Referendum costituzionale 4 dicembre 2016

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Domenica si vota per il referendum costituzionale: ecco cosa c’è da sapere

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il quesito

I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 e sono chiamati alle urne tutti quei cittadini che hanno compiuto il diciottesimo anno di età entro il 4 dicembre 2016.
A differenza di quanto previsto per i referendum abrogativi, non c’è quorum.

➡️ Oggetto della riforma

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Le ragioni del SI

Per avere leggi in tempi più rapidi
la Camera approverà le leggi e il Senato avrà al massimo 40 giorni per discuterle e proporre modifiche, su cui poi la Camera esprimerà la decisione finale

Per ridurre i costi della politica
Verrà ridotto il numero dei parlamentari, perché i senatori passeranno da 315 a 95 (più 5 di nomina del Presidente della Repubblica) e non percepiranno alcuna indennità; il CNEL verrà abolito, e con esso i suoi 65 membri e i suoi 20 milioni all’anno; i consiglieri regionali non potranno percepire un’indennità più alta di quella del sindaco del Capoluogo di Regione e saranno vietati i rimborsi ai gruppi regionali; le Province saranno finalmente eliminate dalla Costituzione, e con loro tutti quegli sprechi e burocrazia.

Per superare il bicameralismo paritario
l’Italia cesserà di essere l’unico paese europeo in cui il Parlamento è composto da due camere uguali

Per chiarire le competenze di Stato e Regioni
La riforma elimina le competenze “concorrenti” e stabilisce chiaramente il rapporto tra Stato e Regioni

Per aumentare la rappresentanza degli Enti Locali in Parlamento e in Europa
Il Senato diverrà finalmente il luogo della rappresentanza delle Regioni e dei Comuni

Maggiore partecipazione dei cittadini
il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sulle proposte di legge di iniziativa popolare firmate da 150.000 cittadini; saranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo; si abbasserà il quorum per i referendum abrogativi

Le ragioni del NO

Non si supera il bicameralismo
la riforma lo rende più confuso, creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato;

Non produce semplificazione
la riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti legislativi differenti;

Non diminuisce i costi della politica
i costi della politica non vengono dimezzati: con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%;

Non amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini
l’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme (attualmente ne servono 50mila) per i disegni di legge di iniziativa popolare;

Riforma incomprensibile

E’ una riforma illegittima
perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. Inoltre, anche gli amministratori locali chiamati a comporre il nuovo Senato godrebbero dell’immunità parlamentare;

Non garantisce la sovranità popolare
il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum accentra il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader.

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