, la visione di un futuro che si intende costruire per i nostri paesi, attualmente emarginati.
    Un forte abbraccio
    Totonno Barbarito

  5. Caro professor Barbarito,
    Ti ringrazio per la puntuale analisi che indirettamente costituisce merito e riconoscimento per l’immensa mole di lavoro che ha comportato redigere uno strumento complesso come il piano del parco.
    Volevo innanzitutto sottolineare che la fase in cui ci troviamo e’ quella della adozione e non della approvazione finale.
    Durante la fase di adozione e quindi di pubblicazione, vengono accolte tutte le indicazioni che provengono dal territorio e inoltre saranno realizzati nel prossimo mese di ottobre pubbliche audizioni , pubblicizzate sul sito e con manifesti, in tutti i comuni del parco.
    Tutte le indicazioni/suggerimenti che perverranno saranno discussi con i cittadini e analizzati dai tecnici .
    Il tutto porterà alla fase finale di approvazione del piano che avviene mediante legge regionale.
    Grazie per gli appropriati e utili indicazioni che ci hai inviato, rinnovo l’invito a tutti a dare suggerimenti, suggerendo a mia volta di leggere direttamente l’elaborazione denominato sintesi non tecnica che trovate sul sito del parco.
    Un caro abbraccio
    Marco delorenzo

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