ACCETTURA – Domani 24 Luglio 2015 dalle ore 9.30 presso la sede del Parco a Loc. Palazzo di Accettura, “AeroDron” una delle prime aziende italiane dedicate alla realizzazione di rilievi territoriali attraverso Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (Sapr), in collaborazione con il C.E.A.S. “Dolomiti Lucane”, l’Ente Parco, e diversi Ordini Professionali organizzano una giornata formativa sul tema “APPLICAZIONI DEI DRONI NEL TERRITORIO”.
La partecipazione all’attività darà diritto a crediti formativi per la formazione continua dei professionisti.

OSSERVAZONI SULLA PROPOSTA DEL PIANO DEL PARCO
“Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane”
Osservazioni
Senza entrare nel merito delle procedure seguite o non seguite nel processo di formazione della proposta del Piano, presentata il 31-7-2015 nella sala consiliare del Comune di Accettura, si ritiene opportuno pubblicizzare quanto già evidenziato nel mio intervento.
Le decisioni conclusive, rispetto agli indirizzi e alla normativa nazionale e regionale sulle aree protette e sulla tutela del paesaggio, risultano contraddittorie soprattutto nella zonizzazione e negli usi del territorio delle aree di protezione (zona C) e di promozione (zona D). In particolare si rileva:
a) La zonizzazione dell’area di protezione (zona C) risulta generica, ampia e non sufficientemente motivata. Gli eterogenei ecosistemi e paesaggi, che si intrecciano e sovrappongono nella stessa area zonale, i nuclei rurali e case sparse, che numerosi caratterizzano il paesaggio storico, non sono adeguatamente rappresentati. Le aziende agricole, abbandonate in seguito all’esodo, non vengono considerate nella prospettiva di una possibile evoluzione futura. Le aree di antica produttività, diffusamente antropizzate, vengono retrocesse alla funzione tradizionale, quasi esclusiva, di attività agro-pastorale da esercitare “nelle forme e nei terreni entro cui sono attualmente praticati” ed attività (in aree tipo B) “agricole-zootecniche senza variazione degli attuali usi del suolo”.
b) Una contraddizione molto evidente risulta nella indicazione delle aree di promozione (zona D) che la legislazione individua in quelle “più estesamente modificate dai processi di antropizzazione” ed in cui “saranno principalmente localizzate le iniziative previste dal Piano pluriennale economico e sociale dell’Ente Parco”, per “migliorare la vita sociale e culturale delle collettività locali ed il godimento dell’area stessa da parte dei visitatori.” In queste aree “sono ammessi interventi e attività finalizzati alla residenzialità, produzione, trasformazione, commercio, fruizione turistica e culturale” La scelta di queste aree di promozione contrasta fortemente con tali indirizzi andando a sconvolgere aree di connessione e corridoi biologici tra ecosistemi essenziali per la sopravvivenza dei processi biologici e degli animali. Quasi tutte le aree comprese nella zona D, infatti, minimamente antropizzate, contigue tra loro, boschive e ricche di biodiversità, esercitano effettive funzioni di raccordo con il contesto.
E’ da notare che nei due comuni nella provincia di Potenza (Castelmezzano e Pietrapertosa) le aree di promozione sono limitate alle esigenze effettive di riqualificazione ambientale.
Nel territorio di Accettura, Oliveto Lucano, Calciano, invece, sono ampie e lontane dai centri urbani sui quali si dovrebbero concentrare eventuali iniziative per migliorare le periferie urbane e le aree rurali più profondamente modificate dai processi di antropizzazione (esempio i nuclei rurali che necessitano di strade e rete idrica).
Per Accettura, in particolare, va rilevato un prolungamento ampio della zona D, che, in grosso modo, dalla Petrizza raggiunge la colonia montana dell’area S.I.C. di Montepiano, inglobando poggi di uliveti, giardini e aree naturali di particolare interesse.
Il quadro concettuale, che emerge dalle scelte operate dal Piano sulle aree protette, è quello del binomio conservazione e pubblica fruizione, a prescindere dallo sviluppo locale. L’area protetta viene ridotta, dalla proposta di Piano, ad “oasi” a sé stante, staccata dal contesto territoriale circostante, come riserva di spazi naturali per il godimento dei turisti. E i centri di servizio, residenze turistiche e di accoglienza sono previsti in nuove strutture marginali o esterne al Parco, quasi finalizzate ad alleggerire la pressione eccessiva su di un’area che sappiamo, invece, spopolata e impoverita, bisognosa di promozione sociale ed economica, con centri urbani disabitati.
I paesi, “cuore” del Parco, non vengono considerati nella prospettiva di naturali luoghi di “approdo al Parco”. E’ in queste aree urbane che vanno rafforzati servizi e residenze turistiche, anche attraverso il recupero di tante case vuote e la elaborazione di un nuovo piano urbanistico. Sono, inoltre, le molte aree antropizzate dei centri rurali e masserie, individuate nella proposta di Piano come zone di protezione e non di promozione, a costituire, a macchia di leopardo, più realisticamente e in coerenza con gli obiettivi, le aree di sviluppo socio-culturale e di equilibrio ambientale; nodi significativi di circuiti escursionistici e di agriturismo.
Operando in questa direzione si eviterebbe il consumo di altro territorio e si creerebbero le condizioni di uno sviluppo innovativo delle tradizionali aziende agricole, rendendole produttive, attraenti per i giovani.
Per tali obiettivi occorre un piano complessivo operativo diverso dalla “proposta”, fondato su una logica differente, un piano di sviluppo delle aree montane, carico di valori e significati sociali ed ecologici, capace di sollecitare e affascinare i giovani per la sua realizzazione.
Problematici, inoltre, gli indirizzi per la trasformazione edilizia e nuove costruzioni a fini residenziali, agricoli e dell’agriturismo: Non emerge una scelta chiara. Sembra che tutto sia vincolato alla conservazione e tutto possibile per la fruizione e la ristrutturazione dell’esistente, salvo il Nulla Osta dell’Ente Parco.
Nel complesso emerge una visione frammentaria sull’uso del territorio, che verrebbe sottoposto a maggiore pressione antropica, in contrasto con il principio dello sviluppo sostenibile, che investe l’intero territorio: anche le aree contigue e non solo le aree protette. Esemplare dimostrazione in tal senso la tendenza a concentrare, nel cuore delle aree di riserva e orientamento generale, il sistema di attrezzature e servizi per la fruizione turistica ambientale, anche con nuovi manufatti, (turismo outdoor e simili) e l’uso turistico ricettivo, per agriturismo, campeggi, bed and breakfast, alberghi diffusi, sia pure nelle strutture esistenti. In località Palazzo di Accettura e Caserma Cognato, aree peculiari da salvaguardare nella loro integrità, si prevede la riorganizzazione dei nuclei “in cui promuovere il potenziamento e la riqualificazione delle strutture ricettive esistenti”.
Occorre dunque un approfondimento sulle scelte del Piano, anche attraverso incontri collegiali pubblici e la convocazione della Consulta del Parco, come previsto dall’articolo 24 dello Statuto, per il coordinamento delle diverse esigenze territoriali.
Accettura, 29.08.2015
Totonno Barbarito