➡️ Comunicato del Circolo PD di Accettura
Al Partito Democratico della Basilicata
<<Dopo anni di tormentati interrogativi, i firmatari della presente nota hanno dovuto prendere atto che per il Partito Democratico della Basilicata le “aree interne” non hanno motivo di esistere.
Difatti, al netto del fondo di coesione al quale sono interessati solo pochi piccolissimi comuni, negli ultimi anni non vi è stato un solo provvedimento finalizzato ad affrontare le infinite criticità presenti nei nostri comuni. Nonostante ciò la nostra fede politica si è sempre esplicitata con il leale sostegno al partito e ai vari rappresentanti istituzionali che si sono succeduti negli anni, pur se spesso mortificata (salvo rare eccezioni) dalla disinvoltura con la quale gli eletti stanno assolvendo al proprio mandato e dall’esplicito rancore di chi non è stato eletto, come se non fosse legittimo scegliere liberamente i candidati da sostenere o tentare di svincolarsi da schemi, non condivisi, riconducibili alle filiere programmate.
La riprova della suddetta incresciosa affermazione, e’ la solerzia con la quale si è intervenuti su Accettura per tentare di chiudere le stalle dopo che i buoi (le tessere) sono scappati, attenzioni che tuttavia non ci sono state quando si stava tentando di fare la lista per le elezioni comunali e contestualmente alcuni dirigenti esterni remavano in senso contrario vanificando il nostro lavoro.
Assistiamo frequentemente alle scorribande sul nostro territorio da parte di assessori e consiglieri regionali, più interessati a fare “campagna acquisti” che a sottoporci una vera idea di sviluppo della nostra area.
Infatti, ci saremmo aspettati di essere coinvolti in un progetto di rilancio della montagna materana, soprattutto a seguito della designazione di Matera a capitale della cultura. Purtroppo l’idea che l’ambizioso traguardo europeo potesse riguardare l’intera regione è rimasto solo sulla carta, e nessuno sembra rendersi conto che le nostre popolazioni ignorano senso e significato di un così prestigioso riconoscimento.
Per trovare cittadini coinvolti e consapevoli (cittadini culturali come amano definirsi a Matera), bisognerebbe sconfinare verso la Puglia, ma per quanto ci riguarda oltre un sincero apprezzamento per la nostra salsiccia non si è mai andati.
Abbiamo appreso con piacere la condivisione istituzionale attorno alla realizzazione del fantomatico aeroporto di Pisticci, e ci auguriamo che si tratti di una condivisione sincera, e non di circostanza per placare le imbarazzanti intemperanze di amministratori desiderosi di mettere la propria firma in calce a opere faraoniche ma inutili, come il ponte sul fiume Basento. Però attendiamo ormai da troppi anni analoga condivisione sulla realizzazione di una infrastruttura viaria che potrebbe far uscire dall’isolamento la popolosa area della montagna materana.
Sono inaccettabili i tempi di percorrenza per recarsi a Garaguso, Oliveto, Accettura, Stigliano e sono ancora più inaccettabili le inesistenti condizioni di sicurezza e agibilità delle strade che si arrampicano sui monti e sulle colline dove siamo stati condannati a vivere, tanto chi deve occuparsi della manutenzione della rete viaria da queste parti ci viene una volta all’anno, durante la festa del Maggio per la sfilata di San Giuliano, e quando si deve racimolare qualche voto.
Nel mentre fervevano i preparativi del dispendioso capodanno materano-pugliese, qualcuno avrebbe dovuto occuparsi anche del bilancio regionale, avremmo evitato di ridurre alla fame migliaia di forestali.
Perché forse chi ci rappresenta ignora che i lavoratori forestali, ivam, vie blu da ottobre non percepiscono gli emolumenti, e gran parte delle aree della montagna materana vivono di forestazione.
In Basilicata vi sono ben 12.000 aventi diritto al reddito minimo di inserimento, ma solo 4.000 potranno beneficiarne per scarsità di risorse (seppure ancora le procedure di avvio sono in alto mare).
Di questo, e di tante altre cose, avremmo voluto che si fosse occupato il Partito Democratico e il suo autorevole ma auto referenziato gruppo dirigente.
Da queste parti per decenni ci siamo battuti per presidiare valori per noi irrinunciabili fortemente ancorati alle idee della sinistra, essendoci altresì illusi di aver trovato nella casa comune del Partito Democratico, il luogo nel quale perseguire obiettivi di crescita, di uguaglianza e di inclusione sociale. Nostro malgrado, tutto ciò, in questo partito non lo abbiamo trovato. Abbiamo trovato, invece, l’arroganza del potere, l’attaccamento esasperato alle poltrone, il disprezzo verso i bisogni della gente, il mercimonio e l’estrema esaltazione mentale di nuove leve nelle quali avevamo riposto la nostra fiducia. Sì, perché anche questo ha fatto il Partito Democratico: ha realizzato la fabbrica dei mostri.
Per decenni abbiamo combattuto il berlusconiano che ha fatto tanti danni al nostro Paese, lo abbiamo fatto
convintamente e consapevolmente. Pensavamo, altrettanto convintamente, che avremmo potuto contribuire
a presidiare i valori della sinistra dall’interno del partito, ma nostro malgrado i convincimenti si sono rivelati errati perche’ quei valori, per noi irrinunciabili, non sono più nel dna del PD.
Ci sembra, questo, un buon motivo per non rinnovare più l’iscrizione al Partito Democratico, ma non per questo smetteremo di sostenere le istanze delle nostre comunità, perché l’impegno e la passione politica non finirà mai di ispirarci a quei principi fondanti che ci hanno accompagnato nel corso di tanti anni di militanza politica.>>
Dimilta Maria Pia,
Proscia Crescenzio,
Marzano Nunziata,
Segue elenco di nr. 27 persone che non hanno più rinnovato la tessera
Marzano Anna,
Pellegrino Giuseppe,
Piliero Rachele,
Pellegrino Angelo,
Catera Luciano,
Manzione Marcantonio,
Pellegrino Antonello,
Villone Maria,
Barbarito Francesco,
Marzano Pina,
Monacelli Isabella,
Barbarito Nunzia,
Marzano Francesco
Cristallo Francesca,
Bellotti Giuseppe,
Marzano Angelica,
Talco Marianna,
Lopiano Rocco,
Loscalzo Giuliano,
Bellotti Leonardo,
Barbarito Angela,
Dimilta Carmela,
Dicanio Rosa,
Manzione Giuliano,
Dimilta Rocco Giuliano,
Marzano Giuseppe,
Barbarito Vito.

