Più fragile Gallipoli-Cognato quando chiuderà la caserma

SENZA LA STAZIONE FORESTALE DI PALAZZO DIVENTERA’ TERRA DI NESSUNO

di ANGELO LABBATE

ACCETTURA  Lo  spettro della soppressione incombe sulla storica stazione forestale di Palazzo, l’unico presidio rimasto a tutela della foresta di Gallipoli-Cognato, dopo la chiusura delle caserme di San Nicola, Pian di Giglio e Cognato.  La prospettiva preoccupa il presidente dell’Ente parco, Rocco Lombardi. “Con la partenza delle guardie, la foresta diventerebbe terra di nessuno,  totalmente esposta ai bracconieri e agli abusivi di ogni genere,  allevatori, raccoglitori di prodotti del sottobosco e tagliatori di alberi. Occorre mobilitarsi  per scongiurare  i danni  irreversibili che la chiusura del presidio provocherebbe”. La foresta di Gallipoli-Cognato, oltre 4.200 ettari, già di pertinenza delle Clarisse di Tricarico, fu acquisita al patrimonio pubblico con la soppressione dei  beni ecclesiastici  e con legge n°283 del 20 giugno 1871 fu compresa fra i beni inalienabili dello Stato, per frustrare le mire della borghesia terriera, che prosperava con le usurpazioni e gli acquisti a prezzi stracciati.  Oltre che di rare specie animali e vegetali, la foresta è ricca di testimonianze storico- monumentali. Alla sommità del monte Croccia sono visibili gli imponenti resti della cinta muraria di un’antica città lucana del V-IV secolo avanti Cristo, scoperti sul finire del 1884 dall’archeologo lucano Vittorio De Cicco;  nel 1128 San Guglielmo da Vercelli  scelse come eremitaggio il monte Cognato e vi fondò un monastero;  durante la prima guerra mondiale il complesso di Palazzo ospitò i prigionieri austriaci. In tempi più recenti è stato teatro delle battaglie contadine per l’occupazione delle terre. A vigilare su questo straordinario patrimonio della natura e edella storia, sito di interesse comunitario  e riserva antropologica,  un territorio che, secondo la definizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, “per peculiarità  di caratteri naturali esige la più gelosa tutela dell’ambiente e della spontanea evoluzione, soprattutto a fini  educativi e di  ricerca scientifica” sono rimasti tre uomini, in attesa di nuova destinazione. E’  l’ultimo ridotto a difesa della foresta, significativamente  intitolato alla guardia scelta Canio Loguercio, colpito mortalmente da una fucilata il 1° febbraio 1976, in circostanze rimaste misteriose, mentre era in servizio di perlustrazione .

LA  GAZZETTA del MEZZOGIORNO, 16 ottobre 2011

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3 commenti

  1. Invito tutti a riflettere riguardo la “questione Parco” e a domandarci: Quali incentivi ha portato alla nostra comunità? Quale economia reale ha incentivato? Quale sostegno a nuovi posti di lavoro duraturi ha generato? Quali iniziative private? Nulla!!! Le colpe? Politiche certamente e non solo locali. La realtà è amara ed io personalmente non vedo alternative? La mia opinione è che non è possibile concentrare tutte le esigue iniziative private e della politica comunale solo ed esclusivamente a favore della nostra benedetta festa patronale!!! Basta!! Allarghiamo le vedute!!! Perchè paesi a noi limitrofi come Brindisi di Montagna con il Parco della Grancia, Pietrapertosa con Il Volo dell’Angelo e Cirigliano con l’Outdoor Park, stanno attirando turisti a josa per tutta l’estate e noi dobbiamo fossilizzarci solo con il Maggio&la Cima? Siamo rimasti ai tempi dei nostri nonni e tutto resta invariato mentre altri attorno a noi un po crescono!!! I turisti da noi nemmeno un pic-nic possono fare considerando che i banchi e le postazioni per cucinare alla brace sono divelti!! Quindi molliamolo pure il nostro Parco e campiamo solo con la nostra sempre “grandiosa festa del Maggio di Accettura”!!! Sembra che non ci sia altro per noi al mondo e nessuno a quanto pare si preoccupa e si ribella alla possibile chiusura della sede del Parco abbandonando lo stesso a razzie di ogni tipo! Abbandoniamolo tutti sto paese e ciò che ne rimane e torniamo solo per festeggiare i nostri campali tre giorni di festa, bevendo vino, ubriacandoci, dando il peggiore esempio all’eventuale turista di passaggio ed addormentiamoci in questa nostra dolce “pace dei sensi”…IL NOSTRO E’ UN PAESE DI FANTASMI e per noi la festa più consona sarebbe quella dei morti di domani del due Novembre.

  2. Magari!!!! Ci sarà qualcuno in meno che deprederà la nostra foresta di legna!!!!Peccato però che non sopprimono pure il parco!!!

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