Oggi a Corato l’ultimo saluto al Comandante Patruno

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Lutto nella caserma dei Carabinieri di Molfetta.  Si è spento ieri mattina il luogotenente Nicola Patruno.
Il militare, originario di Corato, ricopriva l’incarico di comandante della stazione di Molfetta. Era in servizio dal 1981. Nel 1985 aveva superato il concorso per la scuola sottufficiali, frequentata prima a Velletri poi a Vicenza.
Fino al 1991 in servizio nei comuni del Salernitano, era stato poi destinato al comando della stazione di Accettura, in provincia di Matera. Nel 1995 il comando della stazione di Capurso, nel Barese. L’anno successivo l’incarico nell’ambito della polizia giudiziaria nel tribunale dei minori di Bari.
Un incarico, quest’ultimo, durato ben nove anni. Fino al 13 luglio 2005, con la nomina a comandante della stazione dei Carabinieri di Molfetta.
Patruno è scomparso all’età di 52 anni. Lascia una moglie e due figli.
La redazione si unisce al cordoglio di familiari e colleghi dell’Arma. Le esequie si terranno questo pomeriggio alle 16 nella chiesa dell’Incoronata di Corato.

Articolo molfettalive.it
Foto laltramolfetta.it

Alla ricerca delle mie origini in Italia, Jim Ferri

Traduzione dell’articolo a cura di Andrea Labbate

Era mattina quando io e mia moglie Marjorie abbiamo lasciato mio cugino Nicola e siamo partiti per Accettura, un paesino della Basilicata, nel sud Italia, appollaiato su una montagna. Per tanto tempo avevamo intitolato il nostro viaggio “Alla ricerca di Pasquale”, riferendoci al mio bisnonno che era emigrato bambino da Accettura per gli Stati Uniti 125 anni fa.
Abbiamo impiegato tre ore per arrivare, circa la metà del tempo su strade tortuose attraverso montagne boscose, quando dai boschi all’uscita di una curva, ci è apparsa Accettura, posta sulla cima di una collina, completamente isolata, come tanti paesi di montagna italiani. Leggi tutto

Daklen Difato nominato Alfiere della Repubblica

di Angelo Labbate
Prestigioso riconoscimento per Daklen Di Fato, straordinario talento musicale, nato 11 anni fa a Matera, da padre di San Mauro Forte e da madre di Accettura. Il Presidente della Repubbica, Giorgio Napolitano, ha conferito al giovane Daklen il titolo di Alfiere della Repubblica per meriti musicali, onoreficenza riservata ai giovani italiani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato e in singoli atti o comportamenti ispirati ad altruismo e solidarietà.
All’origine del fenomeno Daklen c’è un felice incontro tra un’innata predisposizione alla musica e una solida tradizione familiare. Il padre e il nonno sono entrambi suonatori e maestri di musica. In tenera età si manifesta la passione per il pentagramma. A 7 anni, sotto la guida del maestro Vincenzo De Filpo, Daklen inizia lo studio del pianoforte e in poco tempo consegue ineguagliati risultati, cimentandosi in difficili brani di Bach, Beethoven e Mozart.
Ammesso a frequentare la classe di pianoforte del Conservatorio “Duni” di Matera, risulta il primo nella graduatoria finale e consegue il primo posto in tre concorsi europei di pianoforte. Lo scorso settembre, il Presidente Napolitano ha concesso il titolo di Alfiere della Repubblica a un altro giovane talento lucano, la poetessa tredicenne Martina Marotta, originaria di Trecchina.

Più fragile Gallipoli-Cognato quando chiuderà la caserma

SENZA LA STAZIONE FORESTALE DI PALAZZO DIVENTERA’ TERRA DI NESSUNO

di ANGELO LABBATE

ACCETTURA  Lo  spettro della soppressione incombe sulla storica stazione forestale di Palazzo, l’unico presidio rimasto a tutela della foresta di Gallipoli-Cognato, dopo la chiusura delle caserme di San Nicola, Pian di Giglio e Cognato.  La prospettiva preoccupa il presidente dell’Ente parco, Rocco Lombardi. “Con la partenza delle guardie, la foresta diventerebbe terra di nessuno,  totalmente esposta ai bracconieri e agli abusivi di ogni genere,  allevatori, raccoglitori di prodotti del sottobosco e tagliatori di alberi. Occorre mobilitarsi  per scongiurare  i danni  irreversibili che la chiusura del presidio provocherebbe”. La foresta di Gallipoli-Cognato, oltre 4.200 ettari, già di pertinenza delle Clarisse di Tricarico, fu acquisita al patrimonio pubblico con la soppressione dei  beni ecclesiastici  e con legge n°283 del 20 giugno 1871 fu compresa fra i beni inalienabili dello Stato, per frustrare le mire della borghesia terriera, che prosperava con le usurpazioni e gli acquisti a prezzi stracciati.  Oltre che di rare specie animali e vegetali, la foresta è ricca di testimonianze storico- monumentali. Alla sommità del monte Croccia sono visibili gli imponenti resti della cinta muraria di un’antica città lucana del V-IV secolo avanti Cristo, scoperti sul finire del 1884 dall’archeologo lucano Vittorio De Cicco;  nel 1128 San Guglielmo da Vercelli  scelse come eremitaggio il monte Cognato e vi fondò un monastero;  durante la prima guerra mondiale il complesso di Palazzo ospitò i prigionieri austriaci. In tempi più recenti è stato teatro delle battaglie contadine per l’occupazione delle terre. A vigilare su questo straordinario patrimonio della natura e edella storia, sito di interesse comunitario  e riserva antropologica,  un territorio che, secondo la definizione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, “per peculiarità  di caratteri naturali esige la più gelosa tutela dell’ambiente e della spontanea evoluzione, soprattutto a fini  educativi e di  ricerca scientifica” sono rimasti tre uomini, in attesa di nuova destinazione. E’  l’ultimo ridotto a difesa della foresta, significativamente  intitolato alla guardia scelta Canio Loguercio, colpito mortalmente da una fucilata il 1° febbraio 1976, in circostanze rimaste misteriose, mentre era in servizio di perlustrazione .

LA  GAZZETTA del MEZZOGIORNO, 16 ottobre 2011

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