La leggenda del drago – II edizione

A Stigliano va in scena “La leggenda del drago”. Rivivono gli antichi mestieri

STIGLIANO – Su il sipario. Dalla Chiazz’ di Stigliano va in scena “La leggenda del drago”, sapiente ricostruzione e rappresentazione scenica (di carattere itinerante) di un arcaico racconto locale, riportato in punta di penna da Salvatore Agneta nel volume dal titolo “Il Conte e la leggenda del drago”. L’inizio dello spettacolo è per le ore 21. Ma già da alcuni giorni il borgo rivive. Anche se dalle 18 di oggi sarà tutta un’altra storia. Visitare per credere. Sembrerà di esser ritornati, tutto d’un tratto, in pieno Medioevo. Un suggestivo ritorno al passato che gli accurati giochi di luce e i particolari effetti sonori contribuiranno a rendere ancor più interessante e partecipato. L’ingresso è libero. Idem la visione. Un motivo in più per non lasciarsi sfuggire l’occasione. Perchè “sapere non è conoscere”. Più che uno slogan, un principio ispiratore per gli adepti di “Stigliano Eventi”, struttura associativa autonoma registratasi come organizzazione di volontariato di natura confederativa dei sodalizi locali (per info: 333.4427803 – Franco Micucci).
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Donazioni AVIS Accettura – Domenica 18 Luglio


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Domenica 18 Luglio dalle 8:00 alle 10:00
presso l’ambulatorio della Guardia Medica

“Terre d’Italia a confronto” Basilicata – Toscana, Monsummano Terme

➡️ Articolo Gazzetta del Mezzogiorno
➡️ Sito Comune di Monsummano T.

“Riattraverseremo un’altra volta la bella Basilicata”

Tra i centri della montagna materana, Accettura è l’unico ad avere un albergo confortevole. Per questo è meta obbligata per la gente di spettacolo che si esibisce nei dintorni. Reduce dal concerto tenuto a Stigliano, a conclusione dei festeggiamenti per il patrono Sant’Antonio, ai tavolini del bar Centrale abbiamo incontrato Max Gazzé. È gioviale e non si sottrae alla conversazione. «Proprio in Basilicata, durante la lavorazione del film, ho riscoperto questa antica vocazione delle persone a dialogare, che nei grandi centri è scomparsa. La cosa non mi infastidisce, anzi mi aiuta, ha per me ha un effetto liberatorio e consolatorio, soprattutto quando vivo momenti difficili». Anche la Basilicata fisica è una scoperta per il cantante. «Conoscevo questa regione da piccolo. D’estate venivo al mare a Scanzano Jonico, ospite di un mio amico di infanzia di origini lucane, Antonio Ierace o Ierardi, che avevo conosciuto a Bruxelles, dove mio padre era un funzionario della Comunità Europea, e i genitori del mio amico erano emigrati per motivi di lavoro. Poi, da oltre trent’anni, ci siamo persi di vista». C’è ritornato l’anno scorso. «Quando Rocco Papaleo mi ha offerto una parte nel film, non ho esitato. Stavo facendo un concerto; fu tanto l’entusiasmo che lo invitai a salire sul palco e a cantare insieme a me. Non conosceva le parole della canzone e ripeteva sempre la stessa frase, trasformando una situazione imbarazzante in un momento di grande comicità e ilarità». Momenti di spensieratezza che si sono ripetuti mentre si girava il film. «Ormai, con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Paolo Briguglia e Rocco Papaleo abbiamo formato un gruppo affiatato di amici, che si è divertito un mondo durante l’attraversamento da versante all’altro della Basilicata, una regione che ci è apparsa in tutta la sua selvaggia bellezza, un territorio fantastico da percorrere, che in poco spazio racchiude una cangiante varietà di paesaggi unici, laghi, boschi, calanchi, fiumi, monti. Ieri, attraversando la foresta di Gallipoli, sono stato tentato dalla voglia di fermarmi per sempre. Per non dire della gastronomia: a Stigliano, dopo il concerto, con gli amici del comitato feste, ho mangiato “gnumarielli ” e peperoni “cruschi” straordinari » . Si direbbe quasi che sia diventato lucano. «Non sono mai stato a Potenza; a Matera sono stato una sola volta e sono rimasto colpito dalla straordinarietà della sua struttura urbana. Comunque, mi sento legato più alle tradizioni rurali, che a quelle urbane. Per questo, diversamente da molti miei colleghi, non snobbo i concerti di piazza delle feste patronali. Mi affascinano l’eterogeneità del pubblico, l’euforia, il clima festivo, la sospensione della quotidianità. Il mio cervello funziona ancora a legna, mi piace cogliere i sapori e gli odori nei miei continui viaggi, altrimenti sarei la valigia di me stesso. Vivo di percezioni, più che di ricerche, cerco l’antica dimensione della vita, che in questa sconosciuta provincia italiana è ancora facile trovare». Ci sarà un’altra Basilicata coast to coast? «So che riattraverseremo un’altra volta la Basilicata con Rocco e gli altri amici e che molti amanti della natura e della scoperta tenteranno l’avventura di percorrere a piedi questa fantastica terra, da Maratea a Scanzano».

di Angelo Labbate

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