Profumo di gaggia, si parte (F. Varvarito)

Racconto di Francesco Varvarito 2° classificato al concorso letterario “il tempo di un caffè” organizzato dall’Associazione Presepistica Stella Cometa di Marconia. Sabato 17 Novembre la premiazione.

_____Dalle anguste strettole che scendono dalla Chiesa Grande e riuniscono tutto il paese nella Piazza, scivolava Nicola, silenzioso e cupo con il carico della valigia: due giacche, tre camice, il pullover, la coppola nuova, gli arnesi per la barba, il salame, le fotografie di famiglia…..un pezzo sostanzioso di vita.

_____Con lui la moglie, una bellezza antica dai capelli neri, lunghi e sciolti, leggera nella sua figura fiera, dal sorriso stampato sulle labbra morbide, con un incredibile “senso pratico”: vendeva origano, verdure, polli nell’antico mercato alle spalle del palazzo dei nobili De Luca. Tra le sue labbra sempre una toccante ninna nanna e….una  preghiera muta.

_____L’accompagnava anche il padre, persona saggia e meravigliosa, sempre a calpestare i soliti sentieri per raggiungere la propria tenuta alla “Tempa del Cuneo” a coltivare cereali, a curare la vigna e l’orto, ad allevare conigli, tacchini e l’immancabile maiale. Conduceva una discreta vita sociale facendo parte del Comitato Feste per la tradizionale Sagra del Maggio di San Giuliano Martire. Amante della musica popolare e dell’allegra compagnia. Negli ultimi giorni senza cene e serate con gli amici, senza vino e….senza riso.

_____Il Pargoletto a casa con la nonna  seduta vicino al focolare, la coperta leggera e tiepida sulle gambe, i capelli lisci e bianchi, le mani rosee. Lo sguardo lontano,  guardava dalla piccola finestra gli alberi della catena montuosa delle Manche che sembravano toccare il cielo….ma  “si vedeva dentro” quello che aveva amato….quello che stava perdendo.

_____Ecco la Piazza, tanti i partenti, la serata è fresca e ventilata, si battono i piedi sul lastricato, difficile è l’attesa. Nonostante il dolce profumo di gaggia dallo spiazzo dell’asilo, l’ambiente si riveste di tristezza, malinconia, rammarico, nostalgia.

_____Nicola si agitava, dalla curva  della casa di Don Gennaro guardo’ la Croce del Calvario, morse le labbra e alzò la fronte…..aspettando inutilmente un miracolo del Santo Protettore,….purtroppo arriva il Postale,  un’autobus di  colore azzurro  della SITA,  bisogna partire.

_____I congiunti rimasti dovevano armarsi di nuovi valori per continuare  una vita raggelata nell’istante in cui il postale si allontanava dalla piazza e scompariva  lungo il Tratturo, rubando loro la metà dell’anima.

_____Si cambiava allo Scalo di Garaguso-Grassano-Tricarico   su un binario silenzioso e con un piccolo treno: il domani era un’invisibile linea d’orizzonte.

Sostieni AccetturaOnline con una donazione

11 commenti

  1. Complimenti e grazie a “Zi’ monach”per questo affresco di vita quotidiana di “un tempo”.Se Rocco Cerabona e’tornato indietro di 57 anni,io sono tornata a solo un anno fa’,quando sono partita per Roma e ho dovuto lasciare i bambini ai miei genitori.E’ stato per me’ l’anno piu’difficile e triste anche se i bambini sono stati trattati come piccoli principi,i miei genitori insieme a mio fratello e mia cognata sono stati fantastici e per questo mi ritengo fortunata.Lasciare Accettura e’ come svuotarsi ad un tratto di tutto quello che hai e ti rimane solo un nodo in gola che non riesci a mandare giu’ nemmeno se passano tantissimi anni.

  2. Franco, complimenti vivissimi, il tuo racconto mi hai fatto tornare indietro nel tempo di ben 57 anni circa; quando con i tanti cari amici, che non dimenticherò mai, scorazzavamo giù da via salita bastione verso la piazza. Ho tanti bei ricordi della mia infanzia. Orgoglioso di essere ACCETTURESE.
    Un abbraccio.
    P.S.: fatti vedere, mi trattengo al Caffè Mulino, gestito da mia figlia. Ciao.

  3. Carissimo “Zi’ Monach’ “, i nostri più sinceri complimenti! Sei davvero un’artista completo! Nel leggere il tuo bel racconto ci è parso di vedere un affresco davvero ben raffigurato nei più minimi dettagli!
    Complimenti ancora!
    E’ davvero un grande orgoglio e piacere averti come nostro amico!
    Claudio & Maria Antonietta
    Poggio Renatico (FE)

  4. complimenti. è sempre bello leggere qualcosa di autentico dal sapore nostalgico. continua a scrivere. giuliana calamiello

  5. I tuoi scritti danno sempre una forte emozione. Parlano di stati d’animo e sentimenti; cose rare in un mondo frenetico e solitario come quello che viviamo in cui ognuno si trincera nel proprio egoismo e invece tipico di noi romantici
    …un augurio facco dal profondo del mio cuore Franco.
    Ci vediamo in ufficio

  6. Una serie di scene di vita, abbozzate con delicata sensibilità in pochi righi, che lasciano all’immaginazione del lettore spazio per un loro sviluppo: la ricostruzione di un proprio vissuto e della comunità intera: la valigia, i parenti in piazza in attesa del solito postale, la partenza non desiderata,
    Il profumo di gaggia, la nonna e il pargolo, la croce del Calvario, gli orizznti delle Manche, la Sagra del Maggio; richiamano immagini e luoghi della memoria che portiamo dentro di noi. Costituiscono anche i simboli identitari del paese.
    Caro Franco, complimenti. E ad maiora.

  7. i miei più sinceri complimenti a Franco , nonchè mio padrino di battesimo … sei il migliore compàà!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *