“Al futuro sindaco di Roma” – Un’altra Accettura possibile

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➡️ Comunicato del movimento politico “Un’altra Accettura possibile”

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<<Al futuro sindaco di Roma.

Questa mia lettera non la prenda come una lamentela, ma solo come una visione differente, fuori dal coro.
In quelle poche volte in cui mi sono aggirato per le strade di questa magnifica città, non ho potuto fare a meno di notare quanto la presenza dell’acquedotto romano abbia condizionato la realizzazione delle strade cittadine.
Mi chiedo quindi: considerato che ormai quell’acquedotto è in disuso da qualche anno e che di questo “rudere” ce ne stanno chilometri, se non sia il caso di demolirne qualche pezzo che insiste proprio sulle strade più trafficate.

A volte un piccolo sindaco di un piccolo comune della provincia di Matera può essere d’esempio anche a grandi amministratori.
Ad Accettura, sicuramente non abbiamo la stessa circolazione di Roma;
Ciò non ha impedito che una vecchia fontana degli inizi del secolo scorso, fosse rimossa. Non so se sapete di quale sto parlando!
È quella che sta proprio la, dov’è la Fontana di Ciliberti. O dov’era.

Mi scuso per le mie affermazioni con i cittadini del mondo intero che vengono in Italia per ammirare le bellezze che essa offre e che nel corso dei secoli persone meno ignoranti di quelle che conosco io hanno saputo preservare.>>

12661982_1675888906022381_6056299724704330399_n➡️ Vincenzo Dimilta ci scrive:

<<Dopo un secolo di onorato servizio, da una settimana la Fontana di Ciliberti, non prende pace.
Senza alcun riguardo è stata furtivamente divelta e abbandonata sui resti del basamento con relativo cordolo in pietra di Accettura (quella che non si trova più. Nell’abitato ne sono rimaste, ormai, poche tracce) frettolosamente rimosso. L’ingrato compito è stato eseguito, non è dato sapere a quale titolo, da operai forestieri, dipendenti di una ditta convenzionata con Acquedotto Lucano. Gli operai locali (dipendenti comunali) si sono occupati delle esequie, seppure molto frettolose. La vecchia Fontana è stata condotta verso il cimitero. Abbandonata maldestramente, nei pressi del serbatoio dell’acquedotto. Nel frattempo si procedeva a riordinare la vecchia dimora, pavimentandola con un’anonima pietra non meglio identificata. Missione compiuta! Il parcheggio, nuovo di zecca è servito. Le promesse son promesse! Anche i pochi turisti che ci visitano e passeggiano lungo Via Circolo Garibaldi “apprezzeranno” molto la novità. Com’è possibile che nessun’altro ci abbia pensato prima?
Ma il raid non è riuscito perfettamente. Per fortuna qualcuno non era daccordo a trattare così la vecchia Fontana, magari il tecnico comunale, il vigile, la minoranza consigliare, gli abitanti del rione Fontana di Cilberti e forse anche tutto il resto degli accetturesi e anche la Soprintendenza. Chi fraintende e confonde l’amministrare col comandare, chi confonde l’interesse generale e pubblico con la sommatoria degli interessi dei singoli, chi crede di essere padrone dei beni pubblici, non può capire il valore storico della Fontana di Ciliberti.
Improvvisamente il panico ha colto il mandante! Occorreva trovare una pezza: perdita d’acqua?… E cosa c’entra la rimozione?… Restauro? E perché sbatterla di quà e di là? E perché si è distrutto il basamento? Nel nentre del dilemma shakespeariano, la povera Fontana, al mattino presto è stata riesumata e condotta con mezzo comunale nel deposito dietro il mattatoio. Buttata lì, in compagnia di mille accozzaglie disordinate.
Questo è solo uno dei tanti episodi incresciosi che vede protagonisti gli stessi autori di cui sopra.
Non c’è nulla di peggio di chi non sente, non capisce e non vuol né sentire, né può capire!
Noi andremo fino in fondo per far luce non solo su questa spiacevole vicenda. Faremo emergere tutte le responsabilità per poi giungere al ripristino della Fontana di Ciliberti e del suo basamento.

Il capogruppo consigliare di minoranza, Vincenzo Dimilta.>>

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8 commenti

  1. Caro Luigi le nostre parole purtroppo si disperdono come i granelli di sabbia nel deserto basta guardare la condivisione alle critiche aspre e offensive mentre le nostre mi pare non sono molto condivise……bravi Accetturesi continuate così!

  2. Ogni occasione è buona per riportare in auge l’italica contrapposizione tra guelfi e ghibellini, con il vicendevole scambio di offese più o meno esplicite. Rimanendo al caso specifico della “fontana di Giliberti” il Sindaco ha scritto che la stessa sarà restaurata e rimessa a posto, come da progetto; per altri, probabilmente, il ritorno della fontana nella sua storica dimora lo si dovrà alle reazioni ed ai commenti scritti nel blog.
    Potenza delle nuove forme di comunicazione sociale!
    Comunque sia…tutto è bene ciò che finisce bene.
    A parte tutto, credo sinceramente nel valore del dialogo e del confronto costruttivo tra le parti, che dovrebbe poter utilizzare,visto che siamo in una democrazia matura, anche toni spesso duri e decisi per supportare idee e convincimenti.
    Ciò che va consapevolmente evitato sono le banalizzazioni dei giudizi e le strumentalizzazioni.
    Il Sindaco e la maggioranza consiliare hanno il diritto-dovere di porre in essere le loro migliori energie personali e politiche a favore della comunità; la minoranza consiliare quello di contribuire al conseguimento degli obiettivi, attraverso le azioni che riterrà più opportune.
    Riuscire a lavorare insieme per il bene comune è la sola strada possibile in un tempo, come quello attuale, pieno di insidie e difficoltà.
    Un patto, che potrebbe essere nominato come “il patto della fontana”, gioverebbe a tutti, maggioranza ed opposizione, per aiutare concretamente Accettura e i suoi cittadini.
    Naturalmente se la proposta di tale patto dovesse essere condivisa suggerisco di sigillarlo intorno alla fontana ritrovata con buona pace di tutti.

  3. La mancanza di attenzione degli accetturesi, soprattutto della classe dirigente, per cose e luoghi storici, e non solo, ma per tutte le testimonianze ambientali, storico- culturali, è testimoniata da diversi quadri desolati del centro urbano e del territorio, di cui le fontane costituiscono un indiscutibile esemplare.
    Manca una visione complessiva di valorizzazione delle risorse di un’area protetta e dei problemi connessi che si intrecciano . Ad esempio: come mai le acque dell’acquedotto delle Manche continuano a disperdesi nonostante interventi e spese inutili, acque che avrebbero potuto servire per far rivivere le fontane pubbliche, per irrigare orti e giardini? Non parliamo poi di valli e torrenti, strade rurali continuamente sconnesse, mentre potrebbero essere sistemati con piantagioni e sistemazione idrogeologica, utilizzando al meglio ed in opere importanti gli operai forestali. Lunghi anni di disattenzione per problemi rilevanti ed eccessiva attenzione per quelli marginali, quali ad esempio sconvolgimento degli spazi pubblici funzionanti, utilizzo di importanti strutture, sistemazione delle acque del Tratturo e così via.
    Da parte dell’ente Parco, poi, oltre ad interventi come l’impianto di biomasse che mi sembra contraddire le stesse funzioni di un’area protetta, è stato redatto una proposta di Piano del Parco, (su cui ho avuto modo di comunicare alla popolazione e alla Regione le mie considerazioni), che invece di governare lo sviluppo compatibile del territorio mi appare sconvolgerlo e ridurlo a funzione di sviluppo dei paesi limitrofi.
    Ho riscontrato un disinteresse che dovrebbe preoccupare tutti coloro che credono nelle possibilità di uno sviluppo fondato sulle risorse ambientali, storico- culturali.

  4. Scusatemi ma io non ho bisogno di aspettare delle giustificazioni in quanto sarebbero assolutamente e sicuramente pretestuose mi dispiace tantissimo….. anche e non solo per aver fatto rivoltare nella tomba il mio mai dimenticato maestro delle elementari Don Antonio Giliberti persona che certamente era riuscito ai suoi tempi a creare nel popolo accetturese un rapporto sano come deve essere in una piccola comunita’ e cioè come in una grande famiglia!!!!!! (Il proprio bene non si può ottenere volendo il male degli altri). Penso questo in quanto solo così si cotruisce un futuro sereno e produttivo…..e voi secondo il mio modesto parere ne avete tanto bisogno!!!!!! Non potete essere uniti e d’accordo solo nei giorni della festa di San Giuliano……..Perciò il mio accorato appello è rivolto soprattutto a coloro che si sono fatti carico delle responsabilità nel guidare la comunità accetturese sia a livello istituzionale sociale civile e religiono.
    Scusatemi ancora per l’intrusione in quanto già da tanti anni non faccio più parte della vostra comunità ma come accetturese di nascita (dei miei ormai quasi 57 anni circa un terzo e sicuramente i più belli li ho vissuti lì) mi sono sentito in dovere di esprimere quello che sentivo dentro dal profondo del mio cuore.

  5. Non ho parole, la stupidità della gente non ha limiti, anche se credo non si tratti di stupidità ma di ignoranza. L’ignoranza dei despoti, si, perché non si può eliminare un qualcosa che esiste da un secolo per piacere ad un “qualcuno”. A proposito; mi sono sempre chiesto cosa siano quelle pietre messe una sull’altra come a formare un muro, all’inizio del paese e che salgono fino a cingerne la zona vecchia , ora che ci sono tanti vandali (rifacendomi alla storia) perché non buttarle giù insieme alle altre tre o quattro fontane rimaste? Il paese, ne sono certo, ne trarrà grande giovamento, senza tutto quel vecchiume, sarà bellissimo…….

  6. Con amara sorpresa abbiamo visto che un’altra bella, centenaria fontana in ghisa, di pregevole fattura, è stata divelta e buttata alle ortiche: la fontana “di Giliberti”. Erano quattro le fontane antiche di Accettura. Ora è rimasta solo quella “dello speziale” immortalata, per fortuna, dalla sensibilità artistica di Antonio Trivigno in una bellissia foto inserita in un calendario di anni fa. La fontana “di Giliberti”, invece, era da tempo muta, deturpata da un discutibile intervento di cementificazione e priva della parte superiore, ma si sperava sempre in un sapiente e sensato restauro. Accettura non ha altri simboli, escluso il Maggio, e si sa che il patrimonio culturale di un paese si basa soprattutto sugli elementi di uso comune come, per esempio, le fontane storiche, che mantengono viva la memoria del vissuto della comunità. “Andare alla fontana”, infatti, era sia indispensabile per la sopravvivenza di uomini e animali, ma aveva anche una funzione sociale perché in un paese piccolo e isolato come il nostro, significava incontrarsi. Molti degli accetturesi sparsi in Italia e nel mondo, oggi s’incontrano on line per verificare L’INTEGRITA’ dei loro ricordi legati ai luoghi della memoria,condividendo vecchie foto e cartoline sbiadite. L’integrità, appunto. Recuperare e custodire il passato è un atto di civiltà oltre che di riconoscenza nei confronti di quelli che ci hanno preceduto e che ci hanno permesso di essere quello che siamo. Fiduciose, ci auguriamo una rapida ed illuminata soluzione che preveda il restauro e il ripristino della funzionalità della fontana “di Giliberti”.

  7. Tutto ciò che noi siamo ha le sue radici nel passato!
    Penso che le testimonianze storiche siano una ricchezza da valorizzare e non da cancellare e rappresentino il futuro soprattutto per i piccolo paesi.

  8. Sim Sala Bim…e la fontana non c’è più!
    Magica performance dell’amministrazione comunale di Accettura! Divelta la fontana storica: “Fontana Gilberti”, in via Circolo Garibaldi, sotto gli occhi attoniti dei residenti! Sconosciute le reali motivazioni che hanno indotto a questa sconcertante decisione. Mi chiedo e dico: è probabile che la medesima costituisse grave pericolo per l’incolumità dei cittadini, costringendo gli addetti alla tutela ambientale, a un intervento repentino, sacrificando un monumento storico per inconfutabili problemi di sicurezza? Perchè, in verità, null’altro giustificherebbe questo scempio!
    Cosa ne sarà del centro storico?
    Qualcuno, per favore, mi illumini e mi spieghi!

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