➡️ Gazzetta del Mezzogiorno, 9 Luglio 2011
Investì e uccise a Roma Rocco Trivigno. Dovrà scontare quindici anni di galera
ACCETTURA. E’ calato definitivamente il sipario sulla vicenda giudiziaria di Rocco Trivigno, lo sfortunato giovane di Accettura che, a Roma, nella notte del 18 luglio di 3 anni fa, fu travolto e ucciso da un furgone pirata condotto dal moldavo Ignatiuc Vasile. La Corte d’assise d’appello ha sostanzialmente confermato la sentenza di primo grado, condannando il moldavo a 15 anni e mezzo. Per i giudici, la circostanza che Vasile per sfuggire alla polizia abbia attraversato, ad alta velocità, più semafori col rosso, schiantandosi, all’incrocio tra la Nomentana e viale Regina Margherita, contro la Citroen condotta dal giovane potentino Nicola Telesca, sulla quale viaggiava Rocco Trivigno e la sorella Valentina, configura il delitto di omicidio volontario, tesi sostenuta dall’avvocato della famiglia Trivigno, il penalista Adelmo Manna, professore di diritto penale all’Università di Foggia.
La recente sentenza giunge alla fine di un tortuoso percorso giudiziario. Con la sentenza di primo grado, emessa il 16 febbraio 2009, Ignatiuc Vasile, riconosciuto colpevole di omicidio volontario, lesioni e ricettazione, fu condannato a 16 anni di carcere. Sentenza impugnata dai difensori del moldavo, gli avvocati Giansi, padre e figlio. La Corte d’assise d’appello, con sentenza del 10 marzo 2010, derubricò il reato in omicidio colposo aggravato con riduzione della pena ad 8 anni e mezzo. La Cassazione, adita dalla parte lesa, a febbraio di quest’anno, ha ritenuto carenti le motivazioni della sentenza di secondo grado, annullandola nella parte in cui qualificava l’omicidio come colposo, trattandosi, invece, a parere della Suprema Corte, di omicidio volontario con dolo eventuale. Pertanto, la Corte d’assise d’appello, attenendosi alle indicazioni della Cassazione, ha condannato il moldavo a 15 anni e mezzo. Una sentenza storica, che rende giustizia alle vittime della strada e ai familiari e fa onore alla magistratura italiana.
Angelo Labbate
➡️ Ansa, 8 Luglio 2011
Travolse auto e uccise giovane lucano: omicidio volontario
A Roma nel 2008 mori’ Rocco Trivigno. Condanna a 15 anni e mezzo
(ANSA) – ROMA, 8 LUG – Per i giudici della II Corte d’assise d’appello di Roma, Ignatiuc Vasile, il moldavo che la notte del 18 luglio 2008, tra via Nomentana e viale Regina Margherita, per sfuggire a un controllo della polizia, a bordo di un furgone rubato travolse un’auto con tre ragazzi a bordo, e’ responsabile di omicidio volontario. E questa conclusione li ha portati ad infliggergli 15 anni e mezzo di reclusione. In quell’incidente mori’ un giovane di Accettura (Matera), Rocco Trivigno, di 20 anni, e altri due (la sorella e un amico) rimasero gravemente feriti. (ANSA).
➡️ Gazzetta del Mezzogiorno, 9 Luglio 2011
Lucano ucciso da furgone «Fu omicidio volontario»
ROMA – Per i giudici della II Corte d’assise d’appello di Roma, Ignatiuc Vasile – il moldavo che la notte del 18 luglio 2008, per sfuggire a un controllo della polizia, a bordo di un furgone rubato travolse un’auto con tre ragazzi a bordo – è responsabile di omicidio volontario. E questa conclusione li ha portati ad infliggergli 15 anni e mezzo di reclusione. In quel tragico incidente, morì un giovane originario della Basilicata, e altri due rimasero gravemente feriti.
Tortuoso l’iter giudiziario che ha portato a questo nuovo processo d’appello.
I fatti risalgono alla notte del 18 luglio 2008, all’altezza dell’incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita, a Roma. Vasile, 25 anni, a bordo di un furgone rubato, dopo aver attraversato due incroci col semaforo rosso senza mai rallentare, travolse una Citroen C3: l’auto fu sbalzata e si schiantò contro un palo della luce. A bordo c’erano Rocco Trivigno- 20 anni, originario di Accettura (in provincia di Matera) che morì -, la sorella Valentina, di 22 anni, e un altro passeggero, Nicola Telesca, 25 anni: Valentina e Nicola rimasero feriti.
Vasile fu condannato dalla I Corte d’assise di Roma, il 6 febbraio 2009, a 16 anni di carcere per omicidio volontario, lesioni e ricettazione.
Ma la Corte d’assise d’appello, il successivo il 18 marzo 2010, riqualificò il reato in «omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento» e ridusse la condanna a 8 anni e mezzo di carcere.
Fu successivamente la Corte di Cassazione, lo scorso febbraio, a «bollare» come carenti le motivazioni della precedente sentenza d’appello e a ritenere necessario un nuovo processo davanti alla II Corte d’assise d’appello.
Ieri, dopo la riapertura del dibattimento per sentire due agenti di polizia, la nuova decisione: riforma della sentenza di primo grado solo per quanto riguarda la portata della pena inflitta (che da 16 anni passa adesso a 15 anni e mezzo di reclusione), conferma nel resto quanto già deciso in merito alla configurazione del reato in «omicidio volontario».
Il ragazzo materano a Roma studiava Chimica all’Università «La Sapienza».

rocco, dopo tre anni il vuoto che hai lasciato dentro di me è aumentato..non so come spiegarlo..non è quel tipo di dolore che stai male per un po e poi ti passa,è un dolore lieve ma costante e credo che noi che ti abbiamo conosciuto lo porteremo sempre dentro di noi.
Un abbraccio a Caterina ed Antonio.