Accettura G. Colucci – Avis Burgentia: l’analisi del mister

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Foto di repertorio

A cura di mister Pierino Onorati.

Accettura G. Colucci – Avis Burgentia 0-1

Formazione: SARRICCHIO Giuseppe; VESPE Antonio, LOSCALZO Antonio, FANUELE Vincenzo, DE ROSA Giacomo; ORLANDO Nicola, QUIRINO Salvatore, CARLOMAGNO Giuseppe, TREMAMONDO Innocenzo; SIMONE Mario, LOSCALZO Nicola.

A disposizione: LAGUARDIA Vito, CIFUNI Giuseppe,  GARIUOLO Marco, IMPERATORE Rocco, PARADISO Rocco, PELLEGRINO Giuseppe, PILIERO Pietro.

Sostituzioni 2° T. : al 7° min. PELLEGRINO per DE ROSA, al 15 ° min. GARIUOLO per LOSCALZO N., al 30° min. PARADISO per TREMAMONDO.

La sintesi:
<<Sicuramente abbiamo fatto un passo indietro sul piano del gioco rispetto alla partita precedente giocata contro il Picerno, c’è da dire però che il Brienza nell’ unica conclusione in porta di tutta la partita, ha pescato il Jolly mettendo la palla all’incrocio dei pali con un tiro da fuori area.

La gara ci ha visti quasi sempre attaccare, anche se con poco ritmo e spesso con lanci lunghi che hanno favorito la loro difesa.

Le nostre occasioni le abbiamo avute sia nel primo che nel secondo tempo senza però essere precisi nelle conclusioni, credo sia anche mancato quello spirito di sacrificio agonistico che avevamo messo in campo contro il Picerno.

Questa era solo la prima partita del girone di ritorno, se vogliamo dare una svolta ad un campionato deludente dobbiamo tutti sacrificarci ed allenarci con più continuità, solo così possiamo provare a risalire la classifica.

Da sottolineare la buona prova di Simone Mario (classe 2000), all’esordio casalingo.

Inoltre voglio anche evidenziare che le due squadre si sono ritrovate nel dopo partita a bere qualcosa insieme nel  cosiddetto  “terzo tempo“.
Lo sport va oltre il risultato
.>>

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Eventi Accettura Carnevale 2016

Carnival party
Sabato 13 febbraio, ore 22.30 palazzo Spagna
info. associazione Accipiter

➡️ Rinviato a sabato 13 febbraio

Carnival party16

Dimilta: “come sarebbe andata senza il nostro intervento?”

dimiltaChiedo scusa, se mio malgrado, ritorno sulla vicenda della rimozione della Fontana Giliberti.

La questione sollevata dalla minoranza consiliare con più lettere ufficiali al Sindaco e poi con nota pubblicata su AccetturaOnline, è successiva ad un’approfondita fase di accertamento e raccolta d’informazioni. Fino allora, abbiamo parlato di mandante, perché non ancora identificato, che ha agito maldestramente e senza uno straccio di carta giustificativa. Il documento pubblicato, a firma del Sindaco è una confessione! E’ stato lui il mandante! Il responsabile principale di un qualcosa che in italiano chiamasi: reato.

Il curatore del comunicato non ha brillato per fantasia. E’ ricorso a giustificazioni appiccicaticce, per altro già anticipate dalla minoranza, con l’aggiunta di un’originale trovata. Questa sì da suggerire al futuro “Sindaco di Roma”, che finalmente risolverebbe il problema dei ratti che fuoriescono dai sotterranei del Colosseo. Altro che derattizzazione!

I cittadini hanno capito fin troppo bene come sono andate le cose e come sarebbero proseguite senza l’intervento della minoranza.

L’estensore, si è poi dilungato con elucubrazioni non attinenti, ma funzionali all’insulto, piuttosto che riconoscere l’errore e impegnarsi a ripristinare la Fontana restaurata e restituirla agli antichi fasti. Così facendo, avrebbe ricevuto il plauso della minoranza e della Comunità. Sarebbe stata roba da “grandi”.

E’ arcinoto che a furor di popolo il Sig. Vespe è stato eletto Sindaco. Com’è altrettanto noto che a furor di popolo, Dimilta è stato designato a fare l’opposizione. Nel rispetto dei ruoli e quindi della volontà popolare, la minoranza svolge compiti propositivi (che ha tentato e tenta di assolvere, nonostante l’ostracismo del Sindaco. Lo documenteremo in altra occasione), ma anche di verifica e di controllo, così come per legge. Se avesse taciuto sulla vicenda di cui trattiamo, si sarebbe resa corresponsabile dell’illecito (vi sono diverse sentenze a riguardo).

I cittadini sanno bene che prima di muovere una pietra di una parete esterna della loro abitazione, che magari non è né storica, né di pregio architettonico, devono pagare un tecnico, produrre copie e copie di progetti, acquisire pareri, nulla-osta regionali/statali e permessi. Nel programma amministrativo del Sindaco, non si parla di restauro di fontane storiche, però si parla di legalità (Il sindaco, paladino, organizza convegni un mese sì e l’altro pure sul tema), di rispetto delle regole, di etica pubblica, di lotta all’abusivismo in tutte le sue forme, etc…. E’ come se il Sindaco, chiamato a far la “guardia”, facesse il “ladro”, per giunta rancoroso e violento nelle offese.

Lo scrivente, nel secolo scorso, è stato Sindaco per otto anni. Se avesse risolto tutti i problemi di Accettura, non ci sarebbe stato bisogno di votare plebiscitariamente il Sig. Vespe! Della qual cosa, non perde occasione per vantarsene. Molti personaggi storici famosi furono votati in maniera plebiscitaria. Dopo, però, si rivelarono per quello che erano. Qualcuno riferisca al Sindaco che fine hanno fatto.

Per concludere, aggiungo che a furor di popolo è stato votato e a furor di popolo è palese un’altra verità: il sottoscritto, scrive ciò che pensa e con le sue mani. Il Sindaco, dal noto eloquio aulico, sottoscrive ciò che altri, ripetutamente, scrivono e pensano per suo conto.

P.S. Mi piacciono i film, però non saprei girarli, né ho i mezzi per produrli. Ciò che ho scritto è semmai un documentario (si fonda su documenti). Chissà se agli amici del Movimento Civico piace il film cui, loro malgrado, stanno assistendo? Sempre più simile a quelli della nota serie cinematografica che vedeva protagonista un ragioniere.

Il capogruppo consiliare di minoranza, Vincenzo Dimilta

Sindaco Vespe: “la fontana tornerà al suo posto, come previsto”

VESPE_ALFONSOIn questi giorni, protagonista della scena politica di Accettura, è diventata una…fontana!

Il capogruppo della minoranza consiliare, a cui piace tanto “menar il can per l’aia”, alimentare polemiche, nell’intento evidente di gettare discredito, con il tono offensivo che gli è solito, ha gridato allo scandalo per la rimozione di una fontana, quasi avessi compiuto un misfatto o una mascalzonata.

Orbene la fontana in questione, la fontana Giliberti, e non Ciliberti, come è stato scritto, non può essere definita “fontana”, dal momento che non eroga più acqua da qualche decennio, né può essere definita compiutamente “bene storico”, poiché il suo significato ne implica la tutela e la salvaguardia ed essa invece, versava in uno stato di pietoso abbandono.

La fontana è stata rimossa temporaneamente per motivi di salute pubblica e di sicurezza, allo scopo di risanare una situazione di degrado e fatiscenza: la fontana era diventata un covo di ratti, era anche causa di infiltrazioni in abitazioni sottostanti, come segnalato più volte dai residenti, oltre ad essere letteralmente divorata dalla ruggine.

Al prof. Dimilta che avrà trascorso notti insonni, immaginando il funerale della fontana, do un consiglio: si soffermi a riflettere sugli errori che evidentemente ha commesso verso gli elettori, vista la sonora sconfitta elettorale subita che non ha precedenti, per proporzioni, nella storia di Accettura. Essere respinto in maniera così netta da quello che una volta è stato il “suo” popolo, dovrebbe portarlo a ripensare ad alcuni suoi comportamenti che evidentemente l’hanno reso inviso alla comunità.

Ma torniamo alla fontana. Al professore devo riconoscere una bella faccia tosta, tanto da risultare persino patetico il suo morboso desiderio di visibilità, infatti se avesse avuto a cuore le sorti della fontana Giliberti e di tutte le altre disseminate nel nostro abitato, le avrebbe recuperate e valorizzate durante il suo doppio mandato di sindaco. Mi chiedo, e si chiedono in tanti: perché solo oggi si ricorda delle fontane? Come mai quando è stato sindaco non si è preoccupato di tutelare e salvaguardare questo bene storico? E come mai non ha avuto la stessa attenzione e la stessa solerzia per alcuni scempi ed oltraggi perpetrati, in tempi anche recenti, nei vicoli del centro storico?

Nel comunicato il professore osa paragonare un’opera monumentale, qual è l’acquedotto romano, ad una fontana risalente ad un “Ventennio” ormai lontano, spesso, volutamente ignorato e vituperato nella memoria storica. Viene proprio da sorridere!

Stia tranquillo professore, la fontana non è stata rimossa per abbellire il giardino o il portone del sottoscritto, o di un amico!

La fontana sarà restaurata e rimessa al suo posto com’era nei nostri progetti.

Infine, voglio ricordare che a fine mandato, il mio operato sarà giudicato, com’è giusto che sia, dai cittadini di Accettura; se sarò stato un piccolo sindaco lo dirà la gente…

Non mi cale del giudizio di un piccolo uomo.

Il Sindaco
Alfonso VESPE

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