Nicola Scarano, maestro, intellettuale, poeta ad Accettura. Incontro sul tema

scarano

➡️ Aggiornamento 18 giugno ore 22:50

Cinzia Zolfanelli ci scrive: <<Oggi per noi tutti familiari di Nicola Scarano una grande gioia, le sue parole resteranno lì nella villa di Accettura a testimonianza del grande amore che mio nonno ebbe per questo che sentiva il suo paese e per la festa del Maggio.
Un grazie sentito al sindaco Vespe uomo di grande sensibilità e a tutti coloro che si sono prodigati per questo splendido evento>>.

Nicola Scarano

Si terrà sabato 18 giugno ad Accettura presso la Sala Consiliare alle ore 17:00, l’incontro sul tema “Nicola Scarano, maestro, intellettuale, poeta ad Accettura”.

Programma
Saluti:
Alfonso Vespe, sindaco di Accettura

Relazione:
Giovanni Caserta, storico e critico letterario

Testimonianze:
Nino Nota, amico e collega di Nicola Scarano
Vincenzina Rizzo, vedova Scarano

Ore 19:30, Villa di Accettura – Scoprimento di una targa con versi di Nicola Scarano dedicati ad Accettura.
La cittadinanza è invitata.

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Un commento

  1. 11 febbraio ·
    Nicola Scarano
    un frammento di memoria
    Parlare della residenza di Nicola Scarano ad Accettura significa innanzitutto associarlo ad altri quattro amici degli anni cinquanta : Giliberti Antonio, Peppino Velluzzi, Larocca Gennaro ed io. Ogni sera ci ritrovavamo al Bar Velluzzi a discutere delle nostre esperienze e, naturalmente, di politica, anche perché militanti di partiti avversi. Non mancavano le partite serali a biliardino (o calcio balilla) nella perenne sfida del binomio Larocca Barbarito-Velluzzi Scarano. Per un certo periodo un altro luogo d’incontro è stato il centro di lettura, contiguo alle aule funzionanti nelle cosiddette “Scuole Varuolo, di cui Scarano era l’incaricato dirigente. Specialmente nelle serate invernali davanti alla stufa che Gennaro alimentava egregiamente Le discussioni venivano animate spesso da contrapposti punti di vista, anche perché, a differenza degli altri tre, di sinistra, Peppino e Nicola militavano ed erano punti di riferimento della D:C.
    L’interesse culturale e politico di Nicola è stato continuo e vario. Nell’insegnamento partecipe e protagonista del profondo rinnovamento che in quel tempo si sviluppava nella scuola e che coinvolgeva principi pedagogici, finalità educative, metodologie didattiche. Di Nicola va evidenziato la sua particolare tendenza alla ricerca, attuata anche nella scuola ( ricerca storico- geografica- culturale su Accettura; sulla festa del “Maggio”, che suscitò l’interesse di Bronzini, autore di un particolare studio docimologico attuato sul campo).
    Nel 1956, a sorpresa, davanti al Bar del fratello di Gennaro, ci fece ascoltare alcuni versi registrati di “Gocce al mare” Gastaldi Editore in Milano, che ci parvero subito significativi ed interessanti. Ci offrì la sua prima pubblicazione con dedica. Un avvio interessante e proficuo per la poesia, che coltivò e approfondì successivamente quando riscopri i luoghi e le voci del suo Basento.
    Scarano, in “Gocce al Mare”, tra i diversi motivi (ad esempio memorie dolorose, passione politica, sprazzi di quadri di natura) ha rappresentato luoghi, eventi, ricorrenze religiose, clima sociale e immagini di vita quotidiana del tempo e del suo vissuto, ad Accettura.
    Le visioni di vita “paesana”, si intrecciano con le immagini della sua infanzia, vissuta nel senso profondo di una assenza insostituibile, quella della mamma, che simbolicamente racchiude in quella tazza di latte caldo che non bevve. Di qui un certo pessimismo che si percepisce scorrere nei suoi versi, un pessimismo che si scioglie nelle immagini di contenuta malinconia e di limpidi versi in “Luci sul Basento”. La desolante visione della vita espressa in Capodanno “Principio del tempo di sempre/ che a nuovo si veste,/ di scialbe speranze di ieri/ che appaion future,/ di vaghi sospiri/ inutili attese,” si apre a nuovi orizzonti. Nel ritorno alle “pianure dell’infanzia” emergono nuovi pensieri, nuove visioni e riscopre paesaggi e cose impressi nella memoria: i boschi, le aperte campagne, le vigne tozze, l’ombra d’un fico ai piedi di un rigagnolo, i tramonti, l’agevole cammino; non più “le pene di sempre di ieri/ o ricodi spine del cuore.”
    La sua sensibilità si apre quindi alla speranza e al mondo. E con “Frugherò la vita” canta ed esalta il meraviglioso mistero del rifiorire della vita dell’uomo e della Natura:
    “Non scaverò più la terra dei morti
    per ritrovarmi.
    Frugherò le culle
    a interpretare i vagiti
    lo spasimo delle gemme
    il palpito del seme
    lo slancio del germoglio
    la metamorfosi della ninfa
    l’uovo tradotto in via.
    Scruterò il fondo dei cieli
    e degli oceani
    la città degli uomini
    la giungla il segno di un domani.
    (Nicola Scarano)
    Sulla composizione poetica dedicata ad Accettura si riporta l’annotazione del 9 aprile u.s. su FB:
    Un inno pieno di passione, di vita, di eventi, di folclore, di storia del “paese amico”, cui Nicola Scarano partecipò da protagonista nel difficile periodo del dopoguerra, della ricostruzione e dell’esodo, impegnato nelle battaglie politiche del tempo, nel rinnovamento della scuola, nella diffusione dell’alfabetizzazione e della cultura.

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