Intervista a Francesco Siggillino – “Eliot corre ancora”

Complimenti da AccetturaOnLine a Francesco per il podio della serata ma sopratutto per il tema scelto

intervista tratta da regionedigitale.it

481189_10200232449597985_951094397_nRoma 19 luglio 2013 – Incontriamo Francesco Siggillino alla fine del suo monologo istrionico “Eliot corre ancora” che ha convinto il pubblico e la giuria del teatro off LoSpazio tanto da meritare il podio della serata. Siggillino “correrà” insieme ai vincitori delle altre serate per il premio finale del concorso “Autori nel cassetto, attori sul comò”, che consiste in tre giorni di cartellone teatrale per portare in scena la loro piece teatrale vincitrice su questo stesso palco del teatro LoSpazio. Il concorso è una competizione di corti teatrali che vengono votati da una giuria di addetti ai lavori e dal pubblico, un’iniziativa che premia il talento tout court dei promettenti autori, attori, registi e sceneggiatori partecipanti.

Siggillino domina il palco con la sua mimica espressiva, l’
alterna

nza disinvolta e coinvolgente di dialetto lucano e un italiano composto da voce narrante. Padroneggia recitazione, drammaturgia, sceneggiatura e regia, tutto in un solo talento, appena uscito dalla palestra accademica.

Sei stanco?

No, euforico. Anche se sul palco non si vede, io sono molto emotivo.

E’ il tuo primissimo debutto questo?

Fuori dall’Accademia sono stato solo una volta nel teatro comunale di Tolfa, una mini-esperienza, quindi si può dire che questa di Roma sia la mia prima volta fuori dal contesto accademico.

Da un teatro di provincia al palcoscenico dei nuovi talenti della capitale romana, è un’emozione diversa esibirsi davanti a un pubblico nuovo al di fuori della familiarità dell’Accademia?

Sì, molto molto diversa, io mi sento onorato e grato per questa partecipazione. Ho saputo del concorso tramite un amico e la mia voglia di uscire dal contesto accademico mi ha portato qui senza indugio, ero scalpitante e appena ho saputo di “Autori nel cassetto, attori sul comò” non ho avuto dubbi.

Il tuo corto ha convinto nella sua interezza. Hai convinto tu, la tua attorialità, la complessità della narrazione e la tematica, di non facile trattazione: morti per incidenti stradali spesso banalizzati che non siamo abituati a vedere rappresentati a teatro. Ti hanno etichettato come teatro civile, è la giusta definizione per il tuo corto?

In parte sì ma ho pensato soprattutto a raccontare 3 vite. Il racconto poi sfocia nel tema della giustizia, fatta o non fatta nelle aule di tribunale: Eliot ha avuto la sua rivincita (il suo assassino è stato condannato per omicidio volontario), mentre i due fidanzatini sono stati dimenticati due volte (per l’automobilista che li ha investiti si è trattato di omicidio colposo). Ho raccontato due casi diversi: la denuncia dello stato della giustizia in Italia, per la coppia di fidanzati, si intreccia con una denuncia umana di 3 ragazzi che non hanno avuto la possibilità di giocare le proprie carte in questa vita.

E’ molto originale il simbolismo delle “crocette” come tappe della vita, che accompagna Eliot dalla sua infanzia di chierichetto a quella di studente universitario, hai riportato una storia vera?  

Sì, si ispira alla mia infanzia dove nel mio paese il parroco si è inventato questa trovata geniale, un gioco dove il chierichetto collezionava più crocette e, s’intende, più messe, vinceva un pellegrinaggio a Roma.

“Eliot corre ancora” nasce come corto?

Sì ma sto pensando di ampliarlo, inglobarlo in uno spettacolo più lungo.

Progetti per il futuro?

Ancora teatro civile: un cortometraggio sul femminicidio dove sarò l’unico protagonista maschile.

 

Eliana Fortuna

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3 commenti

  1. Solamente oggi ho letto l’articolo sulla performance “Eliot corre ancora” dimostrata da Francesco Siggillino nella finale del concorso “Autori nel cassetto, attori sul comò” al teatro off Lo Spazio di Roma. Sia pure con ritardo esprimo il mio compiacimento per la scoperta di un talento della nostra terra nell’arte del teatro. Mi fa tanto piacere, inoltre, il suo proposito, culturale e di valenza sociale, di approfondire e interpretare temi di valore civile, di cui si sente il bisogno, per riempire il vuoto in un mondo di rappresentazioni lievi, frivole, di intrattenimento.
    Caro Francesco, congratulazioni et “ad maiora”!!!

  2. Sull’onda lunga proveniente da Rio, mi chiedevo, Francesco, se un ampliamento del Tuo ‘ Eliot corre ancora’
    non potesse giovarsi di un qualche riferimento all’Assassinio nella Cattedrale proprio di Eliot che credo riguardi il martirio di S Tommaso Becket.
    Lascio lo spunto alla tua sovrana libertà di artista in ascesa insieme all’augurio per ogni Tuo bene.
    mario vespe

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