Il Capo del governo(Tedesco)Mappus premia il volontariato

Il governo del land Baden-Württemberg attribuisce al volontariato un alto valore sociale – sostiene il ministropresidente Stefan Mappus. Per le 6 categorie in finale ne sono arrivati 10 per categoria. In Sport e Cultura figura il connazionale Luigi Abate, originario di Accettura (Matera) ma domiciliato ad Oliveto Lucano (Matera), in Germania dal 1962.

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[audio:http://www.accetturaonline.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/abate.mp3|titles=abate]

Da quando è mondo, ogni comunità esprime solidarietà, aiuto e sostegno ai piú bisognosi.
Anche la ricca Germania, che dispone di una fitta rete di servizi sociali, ha tuttavia bisogno di cittadini disposti ad offrire una parte del proprio tempo libero a favore della collettività. Il volontariato è presente in ogni ambito della vita: sanità, protezione civile, scuole, case di accoglienza, associazioni culturali e di tempo libero.
L’elenco è lungo. Ciò che in Germania emerge, è la consapevolezza dei governanti. Un esempio è l’esecutivo del land Baden-Württemberg che nel 2003 decise di istituire un premio per associazioni, singole persone e gruppi d’interesse impegnati da anni nel volontariato contribuendo con iniziative e progetti ad aiutare le categorie sociali più deboli.

Sotto il motto “Echt-Gut” (veramente buono) 26.000 persone hanno partecipato col loro voto elettronico a determinare i primi 10 di ognuna delle 6 categorie: Sport e Cultura, Giovani intraprendenti, Impulso al volontariato, Società viva, Vita sociale, Ecologia.

Al primo di ogni categoria sono andati 2.500 euro, mentre al secondo e terzo 500 euro.
Il premio vuol essere un piccolo riconoscimento per il lavoro finora svolto ed anche una forte spinta motivazionale a continuare ad intensificare e ad allargare la partecipazione attraverso l’opera di sensibilizzazione.

Anche se non premiato, fra i primi 10 della categoria Sport e Cultura figura un italiano. Si tratta di Luigi Abate, emigrato dalla sua Accettura (Matera) nel lontano 1962.
A margine del suo lavoro in fabbrica, prima a Backnang (Stoccarda) e poi dal 1968 a Friedrichshafen (sul lago di Costanza) ha dedicato tutto il suo tempo libero alla causa dell’integrazione scolastica, culturale e sociale della comunità italiana nella società locale tedesca.

Fu volontario l’omicidio Trivigno

:arrow: Video I Fatti Vostri (Rai Due) 15.02.2011

:arrow: Intervista Maria Alicia Trivigno

:arrow: Gazzetta del Mezzogiorno 3 Feb 2011 (Angelo Labbate)

Fu volontario l’omicidio Trivigno – è la sentenza della cassazione

 

L’omicidio del giovane Rocco non va derubricato in colposo come precedentemente stabilito in Appello. Lo ha stabilito la Corte di cassazione

ROMA. La prima sezione penale della Corte Suprema della Cassazione, presidente Tittomassi, relatrice Margherita Cassano, ha annullato la sentenza della Corte di Assise di Appello di Roma, che aveva derubricato in colposo l’omicidio volontario doloso di cui la sentenza di primo grado aveva riconosciuto colpevole il cittadino moldavo Ignatiuc Vasile e l’aveva condannato a 16 anni di carcere, per aver investito con un furgone e ucciso il giovane Rocco Trivigno. Il grave fatto avvenne nella capitale la notte tra il 17 e il 18 luglio 2008. Con un furgone rubato il Vasile, ad alta velocità, per sfuggire all’inseguimento della polizia, attraversò col semaforo rosso l’incrocio tra la Nomentana e viale regina Margherita, il maledetto crocevia dove solo qualche giorno prima i due giovani fidanzati Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, a bordo di un motorino, erano stati investiti e uccisi da u n’autovettura condotta da Stefano Lucidi. Il furgone condotto dal moldavo travolse la Citroen condotta dal potentino Nicola Telesca, sulla quale viaggiavano anche i fratelli Valentina e Rocco Trivigno di Accettura. Rocco, vent’anni non ancora compiuti, studente di chimica, giovane di belle speranze, che tutti in paese conoscevano e apprezzavano, perse la vita durante il trasporto in ospedale, mentre Valentina e Nicola ancora portano i segni del grave incidente. In sostanza, la Corte Suprema, pronunciandosi sul ricorso per cassazione proposto dai genitori di Rocco, Antonio e Caterina Trivigno, rappresentati e assistiti dall’avvocato Adelmo Manna, professore di diritto penale all’Università di Foggia, in difformità dal parere del procuratore generale presso la Cassazione, che si è espresso per il rigetto del ricorso, ha annullato la sentenza della Corte di Assise di Appello di Roma nella parte in cui qualificava come colposo l’omici dio, affermando che il reato debba qualificarsi come volontario a titolo di dolo eventuale. Il rinvio al tribunale di secondo grado è fatto per la modifica del titolo del reato e per la riformulazione della sanzione da applicare. Di conseguenza, la Corte di Assise di Appello dovrà uniformarsi alle indicazioni in punto di diritto della Suprema Corte. La “ratio ” di questa pronuncia va ricercata nel fatto che la fuga dalle forze dell’ordine tentata dal Vasile rappresenta sul piano dell’accettazione del rischio qualcosa di più e di diverso rispetto alla sola violazione delle norme sulla circolazione stradale. Si tratta di una decisione storica che porterà la Cassazione a rivedere i precedenti orientamenti e aprirà il cuore alla speranza nella giustizia dei familiari delle 5.000 vittime, che ogni anno insanguinano le srade italiane.
« L’odierna sentenza – commenta l’avvocato Adelmo Manna – apre nuovi scenari, perché non passa la linea, secondo la quale tutti gli incidenti stradali siano colposi. Ce ne sono anche dolosi. come nella dolorosa vicenda di Rocco Trivigno».

:arrow: Il Messaggero 3 Feb 2011 (Giulio De Santis)

Cassazione «Uccise passando col rosso Il suo è un omicidio volontario»

ROMA – Aveva ucciso un ventenne dopo essere passato con il rosso, andando ad oltre 100 all’ora. E per quell’incidente, Vasile Ignatiuc dovrà ora rispondere davanti ai giudici, dell’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale. Così ha stabilito la prima sezione penale della Corte di Cassazione imponendo un nuovo processo in appello a suo carico. Vasile è stato condannato in secondo grado a 8 anni e 4 mesi per omicidio colposo, per aver ucciso Rocco Trevignano il 18 luglio 2008. Lo aveva travolto con un furgone lanciato a folle velocità a un incrocio sulla Nomentana. Già i giudici di primo grado avevano stabilito che l’uomo era responsabile di omicidio volontario e che andava condannato a 16 anni di reclusione. Ma l’Appello l’aveva pensata diversamente. La stessa valutazione è stata fatta ora dagli ermellini che hanno annullato il processo di secondo grado con rinvio per la qualificazione giuridica del reato, affinché il fatto venga valutato come doloso. Anche se Vasile aspetterà il nuovo verdetto in libertà.

La sentenza è rivoluzionaria, mai in passato la suprema Corte aveva considerato che il responsabile di un incidente stradale fosse imputabile di omicidio volontario con dolo eventuale. Fino a martedì scorso la storia del processo e dell’incidente provocato da Vasile sembravano avviati a una conclusione identica ad altre vicende, come quella che ha avuto protagonisti Stefano Lucidi e le due giovani vittime, Alessio e Flaminia. Luogo dell’incidente e iter processuale sembravano correre sullo stesso binario, finché non è arrivata la decisione di ieri della Cassazione.

Vasile viene fermato dalla polizia a bordo di un furgone rubato. Terrorizzato comincia a scappare, si mette a correre alla guida dell’automezzo e attraversa senza guardare i semafori rossi. La sua fuga si ferma all’incrocio “maledetto” tra viale Regina Margherita e via Nomentana. Lo stesso dove la sera del 22 maggio del 2008 Lucidi aveva ucciso Alessio e Flaminia superando anche lui l’incrocio con il rosso, a 100 all’ora. Stavolta a varcare il bivio è la Citroen nera con a bordo Rocco Trevignano, 20 anni, e altri tre suoi amici. L’impatto è tremendo. Rocco muore mentre gli altri tre ragazzi si salvano per miracolo.

La condotta degli imputati dei due casi viene valutata nello stesso modo in primo grado, quando la condanna arriva per omicidio volontario. In appello le pene vengono dimezzate, dopo la decisione dei giudici di derubricare l’accusa in omicidio colposo. Nel caso di Lucidi viene confermata la sentenza a 5 anni per omicidio colposo. Mentre per Vasile, gli ermellini scelgono un’altra strada annullando la sentenza e rinviandola ai giudici di secondo grado per valutarla più severamente. Entro 30 giorni arriveranno le motivazioni. «È probabile che la Suprema corte – è il commento del difensore di parte civile, professor Adelmo Manna – abbia fatto una distinzione sul tipo di incidenti, che non possono essere tutti uguali».

:arrow: Il Messaggero 3 Feb 2011 ( Carlo Mercuri)

L’avvocato di parte civile: con quella guida spericolata sapeva di poter uccidere

ROMA – «E’ un passo di civiltà», esclama l’avvocato Gianmarco Cesari. L’avvocato Cesari è il legale “storico” dell’Associazione familiari vittime della strada e in tale veste ha seguito tutti i grandi processi degli ultimi dieci anni. «Io ci speravo, in questa sentenza della Cassazione – commenta – Dopo il giudizio di secondo grado che derubricò il delitto di Vasile in colposo mi sentii indignato. Ora la Cassazione ha ristabilito l’equilibrio, dando una lettura diversa del crimine stradale. Ora il dolo eventuale potrà finalmente essere applicato all’incidentalità stradale. Abbiamo vinto una battaglia contro l’indifferenza dei magistrati rispetto al problema». Cesari è un torrente in piena e continua: «Nel 2002 si davano pene risibili ai pirati della strada, sei mesi, un anno al massimo. La sentenza di oggi è il frutto di un lavoro nelle aule di giustizia che dura da anni».

L’andamento del processo Vasile, fino al gradino prima della rivoluzionaria sentenza della Cassazione, aveva ripercorso le tappe dell’altro grande processo per incidentalità stradale, quello contro Stefano Lucidi, il trentacinquenne che investì e uccise i due fidanzati Alessio Giuliani e Flaminia Giordani. Tutti e due gli incidenti nel 2008, a poche settimane di distanza l’uno dall’altro; tutti e due a Roma e quasi nello stesso posto, l’incrocio tra via Nomentana e Viale Regina Margherita; per tutti e due i processi lo stesso andamento: una prima condanna elevata (dieci anni a Lucidi, sedici a Vasile), poi un dimezzamento della pena nel successivo grado di giudizio (cinque anni a Lucidi, otto a Vasile). Prima il riconoscimento di omicidio volontario, poi il derubricamento in omicidio colposo: è quasi un classico. Per anni ci si è interrogati sulla riconoscibilità della linea d’ombra tra dolo eventuale e colpa cosciente. E’ il confine sdruccioloso tra volontarietà e involontarietà del crimine. «Il dato differenziale tra dolo eventuale e colpa cosciente va rinvenuto nella previsione dell’evento», dice la legge. E per la legge, secondo l’avvocato Cesari, «Vasile conduceva ad alta velocità un furgone di grandi dimensioni, che lo convinceva della sua incolumità». Perfettamente cosciente dunque di poter ferire e di uscirne indenne.

Chi plaude alla pronuncia della Corte di Cassazione è anche la Fondazione Ania, che negli ultimi anni è stata sempre in prima fila nelle battaglie per innalzare il livello della sicurezza stradale. Dice il presidente Sandro Salvati: «Certe condotte di guida causano alcuni tra i più gravi delitti che avvengono oggi. Penso che sia giusto che, in taluni casi, si configuri l’ipotesi di dolo eventuale vista la gravità sociale, umana ed etica degli incidenti stradali».

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Finalmente!

commento inviato il 04-02-2011 alle 11:42 da scorpiorosso

no al garantismo

basta con questo garantismo spicciolo che si rende correo di una strage quotidiana, in nome di cosa spiegatemelo voi.

commento inviato il 04-02-2011 alle 09:48 da gpcara

23:10 da pierpapaolo

“Vitt, allora vai e ammazzalo, visto che hai le certezze…
…ce le hai? Hai in mano le carte? Hai visto tutto? Consoci tutto?
O spari messaggi sul blog e basta?”_______________Io commento ciò che è scritto nell’Articolo……dopo aver letto, si deve anche capire, e trarre un giudizio obiettivo.

commento inviato il 04-02-2011 alle 08:44 da vitt

pierpaolo

è ovvio che secondo la legge una persona è innocente fino all’ultimo grado di giudizio ma è altrettanto ovvio che in caso di flagranza del reato c’è poco da invocare la propria innocenza. Un conto è essere assolti per un cavillo giuridico o un errore formale, un altro per non aver commesso il fatto. C’è un bella differenza no?

commento inviato il 04-02-2011 alle 07:48 da Andrea Roma

se ci fosse…..

……uno straccio di governo che invece di incolpare i magistrati facesse delle leggi fatte con criterio, specie per questo genere di cose, e se fossero dati gli strumenti alle forze dell’ordine per poter intervenire e prevenire questi e altri crimini, anzi di giocare a fare leggine ad personam per quel loro padrone, e per poter permettersi sperperare i soldi a p@@@@ne tagliando solo i fondi per i servizi, perchè tanto a loro non servono………………forse tante di queste disgrazie potrebbero essere evitate……………….e invece continuiamo a taglliare……….

commento inviato il 04-02-2011 alle 07:18 da mariuzzo

Il Codice della Strada…

…lo conoscono pochi.
Infatti già oggi a chi viene sorpreso a guidare in stato di ebrezza viene confiscata l’auto.
Ma siamo sicuri che basta irrogare sanzioni esemplari a chi uccide?
Proprio ieri pomeriggio ad un passa da piazza Re di Roma è morta, investita, una signora in bicicletta, l’incidente è accaduto ad un passo da casa mia. Come tutti mi fermo a commentare, poi vado alla fermata del bus 87 in via Etruria, a Don Orione direzione Colli Albani. Arriva il bus e senza nessun motivo si ferma a tre metri dal marciapiedi, nello spazio lasciato per sciatteria dall’autista si infila un signore molto anziano in motorino che sfiorando i passeggeri che scendevano dal bus passa oltre. E se avesse investito qualcuno? Da notare che nel quartiere Appio Latino gli ausiliari ATAC regolarmente multano i veicoli in sosta nello spazio delle fermate dei bus, qualcuno controlla se gli autobus accostano ai marciapiedi o i ciclomotori (e le biciclette) sorpassano veicoli nella stessa corsia e senso di marcia?

commento inviato il 04-02-2011 alle 00:16 da marco.55

In UK applicano il codice penale

In UK si fermano alle strisce pedonali, per esempio. Non parliamo quindi del passaggio con il rosso. Se investi un pedone, applicano il codice penale e il carcere non te lo toglie nessuno. Questo è sicuro, anche se sei incensurato, anche se non eri drogato.
Non si scherza davvero. L’auto è come un arma: con un uso improprio puoi uccidere: e’ quindi tua responsabilità prendere tutte le precauzioni per evitarlo

commento inviato il 03-02-2011 alle 23:39 da Flavio78

Vitt, allora vai e ammazzalo, visto che hai le certezze…

…ce le hai? Hai in mano le carte? Hai visto tutto? Consoci tutto?
O spari messaggi sul blog e basta?

commento inviato il 03-02-2011 alle 23:10 da pierpapaolo

Finalmente

Era ora che il passaggio con il rosso e l’incidente di questo tipo, fosse omicidio volontario!!!!!!! Passaggio con il rosso, multa di 1000 e. Controsenso, 500 e di multa. Guida sotto l’ effetto di stupefacenti ed alcol, 5000 e di multa e sequestro autovetture con deposito giudiziale. Alla seconda volta, sospensione patente x 5 anni. Terza volta, ritiro patente x sempre. Sai quanti si calmerebbero alla guida …….

commento inviato il 03-02-2011 alle 23:00 da Ombra1978

20:42 da spada:

“Vasile Antonio o Silvio sono innocenti fino al giudizio”?????????_______Questo Vasile, era alla guida di un furgone Rubato, è passato con il rosso ad oltre 100 km all’ora, e sarebbe innocente fino al giudizio definitivo?????? Ma fammi il piacere!!!!!!!!!!

commento inviato il 03-02-2011 alle 22:59 da vitt

conoscere prima

pietà per le vittime,ma il diritto creativo comincia ad essere esagerato,E.Burke nel 700 scrisse:”per quanto attiene alle leggi umane, dove comincia il mistero lì finisce la giustizia . Non è facile dire se hanno fatto miglior affari, grazie ai misteri, i dottori in legge o i teologi. I giuristi, proprio come i teologi, hanno contrapposto alla ragione naturale un’altra ragione; e, come risultato, si è avuta un’altra giustizia ,opposta a quella naturale. Hanno sconcertato il mondo intero e se stessi con insensate formalità e rituali,reso complicate le cose più semplici con gergo metafisico, al punto che ,per chi non appartiene alla lor professione ,muovere anche un sol passo senza la loro assistenza costituisce un grandissimo pericolo”.Non è cambiato nulla,ma,insomma,i nostri diritti avremmo diritto di conoscerli,non in tribunale,ma prima,nella vita.

commento inviato il 03-02-2011 alle 22:26 da danilus

la repubblica delle banane

è un classico che chi ha i soldi (leggi lucidi e vernarelli) la fa franca e il poveraccio paga per tutti…che pena.
Buttare la chiave per tutti, solo così si possono fermare questi assassini.
Senza considerare che la condotta di chi guida in stato di ebrezza o drogato è più grave perchè coscientemente decide di alterare le proprie capacità, lo dice anche il codice penale!!

commento inviato il 03-02-2011 alle 22:14 da marcoangelelli

Giustizia di Pulcinella

Ormai siamo al ridicolo : uno ammazza la moglie a calci in testa e i Giudici gli rubricano l’ Omicidio Preter-Intenzionale
Se un folle passa col rosso e uccide un pedone, gli contestano l’ Omicidio Volontario
E ovvio che c’è più VOLONTA’ di ledere nel primo caso
Ma dove studiano i Giudici Italiani ?

commento inviato il 03-02-2011 alle 21:30 da queimada

alleluja

A quanto pare, la tutela tutta ideologica e completamente fuorilegge degli assassini al volante, comincia a non essere più sostenibile. La casta dei togati cerca di battere in ritirata.
Si tratta di una sentenza importante perchè emessa dalla Cassazione, un giudizio di legittimità che avrà conseguenze anche su altri casi, ma il problema di fondo rimane: perchè i magistrati che rifiutano di applicare la legge sul dolo eventuale ai pirati della strada non vengono licenziati e incriminati? La discrezionalità del giudice non contempla il diritto di ignorare precisi articoli del codice penale. Se stiamo qui a rallegrarci perchè, per la prima volta in decenni, la Cassazione ha accettato di applicare la legge, vuol dire che lo stato di diritto non esiste. E vuol dire anche che non ci si può giudicare da soli.

commento inviato il 03-02-2011 alle 21:12 da fuochista

Vasile Antonio o Silvio sono innocenti fino al giudizio

definitivo, tutti e tre.
Antonio e Silvio possono scappare anche loro in ogni momento specie Silvio che ha tanti soldi qui e all’estero.
Se il giudice ritiene ci sia la possibilità di fuga può togliere il passaporto e ricorrere anche alla prigione.
La vedo incarognito con Vasile e sempre molto dolce con Silvio a cui mi sembra sempre disposto a concedergli 20 livelli di giudizio!

commento inviato il 03-02-2011 alle 20:42 da spada

Caro Matthias i tuoi dubbi sull’intendere e volere sono

le mie certezze.
Non vedo perchè debbano ridurre la capacità di intendere e volere se uno usa un coltello o la pistola e diventano un’aggravante in auto.
Oggi se hai notato nessuno o quasi si ferma in caso d’incidente, solo una decina d’anni fa ci si scandalizzava per i pirati che c’erano ma erano molto meno. Quanto tutto ciò dipende dalla paura dell’inasprimento della pena che ha portato l’omicidio conl’auto a livello di volontario?
Tra i due fenomeni c’e’ certo una relazione temporale e sarebbe bello valutare quanti morti si potrebbero evitare se la gente si fermasse. La gente va in auto per andare a spasso, per andare a lavorare e per mille altri motivi, e la mia esperienza di guidatore che non ha mai avuto incidenti mi dice che sebbene ho avuto fortuna, ho saltato stop e non visto semafori e non ho mai voluto ammazzare qualcuno! Vorrei capire quanti tra i tanti moralisti non hanno mai saltato stop o semafori!
Altra ragione di imbarbarimento nel comportamento stradale e senz’altro il bonus-.malus che ha fatto sparire l’abitudine civile di lasciare il n. di targa e telefono a chi ti ammacca l’auto in parcheggio o fa scappare chi ti viene addosso per strada!

commento inviato il 03-02-2011 alle 20:35 da spada

Un altro caso che conferma

I poteri immensi dei giudici che possono sentenziare a loro piacimento pur in presenza di casi con connessione totale oggettiva.La coppia che investì due ragazzi giovanissimi,che passò con il rosso,che andava ad oltre 100 km orari nella città di Roma e che non si fermò nemmeno dopo averli scaraventati a terra uccidendoli,ha addirittura avuto uno sconto di pena e non sono stati incolpati di omicidio volontario ma colposo.
Delle due l’una:bisogna punire questi giudici oppure i loro colleghi che si sono espressi diversamente?
Questa pacchia deve finire con una bella riforma della magistratura e ciò indipendentemente da chi la farà.

commento inviato il 03-02-2011 alle 19:46 da vincenzo51

ohhh….

lo vedete che se volete ragionate, questo è quello che vogliamo.
RISPETTO PER LA VITA

commento inviato il 03-02-2011 alle 19:33 da umbertone58

Finalmente!!!

Ora si comincia a ragionare!!Chi si mette al volante e va a tutto gas solo per sentirsi “fico” o per arrivare 5 secondi prima,oppure e’ “fatto”o ubriaco, sa benissimo che l’auto puo’diventare un’arma per uccidere.
E mi auguro che questa nuova valutazione del reato si possa applicare anche ad alcuni casi gia’dibattuti(vedi i 2 “figli di papa’”Lucidi e Vernarelli.).

commento inviato il 03-02-2011 alle 19:20 da Fabio

Speriamo che poi, in Appello non si ricominci di nuovo…

Non so quanta differenza ci sia tra chi attraversa un semaforo rosso perché inseguito e un altro perché ubriaco o drogato.
Non vorrei che la motivazione sia che un ubriaco o drogato sia, in quel momento, incapace di intendere e di volere, mentre un ladro di furgoni intende tutto perfettamente…
Se così fosse sarebbe una specie di licenza di uccidere, perché è sicuramente più facile incappare in un drogato e/o ubriaco piuttosto che in un ladro…
Speriamo non sia così, aspettiamo la sentenza.

commento inviato il 03-02-2011 alle 19:09 da Matthias

“vasile viene fermato dalla polizia a bordo di un furgone rubato.

“Vasile aspetterà il nuovo verdetto in libertà.”……………………e sarà cosi’ fesso da non tagliare la corda????????

commento inviato il 03-02-2011 alle 19:08 da vitt

era ora

io guido da 40 anni e piu ma non ho mai guidato ubriaco o sotto droghe.capisco quando capitano incidenti e in tanti anni ho tamponato per distrazione e fortuna andavo pianissimo.
ma se la gente si ubriaca o si droga e “ammazzano ” persone siamo davanti ad omicidio volontario !!
e devono andare in galera e tutti devono sapere che si paga caro questi orrori !!
giusta sentenza e devono pubblicizzarla moltissimo in modo che tutti devono sapere a cosa vanno incontro !!!non sono disgrazie !!!
quindi droga-alcol-guida spericolata-corse su strada etc legati ad incidenti -=galera minimo 15 anni !!!!!!

commento inviato il 03-02-2011 alle 18:45 da luigizinni

è vero.. gli incidenti, che non possono essere tutti uguali..

ci sono quelli fatti dai comuni mortali e quelli fatti dai figli di papà.
questo disgraziato, per cavarsela, doveva dimostrare stupore e stupore quando è accaduto l’incidente… come fece stefano lucidi..

commento inviato il 03-02-2011 alle 17:54 da Carlo59

Finalmente un po’ di giustizia!

Non si può morire a vent’anni (né a nessun’altra età, a dire il vero) perché qualcuno decide di bruciare un semaforo ad alta velocità. E’ più che evidente che l’atto è del tutto assimilabile a quello di chi punta una pistola e spara (anzi, in quest’ultimo caso c’è un margine di probabilità in più di non centrare il bersaglio…). Quindi la Cassazione ha semplicemente applicato il più comune buon senso. Speriamo che l’esempio si estenda e diventi la regola,e che si aggiunga un’aggravante nei casi in cui l’omicida sia drogato o ubriaco. Sarà un po’ dura per chi c’incappa, ma del resto se lo è cercato, e altre vite di innocenti non saranno sacrificate.

commento inviato il 03-02-2011 alle 17:50 da Olegan

Finalmente…

E’ ora che questo tipo di omicidi venga valutato come omicidio volontario, soprattutto per chi uccide guidando ubriaco e/o strafatto!

commento inviato il 03-02-2011 alle 17:45 da ArminGS

era ora……..

era ora, ma cio’ deve valere anche per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti

commento inviato il 03-02-2011 alle 17:43 da walter

giustizia in 256 toni di grigio
dai che tra un po’ andiamo in technicolor

commento inviato il 03-02-2011 alle 17:36 da paciolifr

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Un Accetturese: Domenico Dimilta


Domenico Dimilta nato ad Accettura il 2 marzo 1949 da Dimilta Pasquale e Perretti Caterina, lascia Accettura nel 1960 per Monsummano Terme (PT), dove vi abita  dal 1960 al 1968.
Dal 1968 vive a Pistoia, mantenendo costanti relazioni con la folta comunità di accetturesi che già dagli anni sessanta popola la cittadina di Monsummano, distante appena undici  chilometri dal capoluogo Pistoia.
Negli anni settanta inizia l’attività di insegnante nella scuola media. Attualmente docente titolare presso la Scuola Media “Frank-Marconi” di Pistoia.
Fin  dalla  metà degli  anni settanta si dedica all’attività sindacale in ambito scolastico, divenendo uno dei principali animatori dello SNALS, il forte  sindacato della scuola. Nel 1991 assume la carica di Segretario Provinciale dello SNALS di Pistoia.In seguito, nella prima metà degli anni novanta, entra a far parte della struttura nazionale del
sindacato, con l’elezione a membro del Consiglio Nazionale dello SNALS .
Assume ulteriori impegni negli organi nazionali del sindacato, con l’elezione a componente del Comitato Centrale, organo direttivo dello SNALS .
Dal 2001 fa parte del Consiglio Generale della CONFSAL, la Confederazione sindacale nazionale alla quale lo SNALS appartiene.  Dallo stesso anno svolge,  per metà della
settimana,  l’attività  sindacale a Roma, quale componente della Segreteria Nazionale della CONFSAL, nella quale si occupa del giornale della confederazione, anche in qualità di
membro del Comitato di redazione del periodico della CONFSAL.
Oltre che a Pistoia e a Roma, svolge una parte dell’impegno sindacale a Firenze, ove ricopre il ruolo di Segretario Regionale CONFSAL della Toscana.

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